Arrivo in montagna

E’ giugno il mese delle grandi transumanze. Pian piano salgono tutti, chi prima, chi dopo. Con i camion, a piedi, facendo delle tappe o raggiungendo subito la sede d’alpeggio che utilizzeranno per tutta l’estate. Nelle valli c’è via vai di camion, sulle strade si vedono le tracce del passaggio di mandrie e greggi.

Anche a Pragelato, come tutti gli anni, arriva il gregge. Potenza della tecnologia, indiscrezione dei social network, in tempo reale sapevo già dell’avvenuto carico a bordo dei camion, così mi sono affrettata per raggiungere il piazzale dove il gregge sarebbe poi stato scaricato. Era una bella giornata di sole e leggera brezza.

A mano a mano che le pecore scendevano dai camion, venivano contate dagli addetti del Consorzio Forestale, al fine di controllare che effettivamente il carico dell’alpeggio indicato sui documenti fosse rispettato nella realtà. Compito non facile quello del contare le pecore, ma comunque indicativamente già nel far salire gli animali sia il pastore, sia i camionisti, hanno fatto attenzione a suddividere gli animali piano per piano.

Gli animali si affacciano timidamente, poi poco per volta escono nell’ampio piazzale. Il gregge si ricompone, c’è stato anche un parto, ma per fortuna il pastore interviene subito e la mamma si mette a leccare l’agnellino. Questo gregge scende a piedi in autunno, ma tutti gli anni risale utilizzando mezzi motorizzati.

Gli agnelli più piccoli sono stati caricati separatamente. Le mamme, già nel piazzale, belano per richiamarli e i pastori agevolano il ricongiungimento per quelli nati da pochi giorni, marcati sulla schiena. Sono “normali” attimi di confusione e agitazione, ma poco per volta tutto si sistema. Sta per iniziare la “stagione d’alpeggio” anche quest’anno.

In attesa di raggiungere i pascoli, le pecore vanno avanti e indietro, sorvegliate da tutti coloro che sono venuti o a dare una mano o semplicemente ad assistere allo spettacolo della transumanza. E’ un giorno festivo, c’è più gente del solito, alcuni turisti e villeggianti che hanno approfittato del ponte per trascorrere qualche giorno in montagna. Molte pecore scendono nel fiume a bere, anche se il sole non è forte e le temperature sono più che gradevoli.

Finalmente, sistemata la burocrazia, ripartiti i camion, caricati gli agnelli sul pick up per la salita, il gregge si compatta e inizia la parte più tradizionale della transumanza, quella a piedi. Il gregge è abituato al pascolo vagante, per cui non c’è niente di eccezionale nell’affrontare un paio di chilometri camminando.

Si esce per un breve tratto sulla statale, poi si svolta subito dopo. Non c’è molto traffico, anzi… non c’è quasi nessuno. Nonostante la giornata festiva, a parte un po’ di gente a spasso, per il resto c’è poco movimento. Il gregge anima per qualche istante il paese, poi resteranno solo le tracce, cancellate velocemente dal passaggio delle auto.

Cielo azzurro, sole, qualche nuvola, chissà che siano di buon auspicio per la stagione? Lo scorso anno l’estate non era stata buona, con tanta pioggia, nebbia, basse temperature. Quest’anno già c’è stato un inizio (o meglio, una fine di primavera) strano, con l’alternarsi di caldo anomalo, violente precipitazioni con anche grandine e neve.

La montagna è sempre più viva. Sull’altro versante si sentono muggiti e campane delle prime mandrie già salite, qui sfila il gregge con le sue campanelle e i suoi belati. Eppure non sembra passato così tanto tempo, così tanti mesi da quel giorno di vento forte in cui volavano gli aghi dei larici e il gregge scendeva giù per la valle, verso la pianura…

Si abbandona l’asfalto e si imbocca il sentiero, poco sopra inizieranno i pascoli che il gregge utilizzerà per questa prima parte di stagione, poi si sposterà altrove, sempre nella stessa valle. Sono anni che assisto a questa transumanza, ma c’è sempre quell’emozione (anche da osservatrice esterna) nel vedere il gregge che arriva finalmente in montagna.

Nonostante l’idillio e la poesia delle immagini, anche quassù ci sono e ci saranno problemi, non pochi… Ma in quel momento tutto sembrava essere perfetto. Il clima, l’erba abbondante (anche se già un po’ alta, un po’ dura…), la nuova stagione che iniziava. Le pecore si allargano a pascolare, poi si fermeranno all’ombra dei larici. I pastori, dopo aver scaricato gli agnelli, faranno pranzo. Dopo amici e conoscenti rientreranno a casa e per chi resta sarà la “normale” quotidianità lavorativa.

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