Una segnalazione e ancora un po’ di Svizzera

Dalla Lombardia mi inviano la locandina di una manifestazione che si terrà questo fine settimana, che pubblico immediatamente. Degli altri eventi vi avevo già parlato l’altro giorno.

Domani e domenica quindi chi è in zona può andare a Bossico (BG). Qui sul sito della Proloco tutte le informazioni dettagliate. Per chi mi ha chiesto, “Tempo di Migrar” a Premia (VB) si tiene nel primo fine settimana di ottobre, sabato 3, ma pubblicherò la locandina prossimamente.

Devo ancora finire di raccontarvi il mio breve viaggio in Svizzera. Avevo assistito alla transumanza, ma non avevo voglia di tornare con un noioso viaggio in autostrada in pianura. Confidando in un meteo non troppo brutto ho quindi allungato di molto la strada del rientro e sono sconfinata nel Canton Uri e nel Vallese. Zone che già conoscevo, ma fa sempre piacere vedere dei bei posti. Qui siamo lungo la strada che porta al Passo della Furka.

La stagione si avvia anche lì verso la fine, nell’alpeggio lungo la strada sembra non esserci già più nessuno, le vacche da latte devono essere scese, restano solo animali giovani. Turisti in giro ce ne sono ancora tanti, in auto, in moto, in bici, ma sono tutti alle prese con la strada, più che con il panorama. Questi sono percorsi “classici” per gli amanti dei passi di montagna. Scendere dal proprio mezzo per venire maggiormente a contatto con animali e territorio sembra non attirare molta gente, anche perchè soffia un vento gelido.

Più in alto, lungo la strada, ci sono decine e decine di reti tirate, le pecore sono sparse qua e là a pascolare. Chissà se gli animali sono incustoditi o se c’è un pastore? Chi avrà sostituito quassù il pastore Luigi? Forse le reti sono solo per riparare la strada, adesso che anche il gregge non pascola più ad alta quota.

Non ci sono reti ovunque, infatti in corrispondenza di uno slargo dove posso parcheggiare comodamente la macchina, ci sono queste pecore vallesane che hanno appena attraversato l’asfalto. Altre pascolano poco sopra. Razza locale, sono un po’ un simbolo di queste zone e le loro immagini riscuotono sempre grande successo, per l’aspetto quasi da peluche. Mi ricordo però che Luigi mi aveva raccontato di come fossero testarde, lente nel seguire il gregge, con la tendenza ad isolarsi e stare per conto proprio.

Una lunga discesa, attraverso villaggi pittoreschi, vallate dove il territorio è interamente rurale. Le vacche da latte sono effettivamente scese dagli alpeggi e si vedono dappertutto, a pascolare i prati dove lo scorso anno invece avevo visto tagliare il fieno, in piena estate. Ce ne sono ovunque, anche tra le case, con i fili tirati sul confine del giardino, dell’orto. Da queste parti infatti è raro vedere una recinzione intorno ad una casa, gli spazi sono aperti ed è uno degli elementi che ispira sensazioni di pace e tranquillità.

Scendo verso le città, il vento è ancora più forte, dai finestrini vedo altri animali, stalle, piccoli greggi accanto ai paesi, poi prati, campi, frutteti, vigneti a perdita d’occhio, il tutto circondato da montagne tra le quali si aprono vallate dai nomi “famosi”. Per rientrare in Italia devo imboccarne una di queste, altrimenti proseguire mi porterebbe in Francia! Sarebbe bello fermarsi ovunque, già solo nei villaggi lungo la strada, ma di chilometri da percorrere ce ne sono ancora molti. Purtroppo incontro di nuovo il maltempo, nebbia bassa, il passaggio sul passo avviene senza che quasi io capisca dove sono, talmente la visibilità è scarsa. In discesa, lungo la strada, un alpeggio da cui gli animali sembrano appena esser partiti proprio quel giorno. Più in alto, nella nebbia, un coro di belati confusi…

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