Appuntamento in Lombardia e foto

Rientrata dalla mia breve trasferta oltreconfine, di cui vi parlerò per più “puntate” qui sul blog, oggi vi annuncio un paio di eventi per il fine settimana in Lombardia e condivido le foto di un amico.

Innanzitutto, vi comunico che questo venerdì, 6 febbraio 2015, presenterò il mio libro fotografico “Pascolo vagante 2004-2014” a Cologne (BS), ore 21:00, presso la Cascina Ponte di Via Peschiera 1. Vi aspetto numerosi per vedere insieme le immagini e chiacchierare di pastorizia.

Nel fine settimana invece sarò ad Ardesio (BG), per l’annuale Fiera delle Capre e dell’Asinello. Qui l’intero programma della manifestazione della domenica, ma anche il convegno del sabato sera “Vivere in montagna: Protagonisti!”. Il libro “Pascolo vagante 2004-2014” sarà in vendita durante la fiera, cercatemi tra le bancarelle!

Adesso invece andiamo indietro nel tempo (o avanti con la fantasia!). Immagini estive, mese di agosto sotto le Pale di San Martino. L’amico Leopoldo mi ha mandato decine di foto, che smaltirò pian piano, come sempre, intervallandole ai miei post. Il gregge è quello di Fabio Zwerger.

Con queste belle immagini di montagna e di greggi, vi invito a tornare su queste pagine per conoscere insieme a me una realtà che sono andata a scoprire nei giorni scorsi. Grazie ancora a Leopoldo Marcolongo per gli scatti, sempre affascinanti, che ha piacere di condividere con gli amici del blog.

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  1. vabbè che l’abito non fa il monaco e neanche l’aspetto ma più che un pastore il ragazzo sembra un disadattato.
    Uno guardando la foto pensa che tutti i pastori siano sporchi puzzolenti mal vestiti e trasandati come quel poveretto.
    invece alcuni pastori e vorrei che si sapesse si vestono bene ,si lavano tutti i giorni e tengono alla cura dell’aspetto.
    Non e giusto che certi personaggi allergici all’acqua girino vestiti da pezzenti perché la gente li vede e giudica tutti come lui.
    io quando sono in giro con gli animali e dico che faccio il pastore la gente non mi crede,alcune volte mi si sono avvicinati per annusarmi e poi non mi credevano.
    a volte vado a chiedere dei pascoli che ad altri pastori non vengono concessi ,e con il giusto abbigliamento e gentilezza me li danno.
    Non è la prima volta che mi metto la cravatta per chiedere al conte ,marchese o all’industrialotto di turno i terreni da pascolare ma agli altri neanche concedono il colloquio ed invece io ci vado pure a pranzo ,offerto da loro per avergli pulito i terreni.
    scusate lo sfogo ma non mi piace identificarmi in simili personaggi trasandati ed in molti casi beoni.

  2. io ho conosciuto il ragazzo in questione la scorsa estate a san martino di castrozza. avere i capelli lunghi e/o la barba non vuol dire essere un ubriacone o un disadattato.
    anch’io quando lavoravo quotidianamente con le pecore non avevo i pantaloni immacolati, anche se ogni sera mi facevo la doccia. quando sei in mezzo al fango ed agli animali tutto il giorno, se il lavoro lo fai, non puoi essere pulito, così come non lo è un meccanico o un imbianchino. che senso ha cambiarsi tutti i giorni?
    la foto è stata scattata in montagna, non so come sia la baita dove vive d’estate quel ragazzo, magari non c’è il bagno e la doccia, di sicuro non c’è la lavatrice.
    un conto è andare sporco e puzzolente ad una cena, un conto è fare il pastore in mezzo alle pecore

    • il ragazzo lo conosco bene ancora prima che iniziasse ad andare con le pecore e quando si lavoro esiste la tuta da lavoro,serve rispetto per la gente ed anche quando piove o cè fango ed hai finito togli la tuta e se devi magare entrare in un bar per un caffe caldo oppure in casa di qualche contadino sei pulito e con puzzi .
      il fatto è che i pastori improvvisati e della domenica sono orgogliosi di andare ingiro in malomodo perché si sentono dei veri macho.

  3. Se posso rispondere a questa persona (Mirco)
    Mi dispiace che lei la pensi così, io rispetto le sue idee, ma non può giudicare una persona da una foto, se lei si fa vedere solo dal bell’aspetto non è detto che sia una persona bella dentro, non si giudica una persona dall’aspetto esteriore; lo sporco nella vita è ben altro e non quello dei vestiti! Una persona non dovrebbe essere giudicata dalla comunità solo se è vestita in giacca e cravatta! Fabio il suo lavoro lo fa costantemente,giorno e notte è sempre li in mezzo alle sue pecore senza mai andare a casa e sfido lei che dopo giorni sotto la pioggia sia sempre impeccabile nell’abito e nella presenza.(c’è qualcosa che non mi torna….)
    Non so come possa aver fatto ad annusarlo dalla foto!
    A me non interessa se quando torno al lavoro dopo essere andata a trovarlo qualcuno mi dice che ho le scarpe che sanno puzza, per me non è puzza! La puzza è quella che ha la gente sotto il naso per gelosia, per invidia, per non sapere veramente apprezzare la vita e al natura per quello che ci da!
    Le posso assicurare che Fabio ha molte più corteggiatrici di lei! Molte amiche mi hanno scritto per conoscerlo!
    Fabio non è per niente un disadattato, e non si permetta più di giudicarlo come un “poveretto” . Poveretto è colui che non ha sentimento e che non sa vivere a pieno la vita perché non ne ha le capacità.
    Le auguro di poter iniziare a vivere veramente a pieno la sua vita e a vedere la natura intorno a lei veramente. Lei si fa troppe paure rispetto al giudizio degli altri, per quello giudica così.

  4. Senti anonimo “mirco”, adesso hai stancato!
    Le foto le ho fatte io perché conosco Fabio. Fabio è un ragazzo solare e sincero.
    Sei tu che hai qualche problema. Perché non ti firmi con il tuo nome e cognome anziché nasconderti dietro un pseudonimo? Hai paura di metterci la faccia?
    Sei solo un vigliacco e non sei neanche spiritoso.

  5. Casualmente ho avuto modo di vedere e leggere questi commenti, e devo dire che di primo acchito essendo anche zio del Fabio, mi sarebbe venuto da rispondere in malo modo al quel “signore” che esprime tali commenti, senza avere il coraggio di firmarsi peraltro. Poi però ragionando penso sia meglio lasciar perdere. Credo invece che si debba innanzi tutto rispettare le scelte delle persone a prescindere dall’aspetto e dal modo di vestire. Questi, assieme alla buona educazione sono quegli insegnamenti che noi come famiglia di Fabio abbiamo sempre cercato di insegnarli. E sono sicuro che queste regole sa rispettarle e metterle in pratica. Per lui sarebbe stato molto più semplice e facile lavorare in Val di Fiemme, non ci sarebbe stato nessun problema, però ha fatto una scelta diversa e questa va rispettata.
    Giovanni Zanon

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