L’inserimento nel gregge

Una volta giunto a destinazione, il gregge man mano avrebbe fatto tutto il giro dei pascoli che aveva ottenuto in uso dai proprietari. Per lo più si tratta di prati abbandonati, dove non viene più effettuato lo sfalcio. Dove invece l’erba è ancora utilizzata per il fieno o per alimentare altri animali, ormai era troppo tardi per pascolare, dato che la primavera stava avanzando.

In queste settimane si sono alternate condizioni meteo differenti, ma di pioggia ce n’è stata poca. In compenso le temperature spesso sono state più basse della media. Un bene o un male? Di erba ce n’era, poi è stato soprattutto il vento a “rovinarla”. Alcune mattine addirittura si è vista la brina.

Da un prato ad un altro prato, pascolando anche nei boschi e negli incolti, dove a questa stagione ormai ci sono sempre più foglie e vegetazione nel sottobosco. Il gregge si sposta tra le frazioni, ormai non è più la novità di qualche anno fa, quando da queste parti nessuno aveva mai visto passare così tanti animali.

Sono prati poveri, che non vedono concime da chissà quanti anni, ma il gregge non si lamenta. A testa bassa le pecore brucano, il pastore ha diviso in due il pezzo, per evitare che gli animali pestino l’erba, sprecandola.

E’ venuto il momento di far incontrare alle mie capre quelle che saranno le loro compagne per i prossimi mesi. Avrei potuto mischiarle al gregge quando questo ripartiva, appena prima di salire in alpeggio, ma il Pastore preferisce vedere come si comporteranno, sia nei confronti delle pecore, sia quando ci si sposta lungo le strade. Staranno con il gregge? Si divideranno e andranno per i fatti loro?

Il comitato di accoglienza avviene da parte dei loro simili. Alle pecore non interessa affatto che vi siano nuove capre nel gregge, ma le altre capre non sono per niente cordiali. Vengono tutte incontro alle nuove compagne di “viaggio”, ci si studia e poi iniziano le battaglie a suon di cornate, giusto per stabilire chi comanda da quelle parti.

Il gregge riparte poco dopo verso un prato appena lì sopra. Mentre le altre capre vanno subito davanti, come accade sempre, le mie, spaesate ed impaurite, restano unite tra di loro, da una parte, ma poi si incamminano con tutti gli altri animali.

Per fortuna tutto procede per il meglio. Il gregge si allarga a pascolare in una bella giornata di sole, le capre si portano sul bordo del prato, a mangiar foglie, più che erba. Le nuove arrivate per i primi giorni faticheranno a saziarsi, abituate a scegliere ciò che preferivano: qui c’è competizione, qui c’è l’erba pestata dalle pecore che non piace più, qui non c’è la greppia nella stalla a fine giornata, ma è meglio prendere l’abitudine a tutto questo prima dell’alpeggio.

Alla sera, il primo vero spostamento su strada. Nonostante le capre siano più individualiste delle pecore, seguono anche loro il gregge, da qualche parte in mezzo alla massa bianca. A dire il vero questo le infastidisce non poco: davanti le loro simili le picchiano, tra le pecore si sentono schiacciare e travolgere, ma nel giro di poco tempo anche loro sapranno trovare il loro posto.

Sono comunque piccoli spostamenti, che conducono da un prato ad un altro. Per quella sera si scende tra le case e ci si ferma accanto al torrente. Erba, acqua, sole, tutti gli ingredienti per una buona primavera per gregge e pastore.

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