Come se il tempo si fosse fermato

In occasione di una serata di presentazione del mio libro, sono stata ospite di un’amica. Avevo già parlato di lei lo scorso anno, quando ero stata a farle visita a casa… Ma adesso si trova già “in alpeggio”, semplicemente un po’ più in su.

Polly e i suoi animali sono famosi nel web, dato che la nostra amica, fin quando è a Balme, aggiorna gli amici di facebook su tutto quello che accade in stalla e fuori. Quando però si sposta ai Frè, la connessione è assente. Adesso le hanno regalato uno smartphone, ma il segnale è comunque troppo debole per riuscire ad andare su internet.

E’ ora di mungere, poi metterà al pascolo gli animali. Mi racconta che già suo padre utilizzava la mungitrice. E’ tutto in insieme di cose antiche e senza tempo, ma anche di modernità, da queste parti! E Polly è un vero personaggio. Mentre munge, chiacchiera e racconta mille aneddoti e vicende accadute recentemente o nelle stagioni precedenti.

Mi avvisa che, quando avrei sentito i cani abbaiare, sarebbero arrivate le capre della sua vicina. “Vedrai che capre! Vengono fin dalla Val d’Aosta per cercare queste capre!“. Il gregge sfila nella stretta via della borgata e arriva davanti alla stalla di Polly. Le due amiche si salutano e scambiano quattro chiacchiere, mentre gli animali curiosano qua e là.

Sotto alle case arrivano anche le vacche, seguite dal marito della signora. E’ una scena davvero senza tempo…  Non siamo in alpeggio, questa è una borgata. Adesso ci sono solo queste due famiglie, ma mi viene da pensare a cosa accadeva una volta, in passato, quanti animali uscivano dalle stalle al mattino per andare al pascolo.

Gli animali si incamminano al seguito del pastore. Fino a quando si vedranno queste scene? L’età media di chi fa ancora il lavoro in questo modo non è bassa. Un giovane non potrebbe vivere con così pochi animali. Sappiamo bene cosa significhi fare l’allevatore oggi, tra necessità e vincoli. Certo, bisogna andare avanti, bisogna modernizzarsi, bisogna cambiare, ma si perderanno anche queste scene, questi posti, questa atmosfera.

Mentre capre e vacche scendono sotto la frazione, per raggiungere i pascoli che utilizzeranno quel giorno, arriva un amico di Polly e si ferma anche lui per una lunga chiacchierata. Non c’è fretta qui, non c’è quell’ansia e quella frenesia… Il tempo sembra davvero essersi fermato.

L’uomo abita un po’ più su, o meglio, ha risistemato alla perfezione alcune baite poco più a monte. Ovviamente non una residenza stabile, ma un bel posto dove ritirarsi quando si può. Lui e la moglie mi invitano a visitare anche l’interno, molto accogliente e curato. Solo la passione mantiene vivi questi posti. “La foto l’avresti fatta più bella ci fossero già state le bestie di Polly tutte intorno a pascolare!!“.

Andando avanti per il sentiero invece si incontra un alpeggio abbandonato, completamente avvolto dalla vegetazione. Una volta che gli anziani hanno smesso, i giovani non hanno continuato l’attività e tutto va in rovina. Gli animali di Polly verranno almeno a pascolare l’erba, ma ce n’è così tante e lei non ha tante bestie, quindi anno dopo anno il bosco avanzerà.

Sono stata portata qui però soprattutto per vedere una meraviglia della natura. In un posto riparato, solo per qualche giorno all’anno, fioriscono delle rarissime peonie. Sono piante selvatiche, spontanee, macchie di colore violento nel verde della vegetazione del sottobosco.

Torno a valle, il tempo si sta guastando. La frazione è composta da numerose case, tutte vicine le une alle altre. Polly mi parlava degli alpeggi veri, più a monte, dove però la salute non le permette più di salire come prima.

La cerco tra le case, poi finalmente la trovo in un’altra stalla, intenta a mungere le capre. Mi viene da sorridere, pensando all’aneddoto che raccontava la sera precedente, durante la cena. Dei turisti l’avevano denunciata alla Forestale perchè, secondo loro, stava portando al pascolo uno… stambecco!!! E non è l’unico caso di strane vicende successe da quelle parti con i tanti turisti che girano d’estate. Saluto la mia amica e scendo giù per la valle per andare a vedere altre capre… ma vi racconterò poi!

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