Quando l’agricola incontra le scuole

Fabio Tonelli è un giovanissimo (21 anni) con una grande passione e un grande entusiasmo. Oggi c’erano anche le sue maestre ad accompagnare le classi in visita agli animali e dicevano: “Si capiva già allora…“. Eppure Fabio non nasce propriamente in una famiglia di allevatori. Papà e mamma fanno altri lavori, lui dice che il suo idolo è la nonna, da cui ha imparato molto. Ma la passione ce l’ha dentro.

Qualche tempo fa, Fabio mi aveva contattata per chiedermi un’opinione su di un suo progetto. Portare i bambini delle scuole a vedere i suoi animali. Perchè anche in una realtà come quella di Verrès, Val d’Aosta, i bambini non sanno più cos’è una capra, una pecora, da dove viene il latte, la lana… Fabio si è dato molto da fare per mettere insieme i vari tasselli di questo progetto. Scriverlo, presentarlo alla direttrice scolastica, al Comune. Insomma, tutti i passi burocratici. Poi c’erano quelli organizzativi che concernevano il suo lavoro di pastore. Alla fine, quando le pecore sono scese dalla valle e sono arrivate a Verrès, ecco il grande giorno.

Fabio deve aver vissuto con agitazione sempre crescente i giorni prima del fatidico momento. Per fortuna il cielo azzurro e il sole fin dal mattino facevano capire che tutto sarebbe andato bene. Per almeno una giornata la pioggia era solo un brutto ricordo. Certo, i bambini nel prato pestavano fango e non solo, ma le risatine sulle cacche dei primi momenti si sono poi addirittura trasformate in domande interessate sulle diverse forme degli escrementi delle vacche, delle capre, dell’asina. Ci siamo divisi i bambini in gruppetti e ciascuno spiegava loro un animale: le pecore, le capre e l’asina, appunto.

Le belle capre valdostane erano state portare lì da Ugo, un amico di Fabio, le cui capre invece sono delle camosciate delle Alpi. Questi esemplari portavano ancora sul mantello i numeri che le individuavano nella recente battaglia delle capre tenutasi a Perloz.

Via via che le classi si alternavano, scuola elementare e asilo, Fabio si tranquillizzava e il suo entusiasmo aumentava, gratificato dalle domande dei bambini e dal loro genuino divertimento. Come vedete, il gregge di Fabio è composto da pecore della locale razza Rosset.

Già per telefono avevo capito quanto Fabio fosse legato ai suoi genitori, che “…non sanno com’è il mestiere“, ma l’hanno sempre appoggiato e, per questa giornata, faticosamente avevano ottenuto ciascuno un giorno di ferie dal lavoro. Vederli lì con lui dev’essere stata una grossa soddisfazione. Fabio aveva opportunamente istruito la mamma su cosa spiegare alle classi, ma lui stesso era preoccupato per cosa avrebbero potuto chiedergli i bambini. A parte alcune domande “strane”, che hanno fatto capire a tutti come ormai non ci sia più alcun legame con il mondo agricolo, per il resto ovviamente si è trovato a spiegare: “…quella che è la mia vita!“, mi confidava stasera, raggiante di entusiasmo.

Nella pausa pranzo, una piccola transumanza per raggiungere un altro prato più vicino alle scuole elementari e dar modo alle pecore di pascolare un po’. Inizialmente Fabio era dispiaciuto per il fatto che il suo socio avesse deciso di dividere le pecore e fargliene portare solo un piccolo numero a questa “manifestazione”. Vedendo però come si è svolta, capisco perfettamente il pensiero del pastore più esperto che si è preoccupato soprattutto per le pecore…

Tutto il gregge avrebbe “trovato lungo” in quei piccoli prati. Per i bambini, al fine di capire cos’è una pecora o una capra, erano sufficienti anche solo pochi esemplari. Poi molte pecore stanno partorendo e allora era inutile spostarle avanti ed indietro. E’ andata benissimo così e lo scopo è stato raggiunto. “Vedere la felicità negli occhi dei bambini…“, diceva Fabio. Bambini che probabilmente non avevano mai visto dal vivo questi animali, a parte quei pochi che dicevano di avere o capre o vacche a casa.

Fabio, che tutti chiamano Fabietto, è molto attivo su Facebook, dove racconta le sue avventure in modo spiritoso. Il suo motto è sempre “l’agricola c’è” e l’ha pure fatto stampare per mettere l’adesivo sul pick up. Forse qualche pastore tradizionale storcerà il naso di fronte al suo modo di fare, ma tanto di cappello a chi ha organizzato una manifestazione del genere, a 21 anni, con la finalità di insegnare ai bambini il contatto con gli animali.

Nel pomeriggio è persino arrivata la RAI a girare alcune riprese che verranno inserite nell’edizione regionale del TG3. Grandi soddisfazioni per chi fa tanti sacrifici per il suo lavoro, mestiere che si è scelto pur avendo frequentato l’Istituto Alberghiero. “Mi ha detto: Mamma, il diploma adesso ce l’ho. Però io voglio fare il pastore…“. Gli animali non sono ancora tantissimi, ma c’è tempo per crescere. E forse portare avanti anche in futuro queste attività didattiche?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...