Ormai è pascolo vagante

Da quando il pascolo vagante è, per me, solo un far visita agli amici e non un’attività quotidiana, ovviamente ve ne parlo meno che un tempo. Ma tutto continua, per i pastori. Ci sono state le transumanze, chi a piedi, chi con i camion, e le greggi bene o male ormai sono quasi tutte in pianura.

Anche il Pastore è sceso, pecore e capre sono arrivate nei prati e nelle stoppie della pianura. Sappiamo come l’estate non sia stata proprio delle migliori per quanto riguarda la qualità dell’erba. E in pianura, cosa c’è quest’autunno? Sappiamo come i pastori siano facilmente inclini alla lamentela… E infatti sembrano non essere soddisfatti di quello che incontrano, per lo meno in alcune zone.

Il caldo, la siccità, hanno fatto sì che inizialmente la terra fosse dura, così dura che si faticasse persino a piantare i picchetti delle reti. E l’erba? Tanto baraval, (setaria in Italiano), un’erba con una spiga dura e sgradita agli animali. Un pascolo quindi non di buona qualità. Le pecore mangiano solo ciò che piace loro e poi, per saziarle, occorre dare un altro pezzo. Quindi i prati “durano poco”, se ci fosse erba buona, in ciascuno il gregge pascolerebbe più a lungo.

Nonostante le lamentele estive, alla fine il gregge è sceso bello, come sempre. Ci saranno pecore più in forma ed altre meno, ma la media degli animali fa bella figura. Qualcuna poi è particolarmente in carne, ma con questo gregge si va sul sicuro!

Ci sono anche le pecore con gli agnelli, in un gregge separato, magari in prati con erba un po’ migliore, perchè queste pecore devono avere il latte per crescere i piccoli. Come sempre, il lavoro si fa con un occhio in basso, al pascolo, ed un in alto, rivolto verso il cielo, per sapere se pioverà e le cose si complicheranno ancora di più, oppure farà bello.

A volte fa fin troppo bello, con un caldo che non sembra appartenere all’autunno. Non solo cielo limpido, ma pure temperature elevate. Hai persino paura a svestirti, non sembra il caso di essere in maglietta al mese di ottobre, in fondo al mattino c’era la nebbia… Ma a tener la maglia o la camicia si suda e c’è il rischio di ammalarsi.

Come sarà l’autunno? E l’inverno? Il Pastore, ma non solo lui, continua a dire che arriverà tanta neve, farà molto freddo. Chissà se sarà vero… Si vedrà. Ma intanto bisogna far mangiare bene le pecore. Se poi occorrerà fermarle, quello si vedrà al momento. Adesso c’è il sole, fa caldo, e allora via in un altro pezzo.

Questa è la quotidianità del pascolo vagante, come sempre, anno dopo anno. Ognuno più o meno la sua zona, ritrovare i contadini che aspettano l’arrivo del pastore, oppure quelli che, già li si conosce, non vogliono le pecore nei loro prati. Il Pastore però generalmente è ben visto e c’è tutto un giro di casinè che lo accoglie, ce n’è sempre qualcuno che viene a chiacchierare con lui mentre è al pascolo.

Le montagne sono già innevate, c’è stata una prima nevicata che, come sappiamo, ha fatto scendere molti di quelli che erano ancora su. Poi ne seguiranno altre. L’autunno generalmente non è un problema per i pastori, a parte quando piove troppo e si è in terreni di pianura dove l’acqua ristagna. Poi seguirà l’inverno…

Una risposta

  1. La setaria (PAVOL Val Camonica) è un problema sempre più grosso anche da noi, i prati “vecchi” dopo il terzo taglio, ma a volte anche già nel terzo, ne sono pieni. I miei asini schiacciano tutto senza mangiare, il tempo di pascolamento potrebbe raddoppiare se non ci fosse…

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