Grigio-verde

Da quand’è che il clima è “strano”? Sento gente lamentarsi perchè “fa freddo”, ma a me sembra che il freddo non sia ancora arrivato. Non è solo una sensazione, basta guardare le temperature al mattino e, soprattutto, durante il giorno. Adesso sembra che abbia smesso di piovere, ma si parla di temperature miti, anche in montagna.

Pioggia prolungata, non fa freddo, e cosa succede? Un amico pastore mi chiama per mostrarmi le sue pecore. Sono diventate… verdi! Ci scherziamo su, ma c’è anche un pizzico di preoccupazione nelle sue parole. Non si è mai vista una cosa del genere prima. Tosate ad inizio autunno, nel vello mostrano delle strisce verdastre, che per certi animali sono particolarmente estese. La pelle è normale, rosa, ma la lana ha un odore diverso ed è appunto… verde!

Cerchiamo spiegazioni, ma la ragione è lì davanti a noi. Pioggia, alto tasso di umidità anche quando non piove, temperature elevate per la stagione. Così nel vello si sono sviluppate delle alghe. Grigio e verde, i due colori di quest’autunno che degrada nell’inverno senza dar segni di lasciar arrivare il freddo.

C’è chi potrebbe pensare che, a parte la pioggia fastidiosa ed eccessiva, i pastori non hanno ragione di lamentarsi, in un’annata simile. L’erba non manca, ma vi ho già spiegato molte volte che non tutto ciò che è verde è un pascolo per il gregge. Persino in mezzo ai filari delle vigne è tutto verde, a questa stagione!

Chi ha mai visto dei boschetti con l’erba verde a dicembre? Certi anni c’era la neve, oppure l’erba era gialla, gelata, bruciata dal freddo e dalla siccità. Qui il terreno è più sano. Dopo alcune corse avanti e indietro, le pecore si fermano a pascolare. Abituate nelle reti, inizialmente sono ingestibili, quando si trovano libere.

Grigio il cielo, verdi i prati. Fango e pozzanghere, la terra non riesce più ad assorbire l’acqua. Il gregge a lungo andare si riempie la pancia, ma maggiore è il numero di animali, più fatica il pastore a trovare il posto per condurli al pascolo. Chi ha potuto spostarsi verso le colline, dove c’è un terreno più drenante, tribola appena un po’ meno degli altri.

Nelle stoppie del mais non ci si può fermare a lungo. Anche se ci sono pannocchie a terra, è meglio che gli animali non ne mangino troppe. Il mais ha preso tutta la pioggia, potrebbe essere marcio, ammuffito. Solo le pannocchie rimaste in un angolo, su piante che non sono state toccate dai macchinari, sono belle gialle e sane.

Il gregge si sposta in un paesaggio primaverile. Anzi, in passato quante volte vi ho mostrato colori tenui, il verde che stentava ad emergere quando ormai era il mese di marzo? Guardate invece ora le sponde dei campi e dei prati!

Una lunga fila nella stradina tra i campi. Chi cammina dietro al gregge scivola sul fango. Il cielo è di nuovo grigio e pioverà ancora. Presto il grano diventerà giallo per la troppa pioggia. Com’è il detto? “Sotto la neve, pane, sotto la pioggia, fame.

Ancora un prato da pascolare prima che venga notte. Le giornate adesso sono corte, l’oscurità arriva presto. Le giornate durerebbero un po’ di più se non ci fosse quella coltre di nuvole grigie nel cielo, ma per il momento il clima è questo e le pecore sono diventate verdi. La cura? Clima secco e freddo!

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  1. Ciao Marzia
    complimenti ancora per la presentazione del libro che hai fatto l’altra settimana, bellissime foto, la lettura dell’altro tuo libro nel frattempo continua.
    Per le pecore grigio-verdi ho un consiglio 🙂 visto l’avvicinarsi del Natale se le alghe aumentano e si trasformano simil muschio si possono essere utilizzate come base per il presepe 😉
    Scherzi a parti tanti auguri di buone feste a te, pastori e tutti i “malavi”
    Clà e Giò

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