Storia recente

Casualmente, in questi giorni mi è capitato di veder passare sui profili facebook di alcuni amici delle foto “d’epoca”. Foto anche abbastanza rare, perchè riguardano lavori di montagna, nello specifico la pastorizia. Macchine fotografiche e mondo rurale non erano abbinamenti comuni, a meno che si trattasse di qualche appassionato al di fuori di questo mondo che, attraversandolo, prendeva degli scatti.

(foto archivio B.C.Bertorello)

Queste invece sono immagini da album di famiglia. Bruna Chiaffreda Bertorello pubblica la foto di suo nonno, “pastre” in Francia negli anni Venti. Purtroppo non si sa dove, su quale montagna.

(foto archivio B.C.Bertorello)

Sempre suo nonno al pascolo, nel 1936. Non sono passati nemmeno 100 anni. All’epoca erano gli Italiani che emigravano per andare a fare gli operai per gli allevatori Francesi. E adesso? Adesso qui abbiamo garzoni di altri paesi europei, ma non solo. E anche Italiani che tornano a lavorare fuori, magari in Svizzera o in Francia.

(foto archivio L.Roletto)

Anche il Canavesano Luca Roletto pubblica la foto della nonna: “Metà anni 40, mia nonna Dora con le sue pecore al pascolo sul Monte Calvo nei pressi della capela drucà”. Anche se “mute”, queste immagini ci dicono tante cose, osservando i vestiti, i volti, gli animali. Adesso vi chiedo un favore: visto che scriverò il libro su capre e caprai, fin da ora chiedo agli amici piemontesi se hanno foto d’epoca con delle capre, appunto. Animali al pascolo, mungitura, battaglie delle capre, qualunque cosa. Più sono foto che ci portano indietro nel tempo, meglio è. Grazie mille!

(foto archivio – dal web)

Queste altre immagini, sempre scovate su facebook, non appartengono a privati. Questa è semplicemente una cartolina di Cesana Torinese (non so quale sia l’anno), con un gregge in transumanza.

(dalla pagina “Torino Piemonte antiche immagini”)

Quest’altra foto invece mi ricorda il racconto di un pastore, che ho riletto da poco. E’ stata scattata a Torino in Corso Vinzaglio. “Nel Quarantacinque i miei erano andati ad una montagna a Claviere. Hanno caricato le bestie sul treno! Da Brosso a Porta Susa a piedi, e poi sul treno, le vacche davanti, le pecore dietro. Avevano fatto fare i rudun nuovi apposta. Torino era tutta bombardata, passavi per le strade ed era notte, si apriva solo un po’ qualche finestra, vedevi un po’ di chiaro, era la gente che guardava per capire cosa stava capitando. (…) In passato era tutto diverso, meno comodità, ma c’era più rispetto.” Così ricorda i racconti del padre Giovanni Vacchiero, classe 1947, da me intervistato nel libro “Dove vai pastore?”

(dalla pagina “Torino Piemonte antiche immagini”)

1955, gregge davanti ad una cascina in via Guido Reni a Torino. Man mano quelle cascine sono state inghiottite dall’espansione urbana. Ma quelle greggi e quelle mandrie passavano in città per la transumanza. C’è un bellissimo capitolo in “Marcovaldo” di Italo Calvino che descrive questo evento. Nei commenti dei lettori sulla pagina uno scrive che le transumanze sono passate in Torino fino alla metà degli anni Cinquanta.

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