La fiera di Luserna non delude

Il 2 di novembre si sa dove andare, a Luserna San Giovanni per la Fiera dei Santi. Per fortuna è una di quelle fiere che continua a non deludere, a differenza di altre che stanno “perdendo colpi”. Qui si trovano i commercianti con il loro bestiame, gli allevatori locali con mandrie e greggi, animali di tutti i tipi, bancarelle con ogni genere di merce.

Da dove iniziare? Qualunque sia la via di accesso che scegliete per entrare a Pralafera, trovate qualcosa da vedere. Nonostante il giorno feriale (quest’anno cadeva di lunedì), di gente ne arriva sempre di più e ad un certo punto diventa quasi difficile muoversi. Mai come lo scorso anno che era domenica…

Anche l’edizione 2015 è stata fortunata dal punto di vista meteo, così ne hanno beneficiato sia la fiera, sia gli animali, sia il pubblico. Acquisti se ne potevano fare di ogni genere… le bancarelle “del settore” erano molto numerose, credo che sia la fiera dove ho visto il maggior numero di sellerie con i loro prodotti.

Ci sono quelli che hanno il fornitore di fiducia, altri che girano, guardano, confrontano i prezzi… C’è chi compra proprio solo quello che serve per il lavoro, chi comunque si toglie ancora un capriccio aggiungendo una campana alla sinfonia del proprio gregge, della propria mandria.

A proposito di campanacci, mentre fotografavo gli animali degli allevatori locali, mi è capitato di ascoltare questa conversazione. Un anziano, parlando con un conoscente incontrato lì alla fiera, così commentava: “Sono solo i veri marghè che attaccano quelle campane, i rudun. Sono i marghè che vanno in montagna!

C’è tutta un’area dedicata ai piccoli animali: anatre, galline, conigli, tacchini, pollame di ogni tipo, ma anche asini, lama, ponies…

…e pecore “strane”! Iniziano a vedersi sempre più spesso, alle fiere, pecore nane che alcuni pensano di acquistare come tosaerba economici ed ecologici per tener puliti i giardini. Ricordiamo che, anche se di piccola taglia, anche questi animali hanno le loro esigenze. Finita l’erba occorre provvedere con il fieno!!

Dalle cascine e dai pascoli della valle, man mano arrivano i vari allevatori con i loro animali. Si passa dove si può, tra auto, vacche dei commercianti già tutte disposte in fila, pubblico che man mano affluisce per visitare la fiera. Ciascuno ha il suo buon numero di amici accordi per aiutare in questa giornata speciale e poi fare festa tutti insieme. Chi ha sia bovini, sia capre, sia pecore… arriva con tutto, in una sfilata annunciata dal suono dei campanacci.

C’è anche altra musica alla fiera, vari artisti si esibiscono qua e là, chi suonando, chi facendo ballare delle marionette. Altrimenti si può anche osservare dal vivo il lavoro di qualche artigiano che scolpisce il legno o realizza ceste e cestini.

Prodotti tipici. Pane, farine, miele… Ortofrutta di ogni tipo, con tutti i coloratissimi prodotti di stagione. Tante mele, castagne, porri, aglio, zucche di ogni forma e colore, kiwi e frutti un po’ più strani, sia “nuovi”, sia antichi come le nespole locali, ben diverse da quelle giapponesi.

C’è anche chi porta prodotti tipici di altre regioni, sia nell’ortofrutta, sia per quello che riguarda salumi, formaggi, legumi. Non mancano ovviamente numerose bancarelle di calzature, vestiario, sia specifico per il settore agricolo/zootecnico, sia generico.

Molti margari sono presenti con le loro bancarelle di formaggi, quelli stagionati dell’alpeggio e quelli freschi, prodotti quando ormai si è scesi in pianura. “Da chi posso comprare del buon formaggio?“, mi chiedono degli amici. C’è l’imbarazzo della scelta!

Arrivano ancora animali, questa è la volta di un grosso gregge che in seguito si sposterà poi verso la pianura, per pascolare prati nel corso di tutto l’inverno, senza dover ricorrere (si spera) al fieno in stalla.

Un tempo parallelamente alla fiera, c’era anche la mostra della pecora frabosana-roaschina, che però purtroppo da qualche anno non si tiene più. Mi hanno detto che quest’anno non è più nemmeno stata fatta la rassegna della bovina Barà… Credo che le motivazioni siano da ricercare “semplicemente” nella crisi e nella carenza di fondi a disposizione per organizzare questi eventi.

Nonostante le difficoltà, c’è ancora chi acquista e contratta, che si tratti di capre, pecore o bovini. Molti però si limitano a guardare e commentare. Ho incontrato numerosi pastori, anche da altre parti d’Italia, così abbiamo fatto quattro chiacchiere sui problemi, che sono i medesimi ovunque.

Al pomeriggio, diverse bovine portavano sulla schiene un segno che le identificava come vendute, quindi qualcosa si muove ancora… Nonostante l’aria di festa e la giornata da trascorrere in allegria e compagnia, il settore non se la sta passando bene. I problemi per chi conferisce il latte, le normative che impongono sempre più spese ed adeguamenti per lavorarlo in azienda o in alpeggio…

Si pranza in compagnia e allegria, il giorno della fiera per molti (giovani, ma non solo) è soprattutto questo, una giornata in cui si abbandona la routine lavorativa. Ci sarà poi forse da lavorare di più la sera, ma sono occasioni annuali da non perdere.

Gli animali attendono pazientemente che la giornata finisca e riprenda tutto come prima. Man mano la gente va via, rientra ai propri lavori e incombenze. Arrivederci al prossimo anno a Luserna. Ovviamente qui ho potuto mostrarvi solo poche immagini tra le tantissime che ho scattato, ma gli amici che sono su facebook, come sempre, possono vedere l’intero album dedicato a questo e a tutte le altre manifestazioni a cui ho partecipato.

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