Nei panni del turista (con cane)

Ormai tutti gli alpeggi sono occupati: mandrie e greggi sono salite in quota e vi resteranno fino alla fine di settembre, metà ottobre, raramente più a lungo. E’ quasi inutile che vi ripeta ancora una volta che l’alpeggio è un luogo, un territorio di lavoro. Chi segue questo blog dovrebbe esserne più che consapevole.

Sappiamo però altrettanto bene che molti frequentatori della montagna ritengano questo spazio un luogo essenzialmente di svago, senza porsi troppe domande su come e perchè ci siano anche gli animali al pascolo. Invito ancora una volta tutti al reciproco rispetto (di animali, infrastrutture, persone) e, a tal proposito, volevo parlare di chi fa la gita in montagna con il proprio cane. Fateci caso: quanta gente c’è che si fa accompagnare dagli amici a quattrozampe? Senza avere stime o dati sottomano, direi che sono decisamente in aumento. In questi anni ho avuto modo di vedere il fenomeno dalla parte di chi in montagna lavora, è lì con il bestiame, al pascolo o presso le baite. Oggi vi parlo nel ruolo del turista-escursionista.

Arrivata al Moncenisio, dopo aver visto alcune vacche al pascolo nel recinto delimitato dai fili, scorgo in lontananza un gregge di pecore. E’ inevitabile pensare che vi sia anche un patou, un cane da guardiania a sorvegliarle. Sono necessari un paio di minuti per arrivare vicino al gregge, che mi appare davanti all’improvviso dietro ad una curva della mulattiera militare. E il cane bianco inizia subito ad abbaiare rabbiosamente, portandosi davanti alle pecore. Ci osserva e ci studia, per valutare se siamo un pericolo potenziale o reale.

Avevo con me il mio cane, che è un soggetto un po’ particolare, avendo comunque l’abitudine a lavorare con il bestiame (specialmente pecore e capre). Per lui gli animali sono… attività, quindi la sua tendenza è quella di guardare me in attesa di eventuali ordini. I cani da guardiania per lui significano “colleghi di lavoro”, pertanto la sua tendenza è quella di andare loro incontro scodinzolando. Tutto va bene quando c’è il pastore e i cani già si conoscono, ma in situazioni differenti cosa potrebbe accadere?

Succede che lo lego immediatamente al guinzaglio, fin dal momento in cui ho visto le pecore in lontananza. Lui obbedisce al mio richiamo, ma è meglio non rischiare. Quando il patou si accorge di noi, le pecore stanno finendo di attraversare la mulattiera. Ci fermiamo e il patou abbaia con forza. Poi si volta, vede che il gregge si è spostato, salendo verso l’alto, così gira le spalle e risale pure lui.

Riparto per la mia strada e, a distanza di sicurezza, libero il mio cane dal guinzaglio sempre solo perchè so che non si allontana e anche perchè so che, più a monte, non troveremo altri animali al pascolo liberi. Il piccolo gregge si è fermato a pascolare lì in basso, man mano che si sale l’erba è ancora indietro e ci sono nevai, non è ancora tempo per le pecore o per altri animali. Ovviamente, anche se non ci sono appositi cartelli e normative (come nelle zone di parco, riserva naturale, ecc), il cane va tenuto al guinzaglio se ha la tendenza ad allontanarsi, correre dietro alla fauna selvatica, ecc. E’ questione di buonsenso e rispetto.

Sulla via del ritorno, c’è una mandria libera. Come vi dicevo, il mio cane sa come lavorare con gli animali al pascolo, ma nessuno può sapere quale reazione avranno questi animali nel vedere un cane, specialmente un cane estraneo. Prima regola, da seguire sempre (pecore o vacche che siano, con o senza cane da guardiania), non passare in mezzo al gregge/mandria. Gli animali potrebbero spaventarsi, non tanto per la vostra presenza, quanto per quella del cane. Ovviamente tenetelo al guinzaglio, perchè non si sa mai quali comportamenti potrà avere vicino agli animali.

In generale comunque gli animali al pascolo possono agire come questi, tutti uniti in gruppo contro l’intruso! Se il vostro cane è libero, potrebbe scappare in mezzo a loro, magari mettersi ad abbaiare per paura/difesa, causando scompiglio, magari facendo correre gli animali verso un punto pericoloso. L’invito quindi è quello di fare sempre molta attenzione, tenere i vostri cani legati almeno dove ci sono baite e/o animali al pascolo ed evitare di passare tra di loro. Tutto ciò sempre ricordandosi che non siete in un luogo di svago, ma in un luogo di lavoro, regolarmente concesso in affitto agli allevatori che lo utilizzano.

  1. forse per quest’anno non mi posso organizzare.ma passerei volentieri un periodo con le pecore al pascolo.mi piace fare la ricotta e formaggio.non sono un caseario ma sono un amatore di questi prodotti.se mi date qualche notizia riguardo al mio desiderio di stare in montagna vi dico grazie.ciao

  2. Molti anni fa avevo una cagnetta tranquilla, la portavo con me tutte le volte che era possibile. Nessun problema nelle altre stagioni, ma giunta l’estate la presenza di mandrie e greggi ha risvegliato l’istinto della caccia, la tenevo al guinzaglio ma ad un certo punto essendo in alta quota e in una zona isolata l’ho lasciata libera. Da un colletto ha individuato un gregge a valle, ad almeno un chilometro di distanza, ed è partita a razzo. Il gregge fiutato il pericolo s’è aperto a ventaglio, due cani le si son lanciati appresso e lei a stento è riuscita a raggiungermi prima di essere addentata. Da allora in estate il cane appresso non lo porto, d’altronde sbagliando s’impara😉

    • un commento saggio… purtroppo invece molte volte mi sono scontrata, in passato, con chi pretendeva di lasciare liberi i propri cani, perchè li portava apposta in montagna perchè si “svagassero”…

      • Non solo, molti sono fermamente convinti che “la montagna è di tutti” o “i boschi sono di tutti”, quindi si ritiene in diritto di fare quello che gli pare. Io ci litigo sempre. C’è chi passa sui prati, danneggiando lo sfalcio, chi passa in mezzo a mandrie con bici, o pretende di avvicinarsi a fare foto, manco fossero allo zoo. Io il cane lo porto ovunque ma legato, la libero solo se sono assolutamente sicura che non disturberà nessuno.

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