Ciao, Daniele…

Stavo preparando un post di tutt’altro tipo quando, facendo scorrere le notizie su Facebook, ho visto passare un’immagine di una persona che mi sembrava di conoscere. Non ero sicura si trattasse proprio di lui, mi sembrava più giovane di quel che l’avevo conosciuto io anni fa. Un rapido giro di messaggi e telefonate è stato sufficiente per avere la conferma.

Avevo incontrato Daniele in mezzo al gregge, lavorava con un altro pastore, suo compaesano. Era originario di Campertogno, in Valsesia, da dove partiva per venire a lavorare per la stagione di pascolo vagante. D’estate solitamente invece rientrava a casa, per lo meno in questi ultimi anni. Non era facilissimo comunicare con lui a causa di problemi di udito, conseguenti ad un incidente. Diceva che non era necessario parlare forte, anzi… più si alzava la voce, meno capiva. Permettetemi di ricordarlo con alcuni aneddoti divertenti, non credo che si offenderebbe. Era lui che si occupava di preparare pranzo, al pascolo, così un giorno aveva telefonato al pastore per sapere cosa preferisse mangiare, quel giorno. Solo che aveva telefonato al figlio e non al padre, e questo continuava a dirgli che aveva sbagliato persona… ma lui subito non capiva! Alla sera, in cascina, tutti lo prendevamo in giro per quella storia!

Un’altra volta invece il pastore gli aveva spiegato dove andare. Daniele spesso era anche l’autista, così partì con fuoristrada e rimorchio e lo vedemmo prendere la direzione esattamente opposta a quella che gli era stata indicata… Prima che lo conoscessi io, portava l’apparecchio acustico, ma poi l’aveva perso in un’avventura notturna, uno di quegli scherzi/sgarbi che i pastori rivali a volte si fanno l’un l’altro. Nella fuga precipitosa che aveva concluso quella serata, Daniele aveva perso il suo apparecchio e aveva deciso che poteva anche andar bene così, una vita in un mondo più ovattato e silenzioso di quello di tutti gli altri. Non era particolarmente anziano, non so quanti anni avesse, ma era consumato dalla vita. Mi dicevano che, da giovane, avesse una forza immensa.

Qui si era in montagna, nei primi giorni d’alpeggio, quando ci sono tanti piccoli/grandi lavori da fare per prepararsi alla stagione estiva lassù. Daniele lo stava affrontando con grande cura. Non possiamo nasconderci che, come tanti, amava particolarmente il succo d’uva. Quando era sul lavoro non eccedeva, ma i periodi in cui era lontano dal gregge e dalle sue mansioni, si lasciava andare eccessivamente. Ciò sicuramente può aver contribuito ad accelerare la sua dipartita. Un personaggio che sarebbe stato bene nei libri di Mauro Corona, anche perchè questo scrittore non si è inventato nulla. Da ovest ad est, nei paesi di montagna, troviamo personaggi come lui. Adesso ce n’è uno in meno. Ciao, Daniele…

  1. ciao Daniele..ci hai lasciato troppo presto,cinquantaquattro anni son pochi….lasci in tutti noi e al mondo della pastorizia un vuoto..eri un Personaggio…ciao Leppo

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