Un bel gregge di capre

Era da un po’ di tempo che dovevo andare a far visita a Beppe. In primavera non ce l’avevo fatta, d’estate le capre erano in montagna, così alla fine ci sono andata d’autunno, in una bella e calda giornata di sole.

Ci incontriamo lungo la Statale, poi lo seguo lungo strette strade che risalgono tra le frazioni, nel versante esposto al sole della Val d’Aosta, sopra a Chatillon. Due passi a piedi ed eccoci accanto ad un recinto nel bosco. Le capre, chiamate dal loro padrone, escono lentamente. Erano già state al pascolo al mattino, poi lui aveva dovuto assentarsi, e adesso si prosegue con il pascolo pomeridiano.

Il gregge sfila seguendo la stradina in piano, c’è un passaggio stretto accanto ad un canale nel bosco, poi si esce nuovamente al sole. Le capre sono di razza valdostana, siamo in Val d’Aosta, e questa è una storia che parla di un giovane allevatore di oggi, del XXI secolo.

Beppe è un appassionato di capre, classe 1988. La sua non è stata una scelta che si discosta dalla tradizione, animali in famiglia ce ne sono sempre stati, anche se oggigiorno la sua modalità di allevamento si discosta da ciò che era il passato. Queste capre sono preziose più per la loro bellezza e il loro prestigio, piuttosto che per la loro resa (latte, carne). “Quando non sono in montagna, il mio lavoro principale è badare a loro. D’estate invece faccio anche altri lavoretti“, racconta il giovane pastore.

Alcune sono state acquistate, altre sono frutto dell’allevamento e selezione. Beppe mi parla delle battaglie, delle selezioni in cui i suoi animali si sono qualificati, ci sarà presto la Finale ad Aosta. Il valore di queste capre infatti è legato principalmente a queste particolari manifestazioni e a tutti gli appassionati che le seguono attivamente.

Quasi avessero ascoltato i nostri discorsi, due animali iniziano a dar vita ad una di queste battaglie. Si tratta di un’attitudine totalmente naturale e appartenente alla loro indole. Sono le femmine, le capre, a battersi, ciò non ha niente a che fare con le battaglie dei maschi per l’accoppiamento nel periodo dei calori.

E’ un pomeriggio tiepido, caldo per la stagione. In questi versanti assolati ci sono addirittura dei fiori, nonostante si sia in autunno. Beppe riesce a vivere con le sue capre: gli appassionati ricercano ed acquistano maschi e femmine per l’allevamento e la riproduzione, pagando prezzi sicuramente superiori rispetto alla vendita al macello.

Non tutti gli animali sono di razza pura, quindi non iscritti al libro genealogico, ma ogni allevatore sceglie animali che appaghino il proprio gusto e la propria passione. Questo gregge ha delle belle capre, ben tenute, sono presenti le diverse varianti cromatiche del mantello della razza valdostana e… Un paio di settimane dopo, ad Aosta, riceverà dei premi sia nell’ambito della mostra di razza, sia nella battaglia.

Ecco il gregge al pascolo, con Chatillon e Saint Vincent sullo sfondo. Beppe deve controllare che non sconfinino verso orti e vigneti, ma c’è ampio spazio altrove per pascolare. Qualcuno potrebbe dire che è assurdo che questi animali siano fondamentalmente “improduttivi”, eppure nel giro degli appassionati hanno prezzi ben maggiori di una capra da latte.

Preferisco però pensare a come sia assurdo che gli animalisti si oppongano alla battaglia delle capre (ignorandone le dinamiche e i meccanismi), dato che questi animali sono tenuti e curati in modo molto meticoloso e, per l’appunto, la vendita al macello avviene solo a fine carriera. Guardate infatti le loro condizioni fisiche! E ricordo ancora una volta che, qualsiasi tipo di allevamento non intensivo, che sia per passione, che sia per produrre latte e latticini, garantisce la cura del territorio.

Un territorio che, anche qui, ha il suo fascino e la sua vivacità: gruppi di case, vigneti, pascoli, suoni di campanelle, muggiti. Un territorio in cui un giovane può vivere e lavorare mescolando tradizione, passione per gli animali e modernità.

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