Le ultime tosature

Non c’è più una vera e propria stagione della tosatura. Chi chiude le pecore in stalla, chi è in montagna, chi è sempre fuori, chi sale presto e chi sale più tardi, chi aspetta le squadre dei tosatori, chi guarda la luna per scegliere la data… Insomma, ogni pastore fa come gli sembra meglio (o come può, visto che spesso ci si mettono di mezzo altri fattori, come il tempo). Prima della transumanza di salita in alpeggio comunque tosano (quasi) tutti.

Ci sono greggi più piccolini, per i quali non è il caso di chiamare le squadre di tosatori che girano un po’ tutto il mondo. Quante che siano le pecore, comunque la giornata della tosatura è faticosa e impegnativa.

Alcuni pastori che, acquisita una buona pratica, oltre alle loro pecore, vanno anche in giro a tosare questi “piccoli” greggi. Un tempo era la norma, anzi… ci si spostava di gregge in gregge, dandosi una mano, tosando le pecore di uno e dell’altro.

Per un giovane che abbia un numero non così elevato di pecore, è un buon modo di arrotondare. Tosare è faticoso, ma è un qualcosa che tutti i pastori hanno bisogno di fare. Una volta acquistata la macchina, perchè non ammortizzarne i costi tosando anche le pecore altrui?

E’ un dispiacere quando i tosatori vengono proprio in un giorno della settimana e non si può saltare scuola… Per fortuna si arriva in tempo per “tirare” almeno l’agnella giaia, per liberare anche lei della lana.

Si tosa anche nel giorno della festa del lavoro. Guardando all’insù, nella speranza che il tempo “tenga”, al mattino presto si inizia ad allestire il “campo”. I tosatori arrivano con i loro furgoni, che contengono tutto il materiale, le attrezzature e anche i letti. Piazzano le macchine, poi il recinto fisso da cui le pecore non potranno scappare.

Un Francese, un Irlandese, un Neozelandese e due Italiani, quest’anno la squadra di Giovanni è così composta. Veloci e bravi, riusciranno a finire questo gregge in una mattinata, poi al pomeriggio andranno a tosare un altro gregge in zona.

Quando il primo gruppo è fatto, viene fatto uscire ed entra l’altro. Si capisce già che, se il tempo regge, non mancano più molte ore di lavoro. Quasi per scherzo, cronometriamo uno dei tosatori più veloci: in 1’50” la pecora è perfettamente tosata. Ovvio che non sempre è così…

Sono anni che vedo Richard all’opera, chissà le centinaia di migliaia di pecore che sono passate tra le sue mani. Una vita dedicata alla tosatura in giro per il mondo, ci si sposta da uno stato all’altro, da un continente all’altro, a seconda di dov’è stagione di tosatura.

Chi tosa, chi raccoglie e insacca lana, chi tira le pecore, poi si approfitta della giornata anche per dare lo svermante agli animali, mentre sono in attesa di essere tosati. Insomma, c’è lavoro per tutti e, per fortuna, di gente accorsa a dare una mano ce n’era in abbondanza, così non è stato necessario ammazzarsi eccessivamente di lavoro. Meglio qualcuno in più, in giornate del genere, piuttosto che in meno.

Finito tutto, ritirato tutto, ripulito il terreno da tutta la lana, un momento di riposo per rifocillarsi. I pranzi durante le tosature sono sempre abbondanti, dopo il lavoro e le energie spese, si mangia di gusto. Ma la pausa è breve, il Pastore deve portare le sue pecore a pascolare, i tosatori si spostano di qualche chilometro, gli amici tornano ai loro lavori, ai loro animali (quasi tutti sono o pastori, o comunque appassionati).

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