Nessuno ne ha ancora parlato… e allora lo faccio io!

Qualche tempo fa ho ricevuto il Quaderno della Regione Piemonte “Agricoltura”, il numero di novembre 2015. Prima l’ho sfogliato, poi l’ho letto più attentamente. Al suo interno c’è lo speciale PSR 2014-2020 che per il Piemonte è stato approvato il 28 ottobre 2015. Oltre un miliardo di euro per gli agricoltori, ma detto così non significa niente. Non sto a scendere nei tecnicismi, nelle priorità, nelle misure. Non l’ho mai fatto in questo blog e non inizio sicuramente oggi. Per avere informazioni su queste cose ben sapete che altre sono le sedi a cui rivolgersi. Sfoglia e leggi, tra gestione eco-sostenibile dei pascoli e contributi per le razze in via di estinzione, ecco l’operazione 10.1.6 “Difesa del bestiame dalla predazione da canidi sui pascoli collinari e montani”. Quindi il vecchio premio di pascolo gestito adesso è stato sostituito in questo modo. La prima cosa che ho pensato è stata: “Speriamo che non arrivi anche l’orso, di qui al 2020, visto che hanno considerato solo i canidi!“. Battute a parte, niente di nuovo, gestione del pascolo, utilizzo dei recinti per il ricovero notturno (che però devono essere spostati almeno ogni 10 giorni, quindi i recinti fissi non sono accettati), custodia continuativa da parte dell’uomo e impiego di cani da guardiania.

Già… i tanto discussi cani da guardiania, tollerati a forza dai pastori, temuti/odiati dai turisti, unico rimedio veramente efficace contro gli attacchi da parte dei predatori quando si è al pascolo. “Presenza di cani da guardiania appartenenti alle razze da difesa del bestiame dal lupo, in rapporto di 1 ogni 100 capi, con un minimo di 2 cani per mandria o gregge”. Così leggo al punto 3. Quindi bisogna avere come minimo due cani, ma poi… uno ogni cento capi? Certo, per la difesa degli animali questa dev’essere una garanzia affinchè i cani lavorino come si deve, ma… Un gregge di 1000 pecore, 10 cani. 15 per 1500, 20 per 2000?!?!???

Visto che non sono più direttamente coinvolta dalla cosa, ho provato a sentire un paio di amici pastori in varie province, chiedendo loro se erano informati della cosa, ma nessuno ne sapeva assolutamente niente. Non è che si obblighino i pastori ad avere questi numeri, ma per avere diritto agli aiuti, presumo che il numero di cani sia uno degli elementi discriminanti. Quindi… se non li hai, non percepirai un contributo minore: “50 euro ad ettaro di pascolo gestito secondo gli impegni”. Se non ti impegni a prendere i cani… E come funziona per chi d’estate prende in affido delle pecore? Magari di proprie ne ha 3-400, ma in montagna arriva ad averne 1000. Chi gli fornisce i cani per avere il numero esatto solo per quei mesi?

Ma una decisione del genere non andava un minimo discussa prima? Le associazioni di categoria lo sanno? Ai pastori quando lo diranno? Perchè se uno volesse adeguarsi a quando scritto sopra, i cani se li deve anche procurare. Non è che poi, nella fretta, si prenderanno cani “qualsiasi”? Sono cani non semplici da addestrare correttamente e da gestire. Non si può nemmeno immettere nel gregge, di colpo, 5 o 6 cani! Sui cani da guardiania ho già scritto molte volte, dato che è un argomento che interessa non soltanto i pastori (vedi ad esempio qui o qui).

Le domande che mi sorgono spontanee sono molteplici: come si alimentano così tanti cani? Non parlo “solo” dei costi per i pastori, ma proprio di problemi pratici, di logistica, dal trasporto delle crocchette fino allo dover spostare una decina o più di ciotole. Vi fa ridere? Pensate di essere a 2000, 2500 metri, dove tutto viene movimentato a mano o a spalle. Reti del recinto, elettrificatore e qualunque altra cosa.

Poi i cani stanno con il gregge SEMPRE. D’estate in montagna, in alpeggio, d’autunno sui percorsi della transumanza, d’inverno e in primavera tra le pianure e le colline. In cascina se si è stanziali, ma con il gregge se si pratica il pascolo vagante. Quindi si passa vicino ai paesi, si sosta accanto a strade e cascine, dove transitano ancora più persone che non in montagna. Certo, se sono buoni cani, non causano problemi, ma comunque non sono totalmente indifferenti a ciò che accade attorno a loro. Se passa qualcuno di corsa, in bicicletta o qualcuno con un cane, comunque corrono, abbaiano, spaventano le pecore…

E poi chi discuterà ogni volta con i turisti? Perchè è vero che spesso gli ospiti della montagna, coloro che vi si recano per divertimento non si comportano adeguatamente secondo le norme segnalate sui cartelli ecc ecc… Ma è anche vero che, come mi hanno raccontato in tanti, pur seguendole, qualche incidente succede. Io per prima mi sono trovata in alcuni casi in situazioni abbastanza spiacevoli. Erano cani “sbagliati”, cani che non dovevano comportarsi così? Eppure l’hanno fatto. Io non ho alcun potere, io posso solo scrivere e informare, ma il mio invito a TUTTI è quello di gestire con maggiore collaborazione e comunicazione il “problema lupo” in tutte le sue sfaccettature. Io l’ho vissuto, cosa significhi spiegare alla “gente” che i pastori quei cani sono “obbligati” ad averli perchè c’è il lupo. L’ho vissuto più volte in prima persona, in pianura e in montagna. Vi assicuro che si verificano situazioni in cui il livello di stress è quasi pari a quello nel trovare una pecora sgozzata. Vi inviterei a provare per credere, ma purtroppo la tendenza è sempre quella del dare giudizi senza aver piena conoscenza dei fatti. Personalmente, credo che siano state le uniche volte in cui qualcuno ha usato, nei miei confronti, epiteti di un certo tipo. E’ davvero incredibile come il “problema lupo” riesca a catalizzare così tanti argomenti di feroce discussione, astio, rivendicazioni su chi abbia ragione e chi torto. Da parte mia, ho paura che nemmeno il 2016 sia l’anno in cui si troveranno delle soluzioni, ammesso che ve ne siano davvero.

  1. Ciao Marzia. condivido le tue perplessità in merito agli obblighi legati al premio di pascolo per quanto riguarda il numero di cani da guardiania! è chiaro che chi “leggifera” non ha competenze ne tanto meno l’umiltà di interfacciarsi con le associazioni di categoria…è vergognoso e mi viene la pelle d’oca solo a pensare alle reali situazioni di difficoltà che dovranno affrontare i pastori per gestire numeri importanti di cani in situazioni logisticamente non permissive. Capisco (ma non giustufico) la logica di chi ha strutturato questo passaggio del bando che ha dato priorità solo all’intendo di mitigare lo scontro da uomo e lupo, imponendo un numero proporzionale crescente di cani a tutela delle greggi e del lupo, ignoranto (volutamente o forse per ignoranza) quelle difficoltà collaterali a cui il pastore dovrà comunque dare risposta e che comunque alimenteranno l’odio per il lupo, perchè anche se il gregge non subirà attacchi grazie a reti, presenza umana e guardiania, lo sforzo a spese del pastore sarà comunque notevole!
    Ti porto ora l’esperienza della pastorizia della mia terra la Calabria dove il lupo non è mai scomparso! le greggi qui sono da sempre seguiti da cani di guardiania, anche numerosi! Sull’altopiano della Sila (area con una pressione importante del lupo) ci sono greggi di capre di 600 capi (qui sono numeri importanti) con anche 20 cani a seguito!!! la logistica è chiaramente diversa, la conduzione è prevalentemente stanziale o giù di li.
    Ti saluto e ti ringrazio per il lavoro che fai

  2. IO vorrei allevare cani da guardiania, soprattutto perchè credo nella salvaguardia della biodiversità del lupo, cammin facendo sto incontrando un sacco di problemi ed impedimenti, non che voglia fare un mega allevamento, ma cani presi nelle zone di origine e già testati per un lavoro che fanno da secoli. Da due anni cerco di organizzare un convegno sul lupo con relativo raduno di Pastori Maremmano Abruzzesi, per farli conoscere a chi ne avesse bisogno, cercando di far capire loro che non sono il demonio, ma possono diventare dei favolosi compagni di vita. Ma interlocutori zero. Qua in appennino tosco emiliano l’ignoranza e la disinformazione la fanno da padroni la gente non vuol prendere in considerazione ne il lupo (buttato dagli elicotteri col paracadute) ne i cani perchè chissà quanto mangiano mordono ed altre amenità del genere. Quindi non vogliono il lupo (ne vedono branchi da venti) non vogliono i cani perchè bisogna mantenerli non vorrebbero le reti. Eppure il WAC (Wolf Appennine center) procura i cani agli allevatori mette a disposizione assistenza sanitaria e vaccinazioni e a breve dovrebbe partire un programma di sterilizzazione per chi non vuole cuccioli. Non c’è la cultura del cane da gregge. Consideriamo che in Abruzzo dove i lupi ci sono sempre stati le predazioni ci sono, ma sono messe in preventivo e i cani che sono l’unico deterrente naturale ce li hanno tutti i pastori.

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