E l’erba cresce sempre di più

Sono rimasta un po’ indietro con le vicende del gregge qui nel mio paese. Iniziano le prime transumanze e io vi devo ancora raccontare tante cose. Vedrò di fare un riassunto e “riportarmi alla pari”.

Un giorno, per esempio, il gregge è stato invitato in una villa. Con una certa soggezione si va a perlustrare prima di entrare con gli animali. Erba ce n’è, bisognerà proteggere gli arbusti ornamentali e… non sarà un problema sporcare il viale di accesso? Assolutamente no! E così ecco le pecore che salgono nel giardino.

Tanto tutta quest’era dovrà essere trinciata… E allora ben vengano le pecore. Ci sono diversi pezzi di prato intorno alla villa sulla collina e, per fortuna, si riesce anche ad uscire senza dover ripassare nel viale. I padroni sono felicissimi, si godono lo spettacolo e offrono il caffè al pastore…

Il gregge poi si sposta in frazioni più a monte. Con belle giornate di sole e aria limpida, sembra già quasi di essere in montagna! Le montagne sono sullo sfondo e la neve sta scomparendo, “mangiata” dal sole, dall’aria. Però c’è ancora da aspettare prima di poter salire.

In questa stagione, a bassa quota, giorno per giorno l’erba cresce e si fa dura. Le pecore pascolano male, soprattutto dove le graminacee sono già spigate. In certi prati sarebbe quasi meglio nemmeno entrare, perchè il rischio è quello di pestare l’erba e… lasciarla lì, schiacciata al suolo!

Alcuni lo sanno e capiscono, specie se anziani (che, nella loro vita, qualche animali al pascolo l’hanno visto), altri sognano pecore come decespugliatori, che fanno tabula rasa di tutto, erba, rovi, infestanti, qualunque cosa!!

Si cambia zona e si sale ancora. Il sole scalda, ma il tratto di asfalto da percorrere è breve, poi si attraverseranno i boschi. Non c’è molto movimento nelle borgate, la maggior parte della gente lavora via, c’è solo qualche muratore che sistema degli edifici.

Sotto gli alberi si trova anche da pascolare, poi le pecore scendono al fiume per bere. Il cammino prosegue, per la sera si raggiungeranno dei prati da pascolare nei giorni successivi. Il sottobosco è verde e gli animali pascolano più volentieri queste erbe che non quelle dei prati.

Per fortuna questo prato, più fresco rispetto ad altri, viene ancora ben brucato dal gregge. Giorno per giorno diventerà sempre più difficile sfamare gli animali. Quest’anno non ci si è mai lamentati d’inverno perchè “non c’era erba”, ma ci si lamenta ora per l’erba troppo dura.

L’indomani mattina infatti si pascola qualche ora sotto le piante, dove c’è una bella erbetta fresca, verde, un po’ di foglie, e solo dopo il gregge verrà portato nell’altro pezzo di prato. Non di rado capita che un animale bela… e tutti gli altri iniziano un coro di fastidiosi belati. Non è solo che “chiamino il sale”, è proprio che vorrebbero cambiare pascolo, perchè non soddisfatti.

Per il pomeriggio e la sera però c’è ancora erba a sufficienza in questo bel pianoro. Tutti prati non più utilizzati, i padroni cercano chi glieli pulisca, prima pascolando (come nel caso del gregge), poi tagliando il fieno d’estate. Giorno dopo giorno, continua il cammino del gregge, e l’erba cresce…

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