E’ tempo di fiera a Bobbio Pellice

Metà di maggio, a Bobbio Pellice c’è l’appuntamento consueto con la Fiera della Pouià, la salita all’alpeggio. Nessuno è ancora in quota con le bestie, nei giorni precedenti addirittura c’era stato un brusco abbassamento delle temperature, con neve a quote anche non così elevate e violentissime grandinate. La fiera si è tenuta lo scorso fine settimana, ma io sono in ritardo con gli aggiornamenti…

Per la domenica 17 maggio, il cielo era sereno, splendeva un bel sole e al mattino presto tutte le bancarelle erano già posizionate. L’amico Simone era venuto a Bobbio per la prima volta con le sue canaule e oggetti vari in legno. Ma c’era un po’ di tutto, dagli hobbisti ai generi alimentari, attrezzature e abbigliamento, come in ogni fiera che si rispetti.

Ormai sappiamo come funziona, qui a Bobbio. Ad una certa ora le mandrie partono dalle varie cascine e si portano sotto al paese, in modo da compiere la sfilata tutti uno di seguito all’altro. I rudun iniziano a risuonare nell’aria, dalle strade secondarie intorno al centro del paese si muovono tutti, mentre la gente aspetta il passaggio in piazza.

Ciascun allevatore ha un “punto di sosta” dove attendere il via per la partenza. I vigili coordinano il tutto, credo ci sia un ordine prestabilito per la sfilata. Ovviamente, ogni mandria deve avere un prato da pascolare mentre si aspetta. Amici, parenti, tutti a dare una mano in questa giornata di festa, come sempre poi i più numerosi sono i giovani, quasi che li anziani, per l’occasione, si ritirino a fare da spettatori.

Ad un certo punto, da una via laterale, arriva la prima mandria e la sfilata prende il via. Gli animali avanzano veloci, i campanacci suonano forte. Si svolta nella strada principale e si cammina verso il centro del paese. C’è gente che aspetta lungo il percorso, ma la vera folla è poi in piazza.

Ci sono principalmente bovini, ma anche qualche piccolo gregge di pecore e/o di capre. Ormai si continua con l’usanza di avere i cartelli che indicano il nome dell’azienda e l’alpeggio dove queste bestie saliranno per l’estate, così anche il pubblico conosce i vari protagonisti del mondo dell’allevamento.

Si cresce con questi eventi, si cresce in mezzo agli animali, si assorbe la passione e il mestiere fin da piccolissimi. Anno dopo anno sono sempre di più i giovani e i bambini che si incontrano partecipando a queste manifestazioni. Non si tratta solo di un’occasionale presenza per il giorni di festa, ma di una realtà radicata sul territorio.

Come se ci fosse bisogno di una conferma, ecco arrivare un’altra azienda agricola, con il gregge condotto dal solito gruppetto di giovanissimi, mentre mamme, papà, zii e nonni invece si occupano della mandria che segue a pochi passi di distanza. Senza tutta questa gioventù, la fiera non avrebbe lo stesso spirito: invece così è chiaro come questo sia sì il presente della valle, ma anche il futuro.

Il suono dei rudun continua ad echeggiare tra le case, è la volta di un’altra mandria, poi un’altra ancora. Anche se, d’autunno, sono ancora più numerosi gli allevatori e gli animali, lo spettacolo è garantito anche per l’appuntamento primaverile (grazie anche alla bella giornata).

Questo è il pubblico assiepato in piazza. La sfilata è finita, ma non si va ancora a casa, perchè gli animali non vengono ricondotti in cascina immediatamente. Chi è davvero appassionato di questo mondo, non si accontenta di aver visto passare le bestie, ma vuole osservarle e valutarle da vicino.

Ogni allevatore ha il suo spazio, il suo recinto già pronto, così gli animali lì possono pascolare tranquillamente. Nessuno può dire che questa giornata sia uno stress per le vacche…!! Niente più che una giornata al pascolo nell’erba fresca, come potete vedere.

Accanto ad ogni recinto, ogni azienda prepara il banchetto per la degustazione dei prodotti, tome e sarass. La gente gira, guarda, assaggia, si informa, fotografa… Per gli acquisti, la bancarella con i prodotti dei vari allevatori è in piazza, in mezzo alla fiera. Terminate le degustazioni invece tutti gli allevatori andranno al pranzo organizzato sotto al tendone.

C’è una bancarella dove toccare non solo è consentito, ma è addirittura consigliato! L’amico Silvio, come sempre, ha portato le sue campane: ormai è sempre più conosciuto e apprezzato nell’ambiente, ha migliorato i suoi prodotti, e intorno a sè ha sempre un buon pubblico. Anche in questo caso non mancano giovani e… giovanissimi, che fanno suonare le campane come veri intenditori. Il prossimo appuntamento sarà in ottobre, ma per tutta l’estate gli allevatori vi aspettano nei vari alpeggi della val Pellice.

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