Non recupereremo mai tutto il nostro investimento

Nel mio vagare tra montagne e diverse realtà, non visito solo pastori vaganti. Spesso ci sono amici che mi invitano a vedere anche le loro aziende e sono ben felice di raccontare anche queste storie. Penso sia fondamentale far conoscere tutte le diverse sfaccettature del mondo dell’allevamento, sia per chi sta cercando dei prodotti di qualità, sia per chi invece pensa di intraprendere questa strada.

Cinzia e Renata le avevo già incontrate, sapevo qualcosa della loro storia, ma l’altro giorno ho visitato la loro azienda con grande piacere. Allevano capre Saanen, razza da latte, che tengono in stalla e mettono al pascolo quando ce n’è la possibilità. Abitano nelle valli di Lanzo (TO), la loro azienda si chiama Cà du Roc e nasce nel 2001 dalla volontà, passione (e un pizzico di follia?) di due donne che decidono di lasciare il lavoro d’ufficio e gettarsi in una nuova avventura.

Renata con un po’ di esperienza in più nel settore dell’allevamento, ma per entrambe era un qualcosa di totalmente nuovo. Adesso sono soddisfatte di quello che stanno facendo, ma hanno affrontato mille difficoltà di ogni genere. “Ogni tanto qualcuno ci chiede e sembra una cosa demoralizzare chi ha voglia di iniziare, però… tutta la trafila che abbiamo dovuto passare noi… Se non avessimo avuto le spalle coperte, sarebbe stato impossibile!“, mi racconta. Oltre alla copertura economica, hanno anche avuto grande intraprendenza e costanza per portare avanti il loro progetto con ritmi così serrati.

La loro grande impresa è stata la stalla con caseificio. Trovare il posto adatto per farla non è stato semplice, poi hanno dovuto rispettare una serie di vincoli impressionanti e alla fine si sono pure sentite dire che avrebbero dovuto realizzare una stalla più bassa per evitare le dispersioni di calore. Peccato che sia stato loro imposto di mantenere certe misure, certi “volumi”. Verrebbe quasi da non credere alle parole di Renata, sentir raccontare certe cose è al limite dell’assurdo, ma per me è come riascoltare un nastro “vecchio”, problemi, intoppi e assurdità che si ripetono di valle in valle, di regione in regione.

Oggi l’azienda funziona a pieno ritmo, compatibilmente con le forze di queste due socie e amiche. Ci si alterna nei compiti con gli animali e con il caseificio. Due volte alla settimana si va a far mercato, poi c’è il punto vendita e i vari posti dove reperire i loro prodotti. Formaggi freschi e stagionati, yoghurt di capra: “…che non funziona perchè è bianco… Se solo la gente leggesse cosa c’è negli yoghurt aromatizzati! Non sono capaci a prendere lo yoghurt bianco e metterci un cucchiaio di marmellata!

Per imparare le tecniche di caseificazione e per migliorarsi sempre, per scoprire nuove cose, Cinzia e Renata hanno frequentato i corsi dell’Istituto Lattiero Caseario di Moretta (CN). Renata mi mostra la stalla mentre Cinzia sta lavorando il latte. Ci sono le caprette giovani, quelle non vengono messe fuori al pascolo, le capre in mungitura e i becchi. La mungitura avviene a macchina. Essendo una struttura realizzata dal nulla, è dotata di tutto ciò che è necessario e funzionale. “Riusciamo a tirare fuori un piccolo stipendio mensile che ci fa vivere, ma lavorare si lavora duramente, e ci sono le spese. In tutta la nostra vita non recupereremo mai l’investimento fatto con questa struttura!! Abbiamo anche preso dei contributi, ma se uno deve partire dal nulla e non ha qualcosa alle spalle è quasi impossibile.

Questa immagine è per mostrarvi come l’indole naturale delle capre porti a scontrarsi, anche in assenza di corna. Dopo aver fatto visita a questa azienda andrò a vedere la battaglia (chiamiamolo “confronto”) delle capre in in altro comune della valle. Prima, nella macelleria del marito di Renata, a Martassina, avevo anche visto le rolate di capretto, unico modo per utilizzare la carne dei capretti maschi nati “fuori stagione”. Purtroppo giriamo sempre intorno agli stessi temi… Di formaggio di capra c’è richiesta, ma molta gente di scandalizza al pensiero di mangiare il capretto. Quando però ha la forma di una rolata, diventa ottimo e richiesto anche non sotto Pasqua!

Cà du Roc è anche su Facebook.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...