E bravi gli organizzatori e i partecipanti!

In quel luogo di incontro virtuale anche per allevatori (cioè facebook), qualche settimana fa aveva iniziato a circolare la locandina della fiera di Pomaretto, o meglio, la “La Fiero dà Paì dà Ramìe“. Non ne avevo mai sentito parlare, qualcuno raccontava che già lo scorso anno era stata una bella festa e, per questa edizione, si annunciava una buona presenza di partecipanti, sia nel numero di allevatori, sia in quello di animali in mostra.

E così, in un bel sabato di sole ancora caldo, ecco che al mattino, arrivando a Pomaretto, là dove le valli si dividono e si imbocca la Val Germanasca, si sentono suonare i rudun e si incontrano mandrie e greggi che si dirigono verso la fiera.

La segnaletica lungo la strada, il traffico ben regolamentato, i parcheggi già fanno intuire che è stato fatto un gran bel lavoro. Poi, seguendo il percorso, si iniziano ad incontrare gli animali, ciascuno nel proprio recinto, suddivisi per allevatori. Prima i bovini, poi capre e pecore.

Ce ne sono davvero tanti! Gli allevatori hanno risposto alla chiamata, hanno partecipato sia i residenti in zona, da Perosa, da Pomaretto e dintorni, sia pastori di greggi che ormai sono già scesi lungo la valle e pascolano in pianura. Per l’occasione, ecco i rudun più belli al collo degli animali.

Bei greggi di capre, ci sono animali per tutti i gusti. Si dice che abbiano partecipato circa 450 bovini e 350 tra ovini e caprini. Numeri importanti, per una fiera che sicuramente crescerà negli anni. Il pubblico era numeroso, ma sicuramente aumenterà nelle prossime edizioni, grazie alla buona pubblicità che i partecipanti a questa edizione faranno tra amici e conoscenti (e on-line!).

Oltre al bestiame, ci sono bancarelle e aziende agricole che partecipano mostrando il loro lavoro/facendosi pubblicità. Ho trovato molto originale l’idea delle ditte boschive che sono venute con il tamagnun carico di legna. Questa è la montagna che vive e lavora!

C’è chi la legna la taglia e chi il legno lo lavora. Oltre ai soliti banchi di generi alimentari, abbigliamento, ecc., questa volta voglio mostrarvi un giovane artigiano della valle, Simone. Oltre agli oggetti decorativi, vedete canaule, cane e decorazioni a tema zootecnico.

La fiera era dedicata al Ramìe, ma chi di voi sa di cosa si tratti? E’ un vino, un vino di montagna, prodotto di quella che viene definita “viticoltura eroica”. Sono infatti un po’ eroi, un po’ folli, quegli agricoltori che si ostinano a mantenere vivi questi vigneti abbarbicati alla montagna. Per chi volesse saperne di più, qui sul sito del Comune, qui invece un bell’itinerario da fare a piedi (vi consiglio in autunno, come periodo).

Terminata la mia escursione tra i vigneti, sono tornata alla fiera, per assistere alla premiazione degli allevatori e fare ancora un giro tra animali e bancarelle. Ecco lo stand del Ramìe (tra l’altro… un DOC).

C’erano anche “animali strani”. Se ai camelidi, tra lama ed alpaca, ormai si sta facendo l’abitudine, le vacche Highlands dal lungo pelo rosso sono già conosciute, ma gli zebù suscitavano decisamente una certa perplessità. “Che siano poi belli…“, commentava, scuotendo la testa, parecchia gente. A parte la bellezza, anche se il clima sta cambiando e si è fatto più mite, mi domando cosa ci fanno questi animali in una vallata alpina!

Ignare di tutto, le vacche nostrane attendono pazientemente. Sono state agghindate per la festa, ma ci sarà comunque un simbolico premio per tutti i partecipanti.

Straordinariamente, partecipano alla fiera anche alcune vecchie conoscenze che solitamente vengono avvistate solo in qualità di visitatori e non partecipanti. Fulvio me l’aveva già detto tempo fa, di questo invito. Il gregge ormai è in pianura, ma una piccola rappresentanza scelta del gregge fa bella mostra di sè nel recinto.

Per allietare il tutto, non manca nemmeno la musica. Il pubblico però sta convergendo verso l’area delle premiazioni, dove mi dirigo anch’io.

Con l’ultimo sole della giornata, le autorità iniziano i saluti di rito. Non possono che essere tutti soddisfatti per la riuscita della manifestazione.

Non viene premiato il singolo animale, ma ogni allevatore riceve un riconoscimento per aver partecipato alla fiera. Chi ha portato sia ovicaprini, sia bovini, avrà diritto ad un doppio premio.

Molto numerosi anche in questa occasione non soltanto i giovani allevatori, ma anche i giovanissimi appassionati. Si mettono in posa con gioia ed uno di loro mi grida: “Ma la metti poi sul sito, Marzia?“. Eccoti accontentato, insieme ai tuoi amici.

La fiera è finita, restano ancora le bancarelle per i turisti, ma gli allevatori si avviano verso casa. C’è chi risale la valle e chi scende. Si forma un po’ di coda per le strade, ma a questa stagione, nonostante la bella giornata di sole, non c’è tantissima gente in giro.

Seguo per qualche chilometro gli animali che raggiungono una cascina appena fuori Perosa, poi la strada torna libera e si può rientrare a casa, con la soddisfazione di aver visto una bella fiera e un bel momento di vita per la valle. Qui l’intero album delle mie foto della fiera.

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