Sempre peggio

Fiere e mostre zootecniche sono, da sempre, un’occasione per chi fa il mestiere dell’allevatore, per concedersi una giornata durante la quale stare in compagnia, confrontarsi con i colleghi, avere l’occasione per vedere animali, attrezzature, concludere affari… Sappiamo cosa vuol dire fare l’allevatore, quali orari e quali “sacrifici” comporta. Ritagliarsi una giornata o anche solo poche ore per andare alla fiera non è facile. Sono tempi difficili, questi. Spese molte, valore dei tuoi prodotti, poco. Il nervosismo serpeggia per le difficoltà nel tirare avanti. Uno vorrebbe un minimo tirare il fiato e godersi un giorno di festa, e invece…


Guardate questo video pubblicato da un qualche gruppo vegano. Riguarda la recente fiera svoltasi a Carmagnola (TO) lo scorso fine settimana, in cui degli attivisti hanno pesantemente disturbato lo svolgersi della manifestazione. Queste le loro spiegazioni sulla pagina facebook “Fronte animalista” da cui lanciano i loro proclami: “Abbiamo messo in atto varie azioni di protesta e di disturbo del “lavoro” degli allevatori, che in tutta tranquillità all’interno dei capannoni caricavano a suon di bastonate i bovini sui camion e li lasciavano ammassati per più di un’ora nel terrore e nella scomodità assoluta. Tutti quanti abbiamo visto gli occhi di quei poveri animali… evidentemente i loro aguzzini sono totalmente impenetrabili a questi sguardi di dolore. Nel frattempo alcuni volontari M.e.t.a. sono entrati nel capannone che ospitava gli animali per controllare eventuali irregolarità e ovviamente ne sono state riscontrate parecchie, tempestivo l’intervento dei veterinari che hanno provveduto a sistemare la situazione. Chiaramente grazie alla nostra protesta la tensione all’interno della fiera si è alzata: gli allevatori hanno cercato lo scontro e noi non ci siamo tirati indietro nell’esprimere a quella gente tutto la nostra indignazione. Carmagnola, ti abbiamo dimostrato che finchè ospiterai certe iniziative non c’è proprio nulla da festeggiare: noi vediamo quegli animali per quello che sono, ovvero degli schiavi condannati a morte senza aver commesso nessuna colpa. L’unico e solo colpevole è l’egoismo umano, la sete di soldi, la gola ed il muro di indifferenza e menefreghismo di ciascuno di noi.

Tutto ciò è vergognoso. Questa gente non capisce nulla di allevamento (d’altra parte non lo considerano nemmeno un lavoro, a leggere le loro parole), non sanno cosa sia la passione e come gli allevatori abbiano cura dei loro animali. Se vi sono singoli casi negativi e irregolarità, esiste chi di dovere per far rispettare la legge. Che gli allevatori abbiano “cercato lo scontro”… mi fa un po’ ridere. Cosa farebbe chiunque di noi di fronte agli insulti di questi personaggi? Se questi attivisti avessero semplicemente messo un banchetto e fatto informazione, non ci sarebbe stata tensione. Potevano… che so, offrire cibo vegano. Non sarebbe stata un’idea migliore? Ma dal tono delle loro parole e dall’atteggiamento in generale di queste persone (non dico di tutti coloro che fanno una scelta alimentare di un certo tipo, ma di chi, con fanatismo, segue una causa in modo dogmatico, senza ragionare affatto), solitamente lo scontro le cercano proprio loro.

Vai a spiegare ad un’animalista perchè questa capra, qui fotografata mentre allatta i suoi due capretti, è legata. “Se non le lego tutte subito appena entrano, si ammazzano! Con quelle corna si ammazzano proprio! Devo metterle il più lontano possibile una dall’altra. Per quello non ne tengo di più… Sono fatte così, è carattere loro.” All’aperto l’animalista protesta per le povere bestie all’aria ed alla pioggia, in stalla legate per carità… Ovviamente secondo queste persone non bisogna allevare e basta.

Ma nessun animalista può immaginare quanti sforzi e sacrifici ha compiuto il pastore per salvare ogni singolo capretto, quanto tempo ha dedicato loro, quanto soffriva nel vederli stare male. Avessero sentito la sua voce gioiosa quando mi ha telefonato, passato il periodo critico, per dirmi che erano tutti vivi, che era riuscito a guarirli dalla diarrea e dagli altri problemi da cui erano afflitti. Questo è l’allevamento e allevare vuol dire amare i tuoi animali. Poi verrà il momento che te ne separi, che li vendi o che li porti al macello. Ma è la vita, è la natura, così come il predatore insegue e uccide la preda. L’uomo, anch’esso animale, non uccide con tutte le sofferenze che il gatto infligge al topo, per nutrirsi. Ha messo a punto meccanismi e regole di tipo sanitario ed etico per la macellazione.

Non so se mi cascano più le braccia o piuttosto mi innervosisco nel veder circolare le prime immagini con i soliti proclami in occasione della Pasqua. Quanta ipocrisia… Anche chi mangia il panino al prosciutto, diventa animalista di fronte all’agnello o al capretto cucinato per Pasqua. La mia idea la sapete, mangiate questa carne tutto l’anno e non solo a Pasqua e Natale!! Evito ulteriori parole verso chi sposa queste campagne senza capire niente di allevamento, ho già detto tanto in passato anche su questo blog. Ribadisco ancora una volta il mio punto di vista: mangiate meno carne, ma mangiatela buona, allevata in modo sostenibile, allevata in Italia. Come ha scritto ieri una ragazza su facebook (e la foto è già stata condivisa centinaia e centinaia di volte): “A Pasqua salva un pastore… mangia un agnello“. O un capretto. O un agnellone, o un castrato…

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  1. Sono sempre più convinto che tra i cosiddetti “vegani” (da non confondere con i vegetariani) sia insita una profonda ideologia fascista, perchè vogliono imporre con la violenza e le menzogne il proprio stile di vita. Considero “violenza” urlare e insultare durante una fiera agricola contro coloro che di mestiere fanno l’allevatore, raccontare menzogne attraverso i media, da FB a YouTube, e considerare le persone che mangiano carne come reietti e dei sadici. E’ pur vero che durante le fiere si vedono allevatori trattare duramente le loro bestie, soprattutto le vacche, costrette a stare ore in piedi e strettamente legate con poca acqua a loro disposizione. Questo lo visto con i miei occhi alla fiera dei Santi di Luserna San Giovanni, ma bisogna anche comprenderne le ragioni e intervenire, se necessario, in maniera civile. Questo i vegani non lo fanno. Urlano e strepitano come ossessi in nome di un ideologia, di una idea settaria e per questo pericolosa. Si sono mai posti la domanda che fine faranno pecore, capre, vacche, conigli eccetera se l’uomo smette di allevarli? Liberiamo tutti in un bosco? Nelle città? Li trasformiamo in dei, come in India, lasciandoli liberi di pascolare nelle aiuole cittadine? Il fine che i vegani vogliono perpetuare è la scomparsa dalla faccia della terra di questi animali. Sono perfettamente d’accordo con quanto scritto da Marzia, soprattutto quando parla dell’affetto che i pastori provano verso i loro animali e l’impegno che ci mettono per trattarli al meglio. Diffondete questo post sui vostri profili FB e dove potete, perchè bisogna mettere fine a questa arroganza vegana!

  2. nell alimentazione vegana non ci sono prodotti che derivano da materie prime animali,però ci stanno tutti i derivati della soya(tra i primi ogm)che per essere prodotta paghiamo un prezzo ambientale non da poco.,e ci stanno anche prodotti ortofrutticoli prodotti in serra e nelle campagne che devono essere raccolti e trattatti da donne e uomini schiavizzati ,ma li i vegani non si sono mai visti,e forse neanche a contestare l expò…….

  3. Per non parlare dei prati e pascoli che senza animali non esisterebbero… addio farfalle pure. C’è un legame forte tra paesaggio e animale – il pensiero fondamentalista vegano è un tipico frutto di romanticismo di città secondo me.
    E va di moda sempre di più, nella stessa misura come ci si allontana dalla natura.

  4. Secondo me stanno veramente esagerando con queste manie, mangiando prodotti vegetali non si sfruttano i terreni con tutti i concimi chimici pesticidi ecc, che vengono usati? E non mi dicano che sono biologici perchè sfido chiunque a dirmi cosa è biologico al giorno d’oggi! Proprio in questi giorni hanno detto che in Trentino vengono usati 40 kg di prodotti chimici per trattare i meleti contro i 9 kg nazionali…..mele biologiche…..
    E allora lasciamo che anche gli allevatori facciano il loro lavoro, gli animali ci sono sempre stati non è che non mangiandone miglioriamo il mondo anzi…queste persone non sanno proprio cosa fare si direbbe.
    Adriana

  5. Io c’ero li ho visti questi contestatori “pacifici” del terzo millennio: avevano le mani verniciate di rosso e ripetevano allevatori assassini. Avevano anche bloccato un ingresso dell’area con gli animali. Poi però se li guardi bene, vedi i soliti comportamenti dell’area antagonista, le stesse persone che quando c’è un motivo per scendere in piazza e fare casino sono sempre in prima fila. Posso confermare comunque che per tutto il tempo che ho trascorso nell’area con gli animali non ho visto nessun allevatore (erano centinaia!!!) provocare o fomentare scontri con questi personaggi (che erano poi soltanto una decina!!!).

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