Un inverno che non vuole iniziare

Inizierà l’inverno, quest’anno? C’è stato qualche timido tentativo, ma niente di serio. Infatti qua e là fioriscono le primule, i noccioli e si vede persino passare qualche farfalla.

In pianura può esserci una mattinata di nebbia e temperature più basse, ma non è più quella nebbia che durava per giorni e giorni, avvolgendo tutto. La brina sull’erba verde scioglierà in poco tempo, non appena arriverà il sole.

E il sole infatti non tarda a scaldare la pianura. Prima timidamente, quando la nebbia inizia a dissolversi, ma l’aria non è quella gelida e tagliente, quindi i suoi raggi in poche ore mitigheranno la mattinata. Il gregge è pronto a ripartire, ma… per i soliti imprevisti del pascolo vagante, non prende la direzione che si pensava.

E’ stato richiamato indietro da contadini che vogliono che si pascolino i prati. Grossi appezzamenti per cui merita ritornare sui propri passi e fermarsi qualche giorno. Così, con il sole in fronte e non alle spalle, si ripercorre il viale che porta al borgo, puntando in direzione delle montagne.

Finalmente non piove più, ma il terreno naturalmente acquitrinoso di questi luoghi è coperto di acqua: non è nemmeno gelata, a testimonianza di come le temperature non siano ancora quelle adatte alla stagione. Anche un pioppeto adiacente è completamente allagato.

Antiche cascine con i segni del tempo. La sera prima qui era ormai buio, adesso invece i muri mostrano la loro età. Poco oltre ci sono i prati che attendono il gregge. Il contadino aveva rincorso i pastori, vedendoli passare quasi nell’oscurità, ma non si più mettere la retromarcia alle pecore, così l’accordo è poi stato preso il mattino successivo, dopo aver visionato gli appezzamenti da pascolare.

Forse mai come quest’anno tutti cercano i pastori per far mangiare l’erba dei prati. Trinciarla, alta com’è, lascia a terra un tappeto che soffoca il ricaccio. Altrimenti tocca spargere il letame sull’erba alta. Non ci sarebbero problemi se non ci fossero quelle leggi che impongono date e scadenze per lo spandimento del letame nei prati e nei campi. Invece così molta erba “va persa” perchè i contadini non possono aspettare i pastori, ed i pastori non possono arrivare dovunque immediatamente.

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