E che adesso venga fuori tutto il marcio!

Oggi avrei dovuto/voluto parlarvi d’altro, ma notizie di strettissima attualità impongono di dare spazio, almeno con un breve post, a quello che è (finalmente?) successo ieri. Quante volte vi ho parlato del problema della speculazione sugli alpeggi? Dei “lupi a due gambe” che sono la vera rovina della montagna? Il sistema dei contributi ha guastato tutto, giravano troppi soldi e c’è stato chi se n’è approfittato ed ha continuato a farlo per anni. Nell’ambiente tutti sapevano, se ne parlava a mezza voce, ma chissà cosa c’è dietro a questo “sistema”. Mentre la gente ne parlava nelle piazze e sulle fiere, chi di dovere faticosamente indagava…

Altro che il mondo di Heidi!! Se, in generale, il mondo degli alpeggi, dell’allevamento, della montagna è afflitto da molteplici problemi legati anche alla crisi economica e sociale che colpisce un po’ tutti i campi, la truffa dei pascoli “di carta”, come erano stati definiti in alcune indagini svolte in altre parti d’Italia non ha proprio niente di poetico. Centinaia di migliaia, milioni di euro di fondi europei finiti nelle tasche di chi allevatore non è… Alpeggi subaffittati… Premi percepiti per montagne dove non arrivano nemmeno gli stambecchi e molto molto altro ancora. Leggete un po’ gli articoli quiqui e qui. Sicuramente verrà fuori ancora altro.

Perchè l’affare è talmente grosso che ci devono essere dietro parecchie cose. Spiegatemi un po’ com’è possibile che allevatori onesti abbiano i pagamenti dei contributi bloccati da anni perchè l’interpretazione delle foto aeree mette in dubbio alcune porzioni di pascolo e invece qui venivano affittate e subaffittate montagne, si formavano e scioglievano società per avere i carichi di bestiame, succedeva insomma un po’ di tutto? Queste domande chi le presentava? E chi le controllava? Oggi su “La Stampa” si poteva leggere che evidentemente c’era qualcuno d’accordo anche laddove (uffici competenti) bisognava far quadrare i dati per mandare avanti le richieste di contributi. Non mi interessano i nomi dei coinvolti, spero solo che crolli tutto questo castello di sabbia. Uscirà sicuramente del fango che andrà a colpire anche allevatori onesti finiti nelle mani degli speculatori perchè avevano bisogno di andare in montagna per non rimanere in pianura d’estate… Ma se NESSUNO avesse accettato questo sistema (Comuni che affittavano gli alpeggi, allevatori che “prestavano” le loro bestie), non saremmo arrivati a tutto questo. Erano contenti di fare cassa, i Comuni… E adesso, chi pagherà? Bisognerà di nuovo mandare all’asta quegli alpeggi? E chi salirà quest’anno? Tanti interrogativi!

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