Qui la capra adesso è vista più per le battaglie

Per il libro su capre e caprai, l’intenzione è di raccogliere testimonianze sul campo tra Piemonte e Val d’Aosta, per questioni logistiche non mi spingerò oltre (ma chiunque potrà richiedermi il questionario da compilare per essere poi inserito nel libro). Così la scorsa settimana sono stata in giro per la Val d’Aosta per raccogliere un po’ di testimonianze. Il primo che ho incontrato è stato Luca, classe 1991. L’ho raggiunto dove trascorre l’estate con gli animali. A dire il vero, mi ha concesso un po’ di tempo nonostante fossero giornate di fienagione.

Ha messo fuori le capre, prima libere, poi le ha condotte ad un recinto preparato con le reti elettrificate, dove avevano erba, ombra e acqua. “Le prime due erano capre bianche, non saanen, me le ha prese mio papà quando facevo ancora le medie, andavamo in alpeggio sopra a Quart, avevamo solo le mucche. Me le ha prese perchè mi piacevano e perchè iniziassi a fare io qualcosa di mio. E’ stata la prima capra bianca portata alle battaglie!! A me piacerebbe avere capre da battaglia, ma i miei non vogliono, perchè sono più difficili da gestire. Adesso ho tutti incroci, le tengo per mungere.

Le capre in lattazione sono 14, il latte viene lavorato in azienda. “Mio fratello e mia mamma quando è giù fanno i formaggi. Lavorano il latte di mucca e quello delle mie capre. Facciamo yoghurt, cacioricotta e formaggi di capra. C’è abbastanza richiesta di formaggio di capra, anche se qui in valle la capra è vista più per le battaglie, anche l’AREV tiene più in considerazione quelle che non noi che abbiamo capre da latte.” Per trovare i prodotti della “Ferme des Champion”, bisogna andare a Brissogne. Qui la pagina su facebook.

Luca tempo fa mi aveva detto che avrebbe intervistato suo nonno. Purtoppo nel frattempo è mancato, ma lui mi racconta quello che aveva saputo in quella chiacchierata. Marco Champion, classe 1926, all’età di 11 anni saliva in alpeggio con il papà. “C’erano 30 mucche e 60 capre, lui era il capraio, iniziava a mungere mentre gli altri mungevano le mucche. Erano 6 persone a lavorare in alpeggio. Il latte veniva mescolato e si faceva la fontina mista. Il casaro diceva che si lavorava molto meglio così e le fontine erano migliori. Gli avevo chiesto di che razza erano e mi aveva risposto che erano tutte capre! Ce n’erano con le corna e senza.”

Quando la mamma aveva avuto problemi di salute, Luca era stato costretto a vendere il gregge, ma adesso ha ripreso ad avere un buon numero di animali. “Non faccio solo questo, sono anche educatore alla scuola dove ho studiato, la scuola di falegnameria e meccanica dei Salesiani a Chatillon. Mi occupo delle capre al mattino ed alla sera, corro un po’, ma faccio tutto. Fosse per i miei sarebbero già via dieci volte… Un giorno sono entrate nell’orto e hanno mangiato tutto!

La montagna qui è ancora ben curata. “C’è ancora la tradizione, dispiace lasciare andare dove si è faticato tanto. Ci sono ancora i “piccoli” come noi, che però per i numeri che c’erano, una volta erano già grandi! Sono i piccolissimi che stanno sparendoBisogna vedere come va la vita, ma spero di tenerle sempre! Io non saprei dove stare, senza le mie capre… Dicono che la capra si odia o si ama, io ho iniziato per caso, ma adesso non potrei farne a meno.” Mi racconta di aver allevato i capretti, ma anche di averne acquistati. “Ce n’erano due che non volevano succhiare, non c’era modo di fargli prendere il biberon. Gli avevo dato lo sciroppo con le vitamine, il Betotal per uso umano, ho visto che lo prendevano e gli piaceva, aveva l’aroma di vaniglia. Così ho comprato delle fialette di vaniglia per dolci e le mettevo nel latte, così sono riuscito a salvarli.

Andare al pascolo, mungere e viverci… è dura! Adesso per me aiuta, ho un lavoro, poi c’è il latte delle mucche e si mette insieme. Qui siamo a mille metri, bisognerebbe andare in alpeggio, però poi bisogna anche scendere a fare i fieni, quindi bisognerebbe avere più persone e allora… Poi manca totalmente il mercato della carne, si tribola proprio a vendere i capretti, le capre adulte poi proprio niente. Una volta la carne di capra si usava in famiglia. I capretti arrivano dalla Francia, tutti uguali, tutti con lo stesso peso.

Una risposta

  1. Bell’articolo, questo sulle capre! Sono Rosalba (3313305357) la compagna del boscaiolo/pastore Abel Perez.
    Dall’anno scorso non lavoriamo e siamo in città perché ho avuto i genitori che si sono ammalati gravemente! Però la città non è un luogo per noi, ci mancano i spazi verdi, le capre, noi siamo persone che amano vivere immerse nella natura, circondate da animali e vivere di ciò che si produce, questo è per noi vita! Stiamo cercando urgentemente in gestione una cascina in montagna, anche valle d’aosta o confine Svizzera dove portare al pascolo capre e pecore, dove potere avere anche spazio per coltivare orto e alberi frutti, potreste darci suggerimenti in merito? Ve ne saremmo molto grati!:):)

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