Dietro la facciata idilliaca

Quando parlo della realtà degli alpeggi al di fuori del contesto o accademico, o degli amici che questo mondo lo praticano in prima persona, vedo come ci sia un’ignoranza generalizzata sulla maggior parte degli aspetti che la riguardano. Sia che si tratti delle normali dinamiche di vita/lavoro delle persone che salgono con i loro animali, sia per tutti quelli che sono gli aspetti “tecnici” che regolano questo mondo.

Cosa c’è dietro alla bellezza, alla serenità, al senso di comunione con gli animali e la montagna? Certo, c’è il duro lavoro, ci sono i prodotti caseari di pregio, c’è la passione delle persone che portano avanti questo mestiere, ci sono sacrifici, fatica, orari che vanno ben oltre le otto ore, ma anche alle 12, spesso. Ci sono le famiglie a volte divise dal lavoro e dalle necessità, ma ci sono anche bambini che crescono felici, imparando un mestiere quasi giocando.

E poi ci sono le questioni più complesse, che sembrano non avere nulla a che vedere con questi spazi e con un mestiere così antico. Quando dico: “Ricordatevi che questo è un luogo di lavoro, qui siete ospiti, c’è gente che paga un affitto per usufruire dei pascoli“, sembrano concetti troppo astratti per chi in montagna va solo a fare le gite. In questi ultimi vent’anni poi gli affitti sono aumentati in modo spropositato.

Leggete per esempio il bando per l’affitto delle alpi del Comune di Acceglio (Valle Maira, CN). Mi dite voi quale pastore, quale margaro può spendere quelle cifre? Importi di base d’asta di 30.000 euro all’anno, o addirittura 95.000 €/anno per il “famoso” alpeggio di Traversiera. Perchè tutto questo? Di certo non perchè lassù gli animali facciano delle tome d’oro, anzi… Mi sa che addirittura non si caseifichi nemmeno, su quegli alpeggi. La motivazione sta nei contributi, i maledetti contributi che dovrebbero aiutare e invece in questi anni hanno anche causato molti problemi agli allevatori tradizionali.

Ne abbiamo già parlato più e più volte, delle famigerate speculazioni sui pascoli, concetti che hanno ben poco a che vedere con Heidi e la montagna, ma molto di più con la politica e l’economia “sporca”. Sono state fatte leggi che, o per ignoranza del legislatore, o per… chissà, favorire qualcuno, si sono prestate a vere e proprie porcherie, con centinaia di miglia di euro che finivano nelle tasche di chi in alpeggio ci saliva solo sulla carta. Ci sono state proteste, inchieste, poi è di questi giorni una sentenza che forse cambierà le cose.

Infatti è stato stabilito che il pascolamento ad opera di terzi sia illegittimo. Nei regolamenti degli affitti degli alpeggi comunali questo è già stato inserito, ma… In molti sorgono spontanee alcune domande. Cosa succederà a chi, rimasto senza alpeggio, ha dovuto passare sotto al sistema degli speculatori, monticando appunto per conto di terzi? E… quasi stratagemmi studieranno per bypassare la normativa? Altro che idilliaco mondo di Heidi…

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  1. Grazie per portare alla luce uno spaccato e mille questioni di cui chi non è addetto ai lavori è all’oscuro. Speriamo che davvero si apra uno spiraglio per chi lavora faticosamente e onestamente.

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