Andavamo a tagliare l’erba e il fieno fin su verso la montagna

Girando con un gregge tra le borgate del mio paese, ho incontrato persone e ho ascoltato storie che altrimenti mai avrei conosciuto.

Quel giorno il gregge stava uscendo da un prato che nessuno utilizza più. Nemmeno chi viene a tagliare il fieno “tanto per far pulito” ha portato via le balle, lo scorso anno. Almeno le pecore passano e mangiano l’erba, il risultato finale è un senso di pulizia, di ordine, di “territorio vivo”.

Ci si sposta appena sopra, tra due borgate. Dove un tempo c’erano forse frutteti, forse vigneti, campi, chissà… Oggi solo erba alta, fin troppo alta affinchè le pecore la bruchino. Dalle case si affaccia un anziano e chiede di non venire fin su proprio sotto al cortile: “…tanto vecchia così non la mangiano e la schiacciano solo, devi poi passare il decespugliatore e fatico meno se è in piedi.

Qualcuno sa ancora come “funzionano” le cose. Altri invece pretenderebbero che le pecore fossero delle macchine tosaerba, anzi, veri e propri decespugliatori che rasano a zero anche i rovi. A volte qualcuno si offende quando rifiuti un pascolo, ma non è semplice, non basta “metter lì” gli animali. Se l’erba non piace, alzano la testa e brucano il melo, la siepe, i fiori… e le erbacce sgradite restano lì. Meglio andare in spazi ampi quasi invasi dal bosco, dove l’erba è più bassa, più fresca, più tenera.

Questa vecchia baita ha il sapore della montagna. In zona non ci sono quasi più case così, sono state ristrutturate, modificate, stravolte. Fin quando ci sarà qualcuno che terrà pulito questo prato, impedendo al bosco di avanzare, avvolgendo questa casa e riducendola ad un cumulo di sassi?

Il gregge scende nuovamente ai prati sottostanti, per il pasto della sera. Qui in zona ormai animali non ce ne sono più. C’è magari ancora qualcuno che, spinto dalla passione, da un impeto di “ritorno alla terra”, tiene due capre, o un asino, ma non per viverci. Le cose un tempo erano molto differenti.

Nella borgata le case sono state quasi tutte ristrutturate, resta ben poco di quello che era l’aspetto originario. L’anziano mi racconta di quando qui c’erano le bestie, quando era bambino lui. “C’erano 7-8 vacche qui, poi un po’ di capre. Non era come adesso che l’erba è un problema… Si partiva ad andare a tagliare erba fin su verso la montagna, per dare da mangiare alle bestie. Adesso è tutto bosco, tutti alberi e rovi.

E così le porte delle vecchie stalle sono chiuse. Chissà da quanto non gira la chiave nella toppa. Polvere, ragnatele… E nessuno rastrella più le foglie da usare come lettiera. L’erba è talmente un problema che si impiegano anche i disseccanti per tenerla indietro. Come sono cambiate le cose in 60, 70 anni…

Annunci

  1. La domanda che nasce a chi ha a cuore queste cose è: c’è qualcosa che si possa fare per impedire che questo mondo di valori vada perduto? A livello teorico il “ritorno alla terra” e ai pascoli sembrerebbe quasi di moda.. ma nella realtà cosa succede? Dipende da scelte politiche comunitarie o dalle amministrazioni locali? Servirebbero fondi e incentivi o una cultura diversa?

    • belle domande… servirebbe sicuramente una maggiore attenzione e una politica più “sul territorio” e meno sui grandi numeri. aiuto a chi veramente agisce ripristinando, coltivando, gestendo questi territori…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...