Un tardo pomeriggio al pascolo

Più o meno i posti sono quelli, quindi guido con un occhio alla strada e uno ai prati circostanti. Vedo prima un gregge abbastanza grosso, ma non è quello che sto cercando, che individuerò poco dopo, nei prati accanto alla strada.

La giornata è alla fine: anche se le ore di sole stanno aumentando, il pomeriggio è ancora breve. Mi sono attardata altrove a chiacchierare e così arrivo da Giovanni mentre il sole sta tramontando. Il vento in pianura è finalmente cessato, ma soffia ancora in montagna, così nel cielo si rincorrono veloci delle nuvolette che assumono via via colori e forme diverse.

Il gregge pascola tranquillo, anche se il pastore mi dice che, in giornata, le pecore hanno già mangiato parecchio mais nelle stoppie, quindi gli animali sono più nervosi e tendono a voler andare sempre avanti, in pezzi nuovi. Il gregge si è ridotto nei numeri rispetto ad un tempo, ma gli animali sono sempre belli come qualità e come stato di salute.

Le nuvole si rincorrono in cielo. La notte precedente, non lontano di lì, favoriti dal vento e (probabilmente) dalla mano di qualcuno, si erano sviluppati alcuni incendi che avevano portato addirittura alla chiusura dell’autostrada. Non è stato un brutto inverno per i pastori vaganti: nelle stoppie il mais non è marcito o ammuffito, non c’è stata neve o fango, però le montagne intorno con i loro pendii secchi e le evidenti chiazze di nero dov’è passato il fuoco in questi mesi di siccità sono strane, innaturali.

Come sempre da quelle parti la concentrazione di greggi è elevata, ma Giovanni non si lamenta. Non ha più bisogno di girare tanto con quel numero di animali. L’aria cambia dopo il tramonto, fa più freddo, le previsioni parlano di una perturbazione in arrivo e sarebbe la prima di questo inverno. Probabilmente non si vedrà la neve, fa troppo caldo… Ma anche se fosse neve, ormai è febbraio.

Per i pastori è ora di riportare il gregge al recinto, per me di rientrare a casa. Le capre non hanno ancora iniziato a partorire, cercherò di fare una visita quando ci saranno i capretti. Scende la sera, dalla quiete senza tempo del pascolo vagante, poche decine di minuti dopo mi ritroverò imbottigliata nel traffico caotico della tangenziale. L’incredibile coesistere di mondi così diversi, nel XXI secolo…

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