Una fiera molto partecipata a Villar Pellice

L’avevano detto che alla fiera di Villar Pellice ci sarebbero stati tanti animali, e così è stato. In una giornata tipicamente autunnale, fin dal mattino presto la valle risuonava più del solito di campanelle e campanacci.

Man mano mandrie e greggi arrivavano, a piedi, dai pascoli o dalle stalle, fino alla zona tradizionalmente dedicata alla fiera. E’ un vero giorno di festa per tutti, per i grandi e soprattutto per i più piccoli.

Portare gli animali alla fiera significa lavoro in più, preparativi, riuscire ad organizzare la giornata. Ovviamente ci sono parenti ed amici che vengono a dare una mano per attaccare i campanacci, per condurre gli animali. In questo lavoro però, per fare festa un giorno, c’è da aumentare le incombenze e le fatiche prima e dopo il momento di divertimento.

Tutte le tipologie di animali allevati in valle erano rappresentate; pecore, capre, bovini, cavalli e asini. C’era chi partecipava solo con una “categoria” e chi invece aveva sia ovicaprini, sia vacche. Tutto ciò sia per la gioia degli stessi allevatori locali, sia per quella degli appassionati dei Comuni più o meno vicini, arrivati a Villar Pellice per godersi lo spettacolo e per fare due chiacchiere con gli amici.

Non sono solo i grandi a chiacchierare e commentare gli animali con interesse e competenza… Come vi ho già ripetuto, questo è un lavoro, o meglio, una passione, che si assorbe quasi con il latte e cresce con il passare degli anni.

Tra le pecore, anche se c’era qualche esponente anche di altre razze, qui predominano le Biellesi e si trovano ancora numerose Roaschine, alcune delle quali ancora munte per la produzione dei vari latticini.

I box erano pronti per ogni partecipante, e così il posto per legare le vacche. Man mano ciascuno arrivava ed occupava il proprio spazio. Poi, qua e là, ogni gruppo famigliare dava inizio a delle colazioni tardive, grazie a tavolate più o meno improvvisate. Certo, poi ci sarebbe stato il pranzo, ma di energie dal mattino presto ne erano già state spese parecchie.

Man mano arrivano tutti e la giuria può valutare gli ovicaprini nei box. Oserei dire che, nella valle, questa è la fiera dove si vede più varietà di animali in mostra. Come numeri, forse ce ne sono di più negli appuntamenti (già avvenuti) che vi presenterò qui nei prossimi giorni, ma…

Comunque, mi è stato detto che nell’edizione 2015 si aspettavano 350 bovini. Non li ho sicuramente contati, ma posso assicurarvi che, ben allineati ed ordinati, di animali ce n’erano davvero tanti, divisi per allevatore e con esemplari delle diverse razze allevate in valle: Piemontese, Valdostana, Barà, incroci…

Ancora una panoramica dei box delle pecore, per completare il quadro di quanti animali vi fossero. Anche il pubblico era molto numeroso e continuava a girare sia tra gli animali, sia tra le bancarelle della fiera.

Questi invece erano i campanacci destinati alla premiazione. C’era un riconoscimento a tutti gli allevatori che avevano partecipato, poi per i capi che la giuria aveva scelto come migliori ecco questo premio sicuramente apprezzato (ed utilizzato) da tutti.

Intorno agli animali, la parte di mercato, con abbigliamento, attrezzature, generi alimentari di vario tipo. Non l’abbondanza di altre manifestazioni, di tutto un po’, ma forse qui si viene proprio soprattutto per vedere il bestiame.

Anche se dal sapore decisamente autunnale, la giornata aveva l’atmosfera giusta per la stagione. Per fortuna non è arrivata la pioggia a guastare la festa.

Scatti ne ho realizzati tantissimi, qui ve ne mostro soltanto alcuni… Non solo campanacci speciali per far festa, ma qualcuno agghinda i propri animali anche con nastri e coccarde che regalano note di colore.

Alla fine della mattinata i capi bovini scelti vengono fatti uscire dalla mandria e legati separatamente, di modo che possano essere valutati meglio. Sono attimi un po’ movimentati, c’è la confusione del mescolare animali di provenienze diverse, ma c’è tanta gente ad aiutare e in poco tempo anche questo lavoro viene svolto.

I premiati saranno tra questi, ma non potevo fermarmi oltre. Avevo un invito a pranzo da amici che hanno una casa qui, poi mi sarei spostata per cambiare vallata, volevo vedere un’altra manifestazione a tema zootecnico che non avevo ancora mai visitato. Non sono stata l’unica a compiere questa transumanza!!

I miei amici me l’avevano detto: “Ad abitare qui si respira un’altra aria, il giorno della fiera ce lo viviamo in modo speciale. Da quassù senti i rumori, i suoni fin dal mattino, li vediamo scendere, passare per la strada.” Mentre pranziamo, con il prato della fiera che si vede dalla finestra, passano alcune mandrie che rientrano ai loro pascoli. Altre vengono messe nei prati lì vicino. Terminata la premiazione infatti si pensa alle esigenze degli animali, poi… tutti a tavola!

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