Rientro in valle

Di greggi , in certe zone, ce n’è un’alta concentrazione. Grosse greggi vaganti che passano e vanno oltre, piccole greggi semi stanziali, greggi di varie dimensioni che fanno un po’ di pascolo vagante comprando l’erba dai contadini, ma senza spingersi a grandi distanze.

Sono andata a seguire il rientro in valle di una di queste greggi. L’erba in pianura era finita, così i pastori riportano il gregge a casa, dove starà in stalla a mangiare fieno fin quando la primavera non arriverà davvero. Sul calendario era appena iniziata, ma quel giorno il cielo era in battaglia, con nuvole e poco sole, aria non ancora tiepida.

Raccolte le reti e caricati alcuni animali non in grado di seguire il gregge per tutto il cammino, si può partire. Il giorno prima i pastori avevano affrontato la prima tappa, quel giorno si sarebbe arrivati a destinazione. Entrambi i pastori hanno altri animali a casa, così si parte quando tutti gli altri lavori sono stati portati a termine. Ci sarà da camminare per tutto il pomeriggio.

Per quanto possibile, si cerca di evitare le strade trafficate, muovendosi tra strade secondarie sui versanti della valle, anche se questo comporta numerosi saliscendi, allungando sicuramente il tragitto.

Ad un certo punto occorre fare una tappa in una stoppia di mais, non tanto per pascolare, quanto per evitare di incrociare il cammino con un altro pastore che sta spostando il suo gregge proprio in contemporanea al passaggio di questi animali. In questa valle la zootecnia è ancora molto praticata, anche dai giovani, come i protagonisti di questa transumanza.

Si continua a risalire la vallata facendo degli zig-zag tra i centri abitati, rimandando il più possibile la “discesa” sulla strada principale. Da queste parti comunque non è inusuale veder passare transumanze. Non manca poi così tanto al giorno in cui si metteranno tutti in cammino verso i pascoli di mezza quota e poi per l’alpeggio.

Quello che non può essere evitato è Torre Pellice, se ci si trova da questa parte del fiume. In qualsiasi giorno, a qualsiasi ora, basta poco per far sì che si formi la coda di macchine in entrambi i sensi. Alcuni automobilisti salutano, sono amici e conoscenti dei pastori, ma altri sgommano via quando ancora ci sono i cani e gli agnelli nella strada.

Purtroppo il tratto di strada da percorrere è abbastanza lungo. Il gregge non è immenso, ma chi è in coda alle spalle deve avere pazienza. Bisogna superare tutto il centro prima di poter svoltare nuovamente su vie secondarie. Ci sarebbe stata un’alternativa, ma i pastori mi spiegano che avrebbe comportato un giro troppo lungo.

Sono i pastori i primi ad essere sollevati quando possono deviare. Il percorso prosegue lungo strade asfaltate, ma sono vie secondarie dove il gregge non sembra infastidire nessuno. Anzi, quasi tutti quelli che incontriamo scambiano dei saluti con chi sta accompagnando la transumanza.

In un incrocio, i pastori fanno fermare il gregge. Ci sono delle pecore da dividere, sono state con quelle dei pastori fino ad ora, una guardia lunga che si è protratta ben oltre la stagione d’alpe. I padroni le cercano tra il gregge, completata la divisione, si può ripartire.

Ancora un po’ di cammino e poi è di nuovo ora di dividere pecore. I due soci “dell’inverno” terminano la loro avventura. Per l’estate, ciascuno salirà su di un diverso alpeggio. Paolo si ferma alla stalla con le sue Roaschine, Ivan risale ancora un tratto di vallata insieme alle sue Biellesi. Essendo di razze diverse, è facile individuare gli animali, un po’ meno semplice convincerli ad entrare nella stalla.

Il gregge si è rimpicciolito, si continua il cammino senza grosse difficoltà. Si sale ancora, poi la strada prosegue a mezza costa, quasi in piano, per poi ridiscendere. La primavera quassù non è ancora arrivata, l’abito è ancora abbastanza invernale, poco verde, molti colori scuri.

Si scende verso il fondovalle attraversando borgate e facendo abbaiare tutti i cani dietro ai cancelli. Si è fatto tardi, il pomeriggio avanza, non hanno ancora cambiato l’ora e la sera non tarderà ad arrivare. Ormai però il gregge è quasi a destinazione.

C’è ancora un breve tratto di strada da percorrere, ma si è già in alta valle. Durante la settimana non ci sono turisti, specie a quest’ora e in una giornata come questa, quindi chi passa dovrebbe essere abbastanza abituato a vedere greggi o mandrie che si spostano.

Villar Pellice è lì sullo sfondo, ma il gregge si ferma prima. Il pastore chiama le pecore giù per una stretta stradina che scende verso il torrente. Ormai il cammino è quasi concluso. E’ chiaro però che, per qualche tempo, le pecore non pascoleranno ancora all’aperto.

Salutiamo Ivan mentre il gregge passa il torrente, per fortuna con non troppa acqua. Queste pecore nei prossimi giorni dovranno anche essere tosate, poi… Si aspetterà che la primavera risalga la valle, che spunti l’erba, che si possa andare al pascolo. Le montagne sono ancora innevate, ma tra meno di due mesi inizieranno a passare le transumanze verso gli alpeggi più bassi…

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