Nella speranza che cambi qualcosa, ma…

Non ho proprio più voglia di dover sempre parlare delle stesse cose, però mi hanno per l’ennesima volta tirata in ballo e allora riflettiamo ancora una volta sul “problema lupo” & C. Tra le altre cose sono stata stimolata ieri dall’incontro con alcuni allevatori francesi, poi successivamente da una chiacchierata con un amico pastore “nostrano”. Da una parte, è interessante toccare con mano altre realtà, nel senso che qui ci sembra che appena oltre il confine tutto funzioni meglio che non in Italia, mentre a sentir parlare loro, i problemi sono esattamente i medesimi, in tutte le varie sfumature.

Era da qualche tempo che tenevo da parte il numero 88 di Alpidoc, dove tra l’altro compariva anche una mia breve riflessione estratta da questo blog. C’erano però anche due riquadri, con le impressioni di chi la montagna la vede sotto un altro punto di vista. Qui leggiamo l’esperienza di un escursionista incappato in un maremmano a guardia di una mandria di vacche. Che dire? Con le pecore solitamente, oltre ai cani da guardiania, c’è anche il pastore. Con i bovini no. Sono adatti questi cani a sorvegliare i bovini? Ho sentito alcune esperienze positive a riguardo, ma sicuramente “c’è da lavorare” per gli esperti e per gli allevatori. Ma servirebbe sicuramente un servizio di assistenza tecnica efficace e capillare per seguire l’inserimento ed il funzionamento dei cani da guardiania. Lo so che è un costo, ma se si vuole il lupo… occorre fare di tutto per tutelare gli allevatori, prima di tutto!

Sempre nello stesso articolo, mi ha indignata e non poco la riflessione (ahimè anonima) di questo gestore di rifugio. Che ci siano stati incidenti è appurato. Responsabilità di singoli cani e di singoli allevatori che li gestiscono male? Probabile. Poi molte volte ho osservato comunque un comportamento fortemente scorretto da parte dei turisti. Ma arrivare a parlare di cani che formano branchi e si inselvatichiscono secondo me è assurdo ed esagerato. Inoltre contribuisce a creare panico, per non parlare di quando si dice che questi cani non vengono nutriti. Io potrei raccontarvi un episodio in cui, in cima ad una montagna, un cane di un escursionista ha rubato da uno zaino del cibo. E non era un cane non nutrito…

Al gestore di rifugio (sapessi chi è!) vorrei raccontare un episodio che ho vissuto in prima persona. Salivo verso il Rifugio Garelli in Valle Pesio, sono stata superata da uno sportivo che si allenava di corsa. Non avevo incontrato i famigerati cani da guardiania, il gregge aveva abbandonato il vallone, ma poco dopo, quasi in vista del rifugio, vedo il ragazzo che torna indietro. Mi dice che non può raggiungere il rifugio, e quindi scendere dall’altro sentiero, perchè ci sono due cani che non lo lasciano passare. Lo accompagno e scopriamo che sono semplicemente i cani del gestore. E’ vero, abbaiavano… Io, che non ho paura, li ho chiamati fischiando e mi sono venuti incontro scodinzolando. Poco dopo è uscito il gestore ed ha rassicurato il ragazzo, che comunque continuava ad essere teso e preoccupato. Non erano cani dei pastori, eppure questo rifugio stava per perdere un cliente…

Di cani da guardiania ormai ce ne sono tantissimi. Ogni gregge ha i suoi fedeli accompagnatori che, estate ed inverno, lo seguono al pascolo e negli spostamenti. In questi dieci e più anni che ho trascorso tra i pastori, solo una volta ho avuto dei problemi con un cane da guardiania, un soggetto con problemi comportamentali che infatti non è più stato possibile impiegare in alpeggio. In questi ultimi tempi ho anche fatto visita a diversi greggi con il mio cane e, con un corretto avvicinamento, non è successo nulla.

Alcuni amici mi hanno segnalato con un certo fastidio questa iniziava che si inserisce nel progetto Wolfalps. Anche loro hanno cani da guardiania, ma non sono stati coinvolti. Mi dicono che non è la mancata convocazione ad infastidirli, ma il metodo. Perchè dividere i pastori tra “buoni e cattivi”? Non sarebbe meglio far sì che tutti ricevano dei cani adatti? Se poi pensiamo che certe greggi grosse hanno 7-8 cani a difesa degli animali, dare le crocchette a 150 equivale a ben poca cosa. Mi potrete dire che “è meglio di niente”, ma secondo me sarebbe stato meglio trovare cani ben addestrati da sostituire quelli in cui si sono verificate situazioni problematiche.

Sempre parlando di cani, ritengo sia indispensabile fare una corretta informazione a riguardo, ribattendo puntualmente a personaggi tipo il gestore di rifugio di cui sopra e iniziando a formare anche il turista. Vi rimando a questo post pubblicato qualche tempo fa, in cui potete anche vedere l’ottimo video realizzato in Svizzera. Non sono cani aggressivi “a priori”. Ovviamente fanno il loro lavoro di difesa, per cui sono stati educati da generazioni. Altrimenti… vedete quanto sono docili e affettuosi?

Per quello che riguarda i pastori, poco per volta anche qui, dove si era persa l’abitudine ad impiegare cani da guardiania, tutti se ne stanno dotando, anche se c’è chi compie degli errori nella loro educazione e gestione. Ribadisco pertanto l’esigenza di assistenza in tal senso. Leggendo commenti su facebook ad attacchi accaduti in varie parti d’Italia, c’è sempre qualcuno dal Centro-Sud che commenta: “Avete dei cani che non valgono nulla, altrimenti non avreste problemi.” Mi spiace vedere questi comportamenti di superiorità tra colleghi, sarebbe preferibile una migliore collaborazione. Suggerimenti e consigli, invece che critiche e infiniti sproloqui sulle caratteristiche della razza, diatribe su “maremmano” e “abruzzese”. Io cercherei di capire meglio il problema, secondo me molto legato alle caratteristiche del territorio (Alpi e Appennini sono diversi), alla composizione del gregge. Poi ogni caso andrebbe analizzato in tutte le sue componenti, non è solo una questione di cani!

E cosa dirà chi incontrerà altre razze di cani da guardiania, di taglia ancora maggiore? A prescindere dalla razza, turisti o non turisti, non si può pretendere che i pastori non li abbiano a protezione dei loro animali. L’ho già detto e scritto più volte: così come il pastore deve accettare il lupo (con tutti i relativi disagi, costi e danni), così i turisti devono accettare i cani, che in fondo sono un problema risolvibile ben più facilmente, con la giusta educazione e formazione di ambo le parti.

Permettetemi ancora un paio di riflessioni, maturate in tutti questi anni. Il “lupo” è un fenomeno complesso, dalle mille sfaccettature. Un danno grave per alcuni, un business per altri. Un fattore politico, addirittura. Una risorsa, un’occasione mancata. A chi mi chiede che soluzione propongo io, con l’esperienza che mi sono fatta, posso dirvi questo. Da una parte hanno sbagliato i pastori, dovevano puntare di più i piedi, essere più saggi e lungimiranti. Nel mondo in cui viviamo purtroppo contano di più quelli che parlano di animali e di ambiente dalle scrivanie d’ufficio, piuttosto che chi l’ambiente lo vive 365 giorni all’anno. Dobbiamo tenerci il lupo? E allora fate in modo che possiamo vivere meglio laddove ci tocca restare per sorvegliare il nostro gregge. Le baite, pretendiamo le baite! E’ stato fatto qualcosa in tal senso? No. Un po’ di reti, qualche cane, qualche sacco di crocchette…

E’ più facile, è più semplice e, soprattutto, è meglio far sì che i pastori siano divisi al loro interno, farli passare per ignoranti, “cattivi” sterminatori di lupi. Oltre quindi ai sostegni concreti per la pastorizia (in Francia si riceve un tanto a capo, in modo che l’allevatore possa stipendiare un aiuto pastore, tanto per dire), io ritengo che, allo stato attuale, dato il numero di attacchi e di avvistamenti, bisogna consentire ai pastori di difendere attivamente il proprio gregge. Difficilmente questo porterà alla morte di molti lupi, ma avrà due utili conseguenze. Diminuirà l’impiego di altri metodi (tipo il veleno, pericoloso per tutti gli animali) e contribuirà a far sì che un animale intelligente come il lupo capisca dov’è meglio andare a mangiare. Se non ti brucia la coda quando predi un capriolo, ma senti fischiare la pallottola quando attacchi una pecora, la lezione la impari.

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  1. …pensa che in abruzzo mi sono coccolata 6 splendidi pastori abruzzesi davanti alla funivia di assergi…vivenano fuori liberi, e si sono avvicinati scondinzolando…a un certo punto ero accerchiata…e tutti che volevano carezze!:P
    sono grossi…ma bellissimi e intelligentissimi!!!!
    lo sportivo che ha paura che hai indicato su…che resti a correre nei parchi in città!

  2. visto che citi la francia …….in francia ci sono i cartelli per avvertire la presenza dei cani ma sopra al cartello prima di qualsiasi citazione ,in grande compare la scritta patrimonio rurale ,si perche’ per loro tutto e’ da salvaquardare il lupo come il pastore e le pecore ,le malghe ,i sentieri i formaggi ……………………………………..e il turista si deve adeguare nel modo piu’ assoluto a questo…ma siamo in francia altra storia…….
    il gestore del rifugio dovrebbe essere contento per molti motivi della presenza dei cani se capisse che gli fanno una selezione naturale della clientela si perche’ quelli che si lamentano sono gli stessi che salendo al rifugio poi cercheranno il servizio in camera o il risotto al tartufo e poi vanno al bagno e buttano gli assorbenti in bagno scusate la volgarita’ ma lo sapete bene anche voi che ormai anche il mondo dell escursionismo e’ in piena evo…involuzione mio dio….
    io ho dei pastori abruzzesi e per il quieto vivere in giorni di festa e di sole lo chiudo per evitare inutili discussioni e grazie a dio siamo fuori dalle grandi rotte turistiche
    e probabilmente tra qualche tempo quando anche gli ultima lasceranno oltre i cartelli esplecativi aricchiranno il sentiri con dei pelusch di maremmano e fantocci di pastore per spiegare come si faceva a vivere in montagna e sti ultimi sono ancora li a scassare .
    pensate che tempo fa e’ arrivato un fotografo che scrive libri su paesi abbandonati e vanno alla grande di sti tempi ed era veramente ingustito del fatto che qualcuno vivesse li non ci voleva credere e insisteva ma da quando ma perche’ ..come e’ possibile ..e avanti finche’ si capisce che aveva gia’ scritto tutto il testo mancavano le foto non c’era mai stato e ora io gli stavo rovinando tutto……..
    un’attore incredibile dei tanti che oggi calcano questo squallido palcoscenico.

    ciao e grazie per la profondita’ che metti in quello che fai e che dici perche’ in un mondo di superfice se ne sente un gran bisogno

  3. Non hanno tutti i torti i pastori del centro sud,quando sfottono i nostri cani,ma x un semplice motivo:sono ormai centinaia di anni che convivono con il lupo,in Abruzzo,Calabria ecc,hanno sperinza nella selezione di cani da guadiania e i loro cani sono geneticamente forgiati in questo lavoro.Da noi il lupo crea seri problemi da una decina di anni,i pastori credono che prendendo un patou o un maremmano si possa mettere il soggetto a guardia del gregge,non è assolutamente così!in una cucciolata,figli di ottimi cani da guardiania,solo due o tre cuccioli saranno adatti al compito che gli spetta,gli altri cuccioli saranno più adatti alla guardia contro la duomo o adatti alla sola compagnia,ecco perché i pastori al nord si ritrovano con cani problematici,o piangono e scappano se solo sentono la odore del lupo,p sono aggressivi con i turisti…e tutto figlio di una sbagliata selezione.Poi ci sono i cari turisti,quelli che amano la natura,ma sono cittadini,abituati ai gatti o ai loro cagnolini da salotto,vanno in montagna,trovano un meticcio che abbaia e chiamano le autorità perche hanno paura,tornano a casa e scrivono sul web che sono stati ASSALITI!!!ci sono poi i turisti che si credono i padroni della montagna insieme ai loro viziati cani,quando passano vicino a un gregge si credono entrambi invincibile e spavaldi(cane senza guinzaglio e zero rispetto x chi lavora) la scorsa estate,il mio Asia centrale ha fatto scappare turista e i suoi carini pitbul,erano praticamente entrati apposta nel gregge per vedere come si comportavano i suoi stupidi cani,ci mancherebbe anche che si lamentavono con le autorità,dopo essersi comportati da perfetti idioti!!cm,un buon cane anti lupo deve essere totalmente aggressivo con i suoi simili estranei e non con la duomo,più lo è e più sarà adatto ad affrontare un lupo,altrimenti non serve a niente!!Ma tutto questo non lo si può avere prendendo un cane qualsiasi anche se la razza sembra quella giusta,occorre una selezione fatta da persone esperte!!

    • esatto, serve una selezione fatta da persone esperte.
      visto che il problema c’è e visto che gli allevatori piemontesi non hanno sicuramente l’esperienza di chi invece ha sempre ha avuto a che fare con il lupo per generazioni e generazioni (e quindi anche con i cani da guardiania), dovrebbero ricevere i cani già almeno in parte formati e selezionati

      • È esattamente quello che dico e propongo da molto tempo..:tu stato vuoi il lupo?va bene,ma vieni incontro ai pastori,con informazioni e aiuti concreti(in questo caso cani selezionati da guardiani)altrimenti..purtroppo non c è da biasimare chi si arrangia come riesce nel difendersi dal lupo…

  4. Aggiungo una piccola postilla al mio commento..:ho scritto che non c è da biasimare chi si arrangia come può nel difendersi dai lupi.Questo non significa che giustificò chi si fa giustizia da solo contro il predatore,ma comprendo bene che molti pastori sono esasperati da questo “problema” e non tutti hanno e devono per forza avere come me una passione per le proprie bestie insieme a quella per i canidi in generale e quindi anche per il lupo.A me questa passione per i cani mi ha portatato a studiare,informarmi e quindi selezionare nel migliore dei modi i miei cani da guardiania,ma ripeto…io sono un appassionato,c è chi non lo è, ecco che lo stato e le istituzioni dovrebbero fare qualcosa,le sole associazioni non hanno la forza di aiutare tutti i pastori allevatori.

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