Mezze stagioni

Un amico appassionato di meteorologia l’altro giorno commentava: “Non mi dite che non ci sono più le mezze stagioni!“. In effetti l’inverno-inverno e l’estate-estate nel 2014 non li abbiamo visti. Anche questo autunno continua (qui) ad essere eccezionalmente mite.

Per i pastori vaganti ci sono i lati positivi e negativi, come sempre. Ieri vi ho parlato della “guerra per i pascoli”, ma c’è anche da dire che un clima del genere favorisce la crescita dell’erba per cui, in un modo o nell’altro, alla fine di pascoli ce ne saranno per tutti. I problemi maggiori sono legati alla pioggia, al fango, al terreno che non asciuga più. Il mestiere del pastore vagante è difficile e duro, con il maltempo le cose non possono che complicarsi.

E’ un sollievo mettersi in cammino con il sole. Persino le nuvole nel cielo non sono quelle classiche della stagione. Il terreno non è ancora gelato, raramente si vede la brina. Chi lavora all’aria aperta, avverte i “cambiamenti climatici” meglio di chiunque altro.

Grazie alle piogge ed al clima mite, i colori autunnali sono più brillanti anche in pianura. Il gregge attraversa un tranquillo paesino sperso tra le distese di campi e prati. Poco traffico per le strade, a dire il vero non c’è praticamente nessuno, così le pecore avanzano occupando quasi interamente la sede stradale.

Anche le strade più trafficate, da queste parti, non sono così difficili da attraversare. Per fortuna non c’è nemmeno la nebbia, che negli ultimi anni si fa vedere meno che in passato. Con la nebbia, un passaggio come questo diventa molto più complicato. Invece adesso ci si sposta con maggiore facilità, aiutati dalla presenza di stoppie che possono essere calpestate dal gregge senza causare alcun danno.

Queste frazioni  di pianura sembrano il posto giusto per far transitare un gregge. Piccole, tranquille vie secondarie, case più moderne affiancate ad antiche cascine. Si respira quella sensazione di vita rurale, di ritmo lento che altrove si è perso definitivamente. Forse è l’autunno, forse è questa stagione che dovrebbe preparare al riposo nell’inverno, anche se ormai il mondo moderno prevede di essere sempre di corsa, sempre efficienti per 365 giorni all’anno.

Le montagne innevate sembrano più vicine di quanto non siano in realtà. Neve sui monti, ma qui le temperature si alzano in fretta e già solo a tener dietro al passo del gregge c’è da sudare. Una strana mezza stagione, fin troppo caldo persino per essere autunno!

Non è normale vedere così verdi le sponde dei fossi, i bordi delle strade, a metà novembre. Il grano in certi posti è già alto e persino ingiallito per la troppa pioggia nel terreno. I contadini, nei pochi giorni di bel tempo, si affrettano o a lavorare le stoppie o a buttare il letame nei prati. Quanta erba “sprecata”… E poi, quanto farà bene concimare il prato con l’erba alta più di una spanna? Magari non vogliono le pecore “perchè fanno danno”, poi passano con il trattore e lo spandiletame…

Perchè di erba nei prati ce n’è. Un pastore mi diceva che un suo amico gli raccontava di aver smesso di tagliarla per le vacche perchè: “…è troppo fresca, c’è troppa acqua, la mangiano male!“. Anche le pecore la mangerebbero meglio se fosse più asciutta, più consistente.

Per adesso comunque meglio che di erba ce ne sia “troppa”. Anche se lo scorso inverno i pastori tribolavano per via della pioggia e del fango, che dire di quando si fatica per trovare pascoli? Quando la neve gelata copre la terra? Quando l’erba nuova stenta ad uscire nel mese di febbraio o di marzo? Si vedrà, se prima o poi l’inverno mostrerà la sua faccia. Oggi comunque piove di nuovo, non tantissimo, pioviggina…

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