Le capre sono arrivate per caso

Quando ho chiesto on-line chi volesse essere intervistato, chi avesse una storia da raccontare per il mio libro su capre&caprai, Mauro è stato uno di quelli che mi hanno contattata. Approfittando di altre commissioni da fare in zona, in una bella giornata di sole e vento mi sono recata in bassa Valle Maira.

Questi sono gli ultimi giorni prima di salire in montagna, in alpeggio, per chi ci va. Purtroppo quest’anno in questo periodo le condizioni meteo sono tutt’altro che favorevoli. Le transumanze avvengono comunque, ma chi deve fare il fieno invece incontra problemi ben maggiori. Anche chi è già in alpeggio spererebbe di poter rivedere il sole. Mauro e le sue capre erano appena sopra alla pianura, ma non mancava molto alla transumanza.

Le ho solo da 3-4 anni. Ho cominciato con i cavalli, i Merens, il primo l’ho comprato quando avevo 15-16 anni, quest’anno sta per nascere il sesto, ne ho solo una che partorisce. Le capre sono arrivate per caso: tornando dalla fiera di Barcellonette, sono passato da un amico che vendeva delle camosciate. Mi sono innamorato del becco, ma poi ho preso anche 3-4 capre! Adesso ne ho 33 più una decina di capretti femmine.

Il gregge aspettava nelle reti, ma Mauro le apre e le mette al pascolo nei boschi circostanti. “Lavoro in fabbrica sui tre turni, tutto il tempo libero vengo qui da loro. Pago il fieno e la montagna, per fortuna i pascoli qui non li devo pagare. Lavorando non ho tempo per mungere regolarmente, così le camosciate le ho scambiate con delle fiurinà. Ho preso delle meticce, poi la prima valdostana.

Le tengo solo per la passione, se devo guardare la resa, non ne avrei più nessuna. Ho fatto un po’ di formaggi, ne ho mangiati e regalati. Queste, quando tolgo il capretto, asciugano in fretta. Andare al pascolo mi piace, ma quando non posso le tengo nelle reti. Se c’è da andare via un giorno, quello prima devi massacrarti a preparare tutto. Ma non sono pentito!

Presto le capre partiranno per l’alpeggio. “Le carichiamo, non andiamo su a piedi. Ci sarebbe il modo passando da Montemale, ma non puoi però seguire con un mezzo, se ce n’è qualcuna che non cammina. C’è poi un ragazzo che le guarda: le mie capre, una ventina di altri e 500 pecore. Andrò su una o due volte alla settimana a vederle. I primi giorni dopo che sono su ti senti sfasato, fa strano non dover più venire a tirare le reti e andare al pascolo!

Pian piano inizi a conoscere e trovi da comprare. Ho trovato tanti contatti su facebook. Le prime fiurinà le ho prese così. Anche il becco. Questa non è una zona tanto da capre, chi le ha sono tutte meticce. Per sapere come fare quando avevo qualche problema, all’inizio telefonavo a Mario del Puy, poi pian piano ho iniziato a capire. Avendo i cavalli, qualcosa già lo sapevo.

  1. Che bella realtà… anche a me piacerebbe raccontare la mia storia che potrebbe essere benissimo simile a questa… il mio numero di cellulare è: 3386729307..Mattia

  2. Da serioso direttore di giornale a capraro per passione. Amo le girgentane per la loro mitologica bellezza e per il carattere impertinente e dispettoso. Ne ho una quindicina in provincia di Alessandria e devo dire che mi danno piu’ soddisfazione di certo giornalismo provinciale di cui non ne potevo piu’.
    Ugo. 3922511319

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