Un commento a caldo sulla battaglia

Prima di proseguire in ordine cronologico con gli aggiornamenti del blog, “a caldo” volevo parlarvi della battaglia delle capre di Perloz, dove sono stata ieri. Oltre dieci anni fa, quando stavo iniziando a muovermi in questo mondo, avevo comprato un libro, “Alla ricerca dei pascoli migliori” di Guido Mauro Maritano. Tra i vari aspetti del mondo pastorale si parlava anche della battaglia delle capre… in particolare di quella di Perloz.  Sul sito della Pro Loco questo paese viene definito “luogo simbolo” per questa manifestazione.

Perloz è un comune collocato all’imbocco della valle del Lys, borgate sparse, aggrappate alla montagna. A questa stagione, in località Tour d’Hereraz il sole non è ancora arrivato quando sono quasi le undici.

Sono stata diverse volte a queste manifestazioni, ammetto di non avere una particolare passione per le battaglie in quanto tali, preferisco osservarle quando avvengono dal vivo in natura. Spesso, messe l’una di fronte all’altra, le due capre non combattono affatto, mentre lo fanno quando sono ancora in attesa di essere portate in campo. Certo, alcuni incontri invece sono più partecipati e coinvolgenti, ma anche qui si parla comunque di passione, come per tutte le cose.

È bello essere lì per il posto, per vedere gli animali, per incontrare amici e per vivere l’atmosfera della giornata. Direi che Perloz è una cornice particolarmente indicata per questo evento. Mi dicono che le battaglie delle capre, come manifestazione pubblica, sono nate proprio qui.

Le capre sono tutte al loro posto sul prato. Quelle che parteciperanno ai combats sono state pesate e portano il numero scritto sul fianco. Ci sono animali davvero belli, sia come morfologia, sia come condizioni. Molti di questi potrebbero esser definiti “viziati”, tanta è la cura che viene loro dedicata.

C’è anche la RAI regionale a riprendere la manifestazione e fare qualche intervista. Agli animali viene dato fieno, acqua, fioccato. Sono tutte tranquille e attendono pazientemente, sono curiose e per nulla spaventate dalla gente che passa tra una fila e l’altra. La sera rientreranno poi nelle loro stalle, con le greppie piene di fieno.

Dovete sapere che, intorno a questa pacifica “battaglia”, ne infuria una ben più “cruenta”. Ne avevo già accennato qui, quando ero stata nella valle del Lys per far visita a vari allevatori che ho ritrovato anche ieri. Anche quest’anno infatti la finale della battaglia delle capre si è tenuta ad Aosta e non a Perloz. Ma i “ribelli” hanno dato ad un comitato indipendente, con una serie di incontri e la finale, che si tiene come sempre in questo Comune.

Ieri di pubblico ce n’era, tanto da far dire che la manifestazione è stata un successo. Allevatori e appassionati locali, moltissimi piemontesi di varie parti della regione, in un’atmosfera di festa in cui, ovviamente, c’era anche quel minimo di “tensione” per i combats.

Ma più che altro si era lì per le capre. 151 animali partecipanti agli incontri, più tutti gli altri. Ciascuno ha la sua teoria sulla razza Valdostana, ma che sia Piemontese o della Vallèe, sta di fatto che ormai c’è un mercato tra le regioni confinanti, esemplari che vengono acquistati e venduti, sia per le battaglie, sia per la bellezza dei capi in quanto tale.

Pastori, allevatori di capre per passione, allevatori di montagna, c’è chi ha un altro lavoro e poi ha questa “malattia” per le capre… Ci si ritrova tutti qui, molti erano la scorsa settimana alla battaglia di Locana in Valle Orco. Insomma, è un piccolo mondo con questi appuntamenti stagionali.

Si pranza in compagnia, ci sono persone di tutte le età, famiglie. Direi che l’atmosfera è quella della vera festa, mi fanno sorridere le “battaglie collaterali”, le ripicche, certe frasi che ho letto qua e là on-line su quale sia la “vera” finale ecc ecc. Possibile che non ci si possa divertire e basta?

Sicuramente Perloz ha l’atmosfera di montagna e di genuinità. Sarà al fondo della valle, sarà scomodo da raggiungere, ma (da ignorante che non conosce tutti gli aspetti che stanno dietro allo spostamento della finale all’arena di Aosta) trovo che gli appassionati di manifestazioni del genere possano sicuramente apprezzarne anche il contorno “autentico”.

Ma poi alla fine… perchè sempre polemizzare? Sarebbe bello essere tutti uniti, specialmente quando si parla di settori sicuramente un po’ marginali. Più ci si frammenta, più c’è rischio di scomparire. Le tradizioni dovrebbero rimanere autentiche, è inutile cercare di trasformarle in attrazioni turistiche. Lo si può fare, ma… alla fine un certo pubblico gradirà maggiormente il prato, il panorama della montagna, il rustico “palco” degli speaker.

I combats iniziano al pomeriggio e proseguiranno fin quando sarà buio, con la proclamazione delle regine. Arriva l’aria della neve in questa valle, sono proprio ripidi pendii da capre. Spero che rimanda viva la passione, la determinazione dei giovani (e meno giovani) nel tramandare queste tradizioni.

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