Una ricetta: capretto al limone

Ogni tanto è bene ricordare che il mondo dell’allevamento non esisterebbe se non si consumasse la carne… A chi mi dice che non trova carne ovicaprina in macelleria io rispondo: chiedete, chiedete e chiedete! A fronte della domanda, i macellai magari si daranno da fare a tenerla! Oggi comunque vi propongo… Costolette di capretto al limone cotte al forno.

Ingredienti: circa 500g di costolette di capretto, vino bianco, un limone bio, uno spicchio d’aglio, rosmarino, prezzemolo, maggiorana, salvia, olio evo, sale, pepe.

Marinare le costolette in una marinatura composta da tre cucchiai di olio, mezzo bicchiere di vino bianco, succo di un limone, scorza di limone grattugiata, uno spicchio d’aglio, un pizzico di sale, una spolverata di pepe, un trito di rosmarino, prezzemolo, maggiorana e salvia. Lasciarle a marinare per circa 2 ore, girandole di tanto in tanto.
Mettere le costolette in una teglia, cospargerle con parte della marinatura e metterle in forno caldo a 200 gradi per 10 minuti. Girare le costolette irrorarle con la marinatura rimasta e cuocere a 180 gradi per altri 10-15 minuti.

Servire con un contorno di insalata mista.

  1. si, però, perchè dovrei faticare e girare da un macellaio all’altro per trovare la carne di pecora, mentre il formaggio pecorino si trova abbondatissimo dappertutto? non solo nei negozi ma anche nei supermercati piccoli e grandi… almeno qui in Toscana intendo dire, non so proprio da altre parti, ma non credo che la situazione sia diversa nelle altre regioni, con l’eccezione magari della Sardegna…
    che cosa devo pensare, se non che chi alleva pecore se la cava vendendo il pecorino e questo gli basta? cioè se veramente è vitale per i pastori e gli allevatori, di riuscire a vendere la carne di pecora, allora forse sta a loro di farlo sapere, di farla trovare, almeno di indicare dove si può comprare. Ora io posso se ne ho voglia perdere un mucchio di tempo per andare in cerca di questo o quel macellaio che ce l’ha la carne di pecora, per curiosità mia di provarla, ma come me ce ne se sono pochissimi… chiaramente, qui a Firenze non è la carne buona che manca, tra lampredotto, trippa, bistecche, rostinciane, conigli, polli, altre parti di maiale, ogni sorta di carne possibile e immaginabile, tutte cose che si trovano ottime a saperle scegliere, tra l’altro spesso di origine locale perchè provenienti dei vari allevamenti in provincia o in regione, anche perchè amatissime dai toscani che ci preparano le ricette di famiglia, e anche i ristoranti, come l’Arista, la bistecca alla fiorentina o la trippa… senza parlare della cacciagione, per esempio dei cinghiale che ormai è abbondatissimo e che si trova facilissimamente, visto il numero di cinghiali cacciati… cioè di carne ottima ce n’è veramente di che scegliere… perchè un cliente “medio” dovrebbe sbattersi a cercare per ogni dove un pezzo di pecora per farla arrosto…
    cioè se per i pastori è questione di sopravvivenza che la carne di pecora sia comprata, toccherà a loro muoversi un minimo per farla trovare, e quindi venderla… ma pare però così che almeno qui, l’interesse a vendere la carne di pecora non ci sia proprio, mentre ci si basi tutto sulla produzione e vendita del formaggio… che infatti si trova anche in vendita diretta nei vari caseifici, nei mercatini mensili dove ci sono spesso stand dei vari allevatori, oltre che nei negozi e praticamente dappertutto…
    fossi al posto dell’associazioe di categoria, pubblicherei da qualche parte una mappa dove intanto trovare la pecora…
    sarebbe già qualcosa…

    • i pastori ovviamente le loro pecore le vendono… altrimenti sarebbero già falliti tutti… i macellai invece non la tengono perchè non c’è richiesta. questa è stata la risposta che ho sempre sentito nelle macellerie “nessuno ce la chiede, nessuno la cerca”
      dove va a finire? mercato islamico? verso aree dove la richiesta c’è? non lo so…
      le associazioni di categoria… ahahahahahah cosa gliene importa a loro… mai visto nessuno muoversi per i pastori, solo qualche piccola iniziativa locale…

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