Un libro da leggere

Ho parecchi libri da recensire sul blog. Ogni tanto qualcuno mi scrive chiedendomi consigli o suggerimenti per leggere testi che parlino di pastorizia. Quello di cui sto per parlare è sicuramente uno che potrebbe piacere molto agli appassionati di questo sito. Temo però che sia un testo di non facile reperibilità.

Nel mio caso è stato il graditissimo dono di un amico. “La stagione dei castrati” di Luigi Marioli, Valgrigna Edizioni, 2013. Si tratta di un romanzo, una storia di fantasia, ma che, man mano che la leggiamo, possiamo immaginare reale. Come potrete intuire dal titolo e dalla copertina, si parla di pastorizia, una pastorizia dei tempi andati e che già allora necessitava di trasformazioni per adattarsi al mondo che stava rapidamente cambiando.

Un pastore particolarmente illuminato, figlio di pastori, che diventa un vero e proprio manager, pensando a quello che oggi tanto viene ripetuto sulla valorizzazione dei prodotti in tempi in cui questi concetti non erano ancora nemmeno stati inventati. “Ma la mente del tacolèr non si soffermò troppo a lungo a guardare il macello. Egli vedeva già la rivincita sull’inesorabile sconfitta del mondo pastorale.” Gli anni della prima guerra mondiale, il dopoguerra, la politica e storie d’amore sono lo sfondo di questo romanzo.

Soprattutto però c’è una profonda conoscenza del mondo della pastorizia, dall’alpe alla transumanza alla pianura del pascolo vagante, delle emozioni che si vivono quando si ha la passione, la malattia per le pecore. Ho letto il libro di un fiato, nonostante le sue oltre 300 pagine, vivendo intensamente alcuni momenti, di cui potevo riconoscere gli odori, le luci, l’umidità, il freddo, le sensazioni “…strinse con forza la capezza, guardando la luna striscia bianca del gregge che procedeva sulla strada e lo sentì come fosse suo.” Mi sono commossa, sono arrivata all’ultima pagina con un groppo in gola denso come quella nebbia, la sighéra, che avvolgeva il gregge nella pianura…

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  1. L’ho letto, bel libro! Forse già sai che l’autore per raccogliere i dati necessari e capire veramente com’era la vita dei pastori di un tempo si è documentato dal nostro comune amico Tino Ziliani.

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