…e il gregge cammina…

Il gregge cammina, cammina più velocemente di quanto io scriva! Partirà per i monti ancor prima di quanto io riesca a finire di raccontarvi i giorni che ha trascorso qui nel mio paese nelle settimane scorse.

Il gregge cammina, ogni volta che l’erba è finita, parte e va verso altri pascoli. Con splendide giornate di sole, con il vento, le nuvole o la pioggia, il gregge vagante comunque va, avanti. Il pastore chiama le pecore, e loro dietro, nel lungo fiume bianco che invade le strade e scorre così, veloce, pochi minuti e nessuno sa da dove arrivino, dove andranno.

A volte qualcuno segue per un breve tratto, una nonna con la nipotina, per fortuna c’è ancora chi non ha paura degli animali, non ha paura di sporcarsi le scarpe. Qualcuno che preferisce vedere la natura dal vivo e non solo in TV. Guardare gli animali che brucano, distinguere le pecore dalle capre, insegnare alla bimba, rispondere alle sue domande.

Si cammina per passare da un pascolo ad un altro. Il primo è stato brucato e gli animali vi hanno trascorso la notte. Poi, al mattino, lo si abbandona diretti poco lontano.

Prati non più sfalciati, incolti, prati dove il passaggio delle pecore risparmia all’uomo almeno un taglio meccanico “giusto per tener pulito”. Altrimenti tornerebbe il bosco: rovi, cespugli, alberi. Lì intorno i frutteti e le vigne che qualcuno tenacemente continua a curare. Altrimenti ville e villette. Oppure, appunto, la natura che riprende lo spazio che le era stato strappato decine e decine di anni fa.

Poi il gregge cammina ancora. C’è praticamente da attraversare il paese. Non nel centro, ma sfiorandolo appena, passando tra le case, in vie strette dove i cani si riposano, perchè non c’è da “parare” nemmeno le siepi. Ci sono solo muri, case, cancellate, muretti.

Si prosegue, non è un tragitto lunghissimo, ma comunque richiede più attenzione, dato che si è su asfalto e non più tra i boschi o su stradine secondarie. E’ anche un bel colpo d’occhio, una visuale un po’ diversa del panorama che uno è abituato a vedere quotidianamente.

Infatti c’è chi si affaccia, chi dal balcone guarda il fiume di pecore in transito. Ormai non è più la novità del primo anno, ma per qualcuno sembra essere diventato un appuntamento, per quanto rapido e passeggero, da salutare con gioia, magari scattando anche due foto.

Foto che mai stancherò io di scattare, perchè ogni volta che il gregge cammina, anche se sono io a guidarlo (e non è la posizione ottimale per riuscire a cogliere degli scatti perfetti, dato che ci sarà sempre qualche animale troppo vicino, e che risulterà quindi “tagliato”), non posso lasciar scorrere questi momenti senza catturarli con una foto.

Per qualche istante però non c’è tempo per le foto, riprenderò successivamente. C’è da immettersi sulla strada principale, è una giornata un po’ caotica perchè in piazza c’è il mercato, ma l’auto davanti al gregge dovrebbe scongiurare incidenti. C’è spazio per mettersi di lato e lasciar passare tutti, pecore e macchine, ma un automobilista non particolarmente brillante riesce a fermarsi in mezzo all’incrocio, bloccando un camioncino che doveva passare e tutto il resto del traffico. Le bestie non aspettano, tanto meno arretrano, c’è rischio che qualche auto investa i cani, così… si va, senza più scorta, sperando che non arrivi nessun folle a tutta velocità in senso contrario. Non sono momenti facili…

Finalmente il prato. Solo quando tutti gli animali saranno usciti dalla strada, si tira il fiato. Le pecore mangiano, i cani sorvegliano… Il pastore va a recuperare le reti rimaste indietro e a visionare il percorso per il pomeriggio.

Intanto nascono anche agnelli, perchè man mano che prosegue il cammino del gregge, prosegue anche la vita. Ci sono gli animali che vengono portati al macello e quelli che nascono, per ogni cosa c’è il suo momento.

Al fondo di quel prato c’è anche il torrente, dove gli animali possono andare a bere. Fa caldo, non caldissimo, ma molti animali scendono a dissetarsi. Dopo aver mangiato e bevuto, stanno all’ombra a ruminare. Bisognerà di nuovo ripartire nel pomeriggio.

Di nuovo sulla strada, ma questa volta il tratto è breve. Poco più avanti si svolterà e, per molti giorni, non ci saranno più strade trafficate da percorrere. Solo le strade che conducono alle borgate, poi di nuovo giù per i boschi, tra piste e sentieri.

Si imbocca la strada, si passa sul ponte e si continua a salire, non si va ancora in montagna, ma per qualche giorno il gregge comunque salirà più su, ai piedi delle montagne che circondano questo paese.

Una sosta, poi si pascola nel sottobosco, a questa stagione c’è erba ovunque. Sotto la linea elettrica hanno tagliato gli alberi ed è tutto verde di erba e foglie. Peccato solo per i tanti rami di robinia sparsi a terra, le lunghe spine finiranno per azzoppare alcuni animali. Il posto dove gli animali passeranno la notte è poco più avanti.

Ecco il prato/incolto dietro alla borgata. Nonostante abbiano già pascolato abbondantemente, gli animali mangiano ancora tutto quello che c’è. Intanto il pastore inizia a tirare le reti per il recinto dove gli animali trascorreranno la notte.

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