Pascolando nelle “feste”

Pasqua, Pasquetta, giornate come ogni altre per i pastori o comunque per tutti quelli che hanno animali, che non possono “abbandonarli” completamente.

Dopo un po’ di pioggia e cielo nuvoloso, arrivano splendide ,. C’è bisogno di un po’ di caldo che “muova” la primavera, che venga erba ovunque, anche nei boschi. Le montagne sono ancora brulle, si vedono le prime chiazze verdoline, le prime macchie bianche dei ciliegi fioriti.

I fiori ci sono fuori dalle ville e bisogna riuscire a passare senza fare dei danni. Dietro, gli animali dovrebbero arrivare tutti da soli, agnelli piccoli al seguito non ce ne sono, così io e il cane ci mettiamo in posizione a “parare” fiori e cespugli ornamentali.

Poi si riprende a seguire il gregge, diretto verso un bel prato. Sono tutti prati poveri, magri, che non vedono concime da chissà quanto tempo, prati dove il gregge fa pulizia e risparmia ai proprietari tempo, fatica, denaro per tagliare l’erba.

Qui il gregge è sempre un bel vedere. La giornata è primaverile, ma l’aria è comunque frizzante. Ci sono da pascolare alcuni pezzi adiacenti e così, una volta tirate le reti a protezione di frutteti e vigne, ci si può anche rilassare un po’.

Nei boschi c’è ancora poco, iniziano appena le prime foglie sugli alberi, anche a terra c’è poca erba. Qui solo piante di pervinca in piena fioritura, che corrono sul terreno.

Il giorno successivo, al mattino, fa ancora più freddo e c’è persino la brina. Il cielo però è terso e limpido, il sole splende. Bisogna cambiare zona di pascolo e ci si mette in cammino.

Da qualche anno, anche da queste parti il gregge inizia a non essere più una novità. Rispetto al primo anno, è diminuita l’affluenza dei curiosi e di quelli che fanno cento domande. “Sono arrivate le pecore, ci sono le pecore” sta diventando un dato di fatto, una di quelle cose che accadono una volta all’anno, un fatto stagionale.

Un piccolo tratto di strada, prima di “scomparire” per qualche giorno nei boschi. Il sogno sarebbe avere spazi immensi dove il gregge non attraversa mai strade, dove non c’è mai da tirare una rete, ma purtroppo solo per pochi pastori c’è questa possibilità.

Si arriva in un prato circondato interamente dai boschi, residuo di tempi in cui qui sicuramente c’erano prati e coltivazioni. E’ a pochi passi da casa mia, per tutto l’inverno ci sono passata guardando quell’erba che nessuno pascolava… E invece alla fine anche quest’anno ecco un gregge che tiene vivo e pulito anche questo “angolo”.

Terminato di brucare, si scende e si pascola tutto il versante sotto la borgata. A questa stagione di erba ce n’è e, per la gente, è un problema tenerla indietro. E così avanza la stagione, è passata la Pasqua, si susseguono i giorni e il pastore quasi quotidianamente pensa a quanto manca per partire verso la montagna…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...