Mia nonna sarebbe orgogliosa di me

Ogni incontro con un capraio è la conferma di come questo sia un mondo molto particolare, popolato da personaggi speciali. Il filo conduttore è l’amore per questi animali, ma c’è una distinzione tra chi alleva per mestiere e chi ha delle capre per passione. In questo secondo gruppo troviamo poi il gruppo di chi ha le capre valdostane. Alla fine ci si conosce un po’ tutti, in qualsiasi luogo si abiti…

Sergio non lo conoscevo, ma ne avevo sentito parlare. Le sue capre erano state tra le “protagoniste” di un video girato in Val Pellice e trasmesso a Geo&Geo. Veniva mostrata la transumanza di salita all’alpeggio Caugis, dove queste capre passano l’estate. “Sono trent’anni giusti che le mando a Natalino, quest’anno dobbiamo festeggiare!

Il gregge adesso è ancora nei pascoli vicino a casa,  dove mi accolgono Sergio e Rosanna. Un po’ di riposo all’ombra, un po’ di pascolo al sole. Sotto frutteti e poi la pianura. Siamo a ridosso del Monte Bracco, in provincia di Cuneo. “Ho avuto capre fin da bambino, mia nonna aveva un po’ di capre senza corna. Le mungeva, faceva i formaggi e prendeva più lei con le tome delle sue sette capre che non mio papà che lavorava.

I tempi però sono molto cambiati. “Se non ci fosse mia moglie Rosanna che va al pascolo quando non ci sono, potrei tenerne al massimo tre o quattro. Ho sempre lavorato la terra, facevo il muratore, anche adesso continuo a lavorare la terra, per conto di altri. Per mantenere le capre! Mi faccio io tutto il fieno, dovessi comprarlo… guai! E’ una cosa che si fa per passione, i figli fanno tutt’altro, il figlio adesso è a Malta.

Le capre sono molto belle, anche se Sergio si lamenta, come già altri allevatori di questa razza, di aver già perso un po’ della qualità di un tempo: “Le capre più belle erano quelle di Sandro il Savuiot. Le più belle io le ho viste da Guido Ayassot 30 anni fa. Non grosse, ma bellissime. Compro i becchi, non le capre. Sono arrivato ad avere 80 capre, adesso una sessantina. Mi piace che siano belle, che abbiano belle corna, ma anche latte per il capretto.

Quello è un posto da capre e lo è sempre stato. Sergio mi parla della passione ereditata dalla nonna: “Lei diceva che nessuno in famiglia le avrebbe più tenute, invece… Tornasse adesso, credo che sarebbe orgogliosa di me, delle mie capre. I miei fratelli e sorelle invece no, nessuno ha bestie. I giovani di adesso fanno gli allevatori se c’è alle spalle qualcuno che li aiuta, altrimenti come fanno a tirare avanti? Questa capre qui, guadagni qualcosa solo vendendo agli appassionati, ci si conosce tutti.

Animali belli, ben tenuti e anche viziati, come succede quando si allevano capre con grande amore. Mentre prendo appunti e chiacchiero, una capretta si siede accanto a me e collabora all’intervista, un’altra da dietro mi tira i capelli. Il legame di questa coppia è fortissimo, lo si avverte guardandoli insieme ai loro animali. Due persone unite dalla vita e dalla passione. “La stalla ce la siamo fatta tutta noi, a mano, Rosanna ed io.” Lei dopo mi dirà: “Quelli che allevano capre hanno un microchip speciale nel cervello… Come si fa, andare a lavorare sotto altri, per mantenere le capre?!!“. Ma sono critiche bonarie, la passione per quegli animali coinvolge entrambi e si riflette nella bellezza di questo gregge.

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