Prima che iniziasse a piovere

Non ho immagini delle greggi in queste giornate così difficili. Un conto era quando ero nel gregge io per lavoro, ma adesso non è proprio il caso di “far visita” ad un pastore in una giornata così. A meno che mi chiamino per dare una mano… Mi sono limitata a qualche telefonata con amici, per sapere come stavano e come andavano le cose. Va male, perchè piove, c’è acqua ovunque, prati e campi pieni di acqua. Gli animali mangiano, ma sprecano erba e non possono coricarsi a ruminare, a riposare.

L’ultimo giorno prima che iniziasse a piovere sono andata da un amico quando spostava il gregge. La terra non era asciutta, aveva comunque piovuto nei giorni precedenti, ormai la polvere è da parecchio che non la si vede! Il gregge era pronto a mettersi in cammino verso altri pascoli.

Il cielo era già di un grigio autunnale che faceva presagire la pioggia. Però non faceva affatto freddo. Da quelle parti, nella pianura, a questa stagione dovrebbe fare molto più freddo, esserci il terreno gelato, a volte la nebbia e la galaverna. Invece no, c’è fango e verde, verde ovunque, nei prati e nei campi.

La frazione silenziosa viene attraversata dal gregge. Le strade erano deserte, a parte un continuo via vai di trattori. Tutto giù per la pianura agricola quel mattino avevo incontrato trattori che aravano o che spargevano il letame in prati e campi. Adesso passerà qualche giorno prima che si entri con un trattore in un appezzamento!

Un trattore stava anche spargendo il letame nel prato di fronte a quello in cui erano state condotte le pecore. Il contadino guidava a tutta velocità e bisognava far presto a togliere le reti tirate tra prati e campi per far passare il gregge. Un mondo a due velocità, il mondo immutato nel tempo, quello della pastorizia, e quello ormai moderno di un certo tipo di agricoltura e allevamento. Il contadino non deve solo più guardare il tempo, la terra, la luna come una volta, ma anche le date imposte dalla legge per fare certi lavori, come la concimazione dei campi.

Il vapore si alza dal letame tiepido in una nebbia dall’odore greve e soffocante, non è nemmeno più il sano odore di stalla di un tempo. Il gregge intanto pascola tranquillo, non sa ancora cosa lo aspetterà nei giorni successivi: la pioggia, il fango, tanta fatica e preoccupazioni per i pastori.

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