La battaglia delle reines a Favria

Domenica scorsa, a Favria (TO), si è tenuta la Fiera di Sant’Isidoro, con annessa rassegna zootecnica e battaglia delle Reines. Intorno alla manifestazione si era creato un clamore ben superiore al normale a causa di una manifestazione, organizzata on-line, da un gruppo di animalisti.

In tarda mattinata il clima era ancora rilassato e festoso, a parte il piccolo “esercito” qua e là tra la folla: uomini in divisa e non, inviati a far sì che la manifestazione si svolgesse regolarmente e non ci fossero incidenti.

Da una parte, i cosiddetti animalisti, avrebbero dovuto vedere certe cose… Se non fosse che quella gente non sa nemmeno cosa significhi voler bene agli animali. Questa è un’immagine animalista, il papà che abbevera le bovine e il bimbo che lo segue/aiuta. Gli animali sono tutto, meno che maltrattati… E una battaglia delle reines non è una corrida!

Appassionati ed organizzatori erano comunque preoccupati per ciò che poteva accadere. Nei giorni precedenti, sui social network, c’erano stati attacchi anche pesanti. Poco serviva spiegare con parole chiare e precise la realtà dei fatti, dall’altra parte prevaleva il fanatismo e le solite parole trite e ritrite, slogan urlati con grande ignoranza.

Al mattino, in quello che poi sarebbe diventato il campo di gara, si era tenuta la rassegna zootecnica, ma poco dopo mezzogiorno tutti gli animali in mostra erano stati riportati alle cascine. Un pausa, tutti a pranzo, poi alle 14 sarebbe iniziata la battaglia.

Le reines attendevano al loro posto, al mattino erano state pesate per stabilire le categorie in cui si sarebbero battute. Non mancava fieno, acqua, ed erano all’ombra.

Prima dell’inizio della battaglia, il Sindaco (speaker della manifestazione) invita tutti gli allevatori alla calma. Le forze dell’ordine hanno assicurato che i provocatori non sarebbero arrivati fino al campo di gara. Se però avesse dovuto succedere qualcosa, la parola d’ordine era quella di ignorare le offese, le provocazioni. Non bisognava farsi guastare la giornata di festa!

Ma cos’è una battaglia delle reines? E’ un giorno di festa in cui si incontrano allevatori e appassionati a vedere, in un campo di gara, ciò che gli animali fanno normalmente sui pascoli. Cioè si sfidano per stabilire la supremazia, decidere chi è la regina. Succede un po’ in tutte le mandrie, ma queste vacche, le castane, hanno una particolare attitudine a questo comportamento. Non è uno spettacolo cruento, come vedrete e… nel pubblico, trovate giovanissimi appassionati che discutono con competenza e parteggiano per questo o per quell’animale.

Lo “scontro” corpo a corpo è spesso preceduto da un lungo rituale, con gli animali che scavano nella terra, si strusciano e, intanto, si studiano. Niente viene indotto dall’uomo, l’unica cosa che si fa è mettere le due “contendenti” una accanto all’altra.

Il testa a testa dura più o meno tempo a seconda della differenza di forza degli animali. Più sono in parità, più il “combattimento” può durare a lungo, ma non si tratta di una lotta, piuttosto di una prova di resistenza.

Un po’ come giocare a braccio di ferro, tanto per capirci. Gli allevatori aspettano pazienti, molte volte comunque gli incontri sono durati solo pochi minuti. Appena una delle due cede o si gira, l’esito è deciso.

Quando le vacche si separano gli allevatori, affiancati dai giudici di gara, si affrettano a prenderle, mettere una cavezza e riportarle fuori. Non c’è assolutamente niente di cruento in nessun momento, i rischi maggiori sono forse sulla pelle degli uomini, dato che ogni tanto un animale particolarmente nervoso si fa rincorrere prima di essere preso e ricondotto fuori dal campo.

Gli animalisti, nei loro assurdi proclami usciti dopo la manifestazione, hanno parlato di scontri durati quaranta minuti (!!!) in cui gli animali venivano costantemente bastonati (sic!).  Questi animali, per i loro padroni, sono dei veri e proprio “gioielli”, coccolati e viziati più ancora che gli altri presenti in stalla.

In molti “scontri”, è stato maggiore il tempo in cui gli animali si studiavano, rispetto a quello della battaglia vera e propria. Queste mie parole però possono servire a chi ha voglia di informarsi, chi non sa cosa sia la battaglia delle reines, ma la mente sgombra da preconcetti. Purtroppo non tutti sono così, come si è visto e sentito.

Alla fine, per ogni categoria ci sono state le premiazioni. La foto di rito prevede tutta la famiglia riunita intorno alla regina e non mancano mai i bambini. Quella per gli animali è una passione che cresce con gli anni. Guardate quest’immagine e pensate a quelli che, qualche centinaia di metri più in là, scandivano i loro slogan “assassini, assassini”…

Per “dovere di cronaca”, sapendo comunque che i manifestanti erano stati isolati dalle forze dell’ordine, sono andata a vedere con i miei occhi cosa stava succedendo. Venivano gridati slogan triti e ritriti, c’erano striscioni inneggianti ad un futuro vegan e si insultava il lavoro degli allevatori. La gente guardava ed ascoltava incredula, molti scuotevano la testa, altri sogghignavano, ma per fortuna è prevalso il buonsenso e nessuno ha perso la calma (anche se le provocazioni erano davvero pensanti).

Questa “brava gente” è costata non poco alla società, visto cosa è stato fatto per evitare che andassero a turbare una bella giornata di festa. Sempre più si sta perdendo il contatto tra la vita reale e la vita quotidiana. Chissà di cosa vive questa gente… Ci fosse ancora mio nonno, sono sicura che direbbe che avrebbe fatto loro bene un po’ del campo di prigionia dove era stato rinchiuso lui ai tempi della guerra, dove i prigionieri correvano dietro alle formiche che portavano via le briciole del pane. Altro che insultare gli allevatori e augurare il fallimento di questo settore! Mi sta anche bene che ci sia chi fa la scelta di non mangiare carne, ma… come coltivi i campi? Solo concimi chimici? Perchè il miglior letame viene poi ancora dalle stalle…

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  1. Complimenti per l articolo bello emozionante ma soprattutto chiaro. Anche un ignorante lo capirebbe, ma esistono anche gli esaltati che purtroppo non vogliono nemmeno il dialogo. Grazie

  2. Questa è gente che vive perlopiù dietro ad un computer, ne conosco un paio che sono diventate così, leoni ad insultare ma che non si trovano nemmeno il culo con le mani! Ho una cugina che è diventata vegana, pronta ad augurare il peggio a chi mangia un uovo, e poi sfoggia stivaletti di vera pelle all’ultima moda!

  3. Io voglio dire solo una cosa su questi animalisti o presunti tali..:riuscirebbero a essere vegani in luoghi proibitivi?ovvero se vivessero al posto degli eschimesi?dei beduini?in Africa,sud America e molti altri posti poveri esistono i vegani??è una pagliacciata figlia del benessere occidentale…viziati e fanatici!

  4. animalisti che dovrebbero fare un paio d’ore il boscaiolo o il manovale, per vedere cosa mangiano dopo se vogliono stare in piedi!!!!!
    Forse è meglio che vadano a lavorare!!!!!

  5. sono un ambientalista,perchè vivo davvero in mezzo ai boschi a 900mt slm,sono un animalista perchè la stalla dei miei animali é attacata all abitazione e il pascolo davanti ,sono un po vegetariano e un po vegano perchè i miei animali se li mangiano i lupi i cani e le istituzioni,gli ortaggi l istrice i cinghiali ,i cervi ,daini , caprioli,e le istituzioni,e quindi mangio pasta e pelati del discount,beati quelli che hanno la disponibilità economica per scegliere cosa mangiare come curarsi e vivere,io non ho molta scelta ma so perfettamente chi sono i miei nemici e chi sono quelli che contribuiscono ad affamare e inquinare mezzo mondo,e se i vegani vanno a contestare le aziende multinazionali e gli allevamenti lager ci vado anchio,ma la festa delle regine non ha niente a che vedere con il resto,grazie marzia per il tuo continuo e impegnativo contributo per la conoscenza del mondo rurale,sei più efficace tu di tanti schiamazzi in certi casi sei piu deflagrante del tritolo,non fai vittime neanche per sbaglio durante il trasporto……..

  6. invece di perdere tempo a fare queste assurde manifestazioni, suggerisco a queste persone di usare la loro intelligenza (!!!!!) e di prodigare i loro sforzi per fornire cibo a chi ancora oggi muore di fame. Questo sarebbe molto più utile.

  7. E poi…cosa danno da mangiare ai loro cani i gatti da salotto?prodotti pieni di conservanti,di CARNE,UOVA e altre cose che non sono di certo biologiche,oppure il filetto di carne scelta..giusto per trattare meglio gli animali piuttosto che le persone…ma perché non si mangiano il miglio o qualche schifezza del genere loro e i loro viziati animali senza rompere le …..scatole agli altri????!!!

  8. Stando a quanto sentivo alla battaglia di Favria le signore che sono state tenute a distanza dalle forze dell’ordine qualcosa si sono perse. Un gruppetto di ragazze alle mie spalle durante la battaglia ammirava più i ragazzi che catturavano le reines dopo il combattimento che non la battaglia in sè. Cito testualmente ” ma guarda che muscoli hanno questi contadini, qui è meglio che incominciamo a frequentare le battaglie delle reines piuttosto che le palestre” (le foto pubblicate rendono l’idea). Alla fin fine qualcosa di positivo avrebbero potuto trovarlo !!!!!!!!

  9. Bellissimo articolo… e secondo me un pezzo del genere dovrebbe trovare spazio su un quotidiano, perchè allena le menti al confronto e al senso critico. Purtroppo però sui giornali hanno molto più spazio i vegani, con i loro diritti politicamente corretti nel nome dei quali possono insultare, provocare, e rifiutare ogni confronto. Per quanto riguarda le parole di tuo nonno non posso che essere daccordo, anche se sono sicuro che per raddrizzare certe schiene basterebbero 12 mesi negli alpini… e dopo una marcia di 6 ore con zaino affardellato ti assicuro che il loro problema del mangiare non è più il COSA ma il QUANTO!!!

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