Libro & salumi

Come vi avevo detto, in occasione della presentazione ufficiale di “Pascolo vagante 2004-2014” c’è stata anche una degustazione dei salumi di capra e di pecora realizzati nell’ambito di un progetto finanziato dalla Regione Piemonte (PSR) a partire da carni ovicaprine locali.

Ringrazio ancora qui pubblicamente tutti coloro che sono intervenuti alla serata del 20 novembre a Bibiana, presso la Scuola Malva Arnaldi. Vedervi così numerosi è stata una grandissima soddisfazione e gratificazione personale. Un riconoscimento per quanto ho fatto in questi anni. Grazie davvero di cuore.

Alla fine della presentazione abbiamo scattato una foto di gruppo con (quasi) tutti i pastori che c’erano in sala. Qualche giovane pastorello si è defilato… Purtroppo alcuni all’ultimo minuto hanno avuto degli imprevisti e non sono potuti venire, ma non mancheranno le occasioni. Vi invito, come sempre, a tener d’occhio il calendario delle serate qui, così che possiate partecipare ad una delle prossime. Se invece siete interessati ad organizzarne una dalle vostre parti, contattatemi!

Terminata la proiezione di foto, è stato illustrato il progetto portato avanti dalla Scuola Malva, in collaborazione con Agenform – sede di Moretta, alcune aziende agricole e macellerie della zona, per la produzione di prodotti della tradizione e prodotti innovativi a base di carne ovicaprina. Dalle mocette ai violini, dalle terrine miste a verdure con cui utilizzare anche le parti meno nobili, ai prosciutti cotti ed ai salami.

Il pubblico è stato invitato ad una degustazione di tutti i prodotti. In alcuni casi, lo stesso prodotto era stato realizzato da laboratori diversi. La degustazione era finalizzata, oltre a far conoscere queste carni e questi prodotti, ad un test di gradimento.

Infatti ciascun piatto portava l’indicazione del prodotto, del tipo di carne e del produttore. Nonostante fosse un pubblico interessato ed informato, mi è comunque capitato di sentire alcuni commenti che sottolineavano la predominanza del gusto “ovino” o “caprino”.

Io sarò di parte… A me piacciono queste carni… A parte i salami cotti, un po’ troppo asciutti, ed una mocetta di capra dal gusto più forte, per il resto la cosa che mi ha disturbata in un paio di prodotti è stato l’eccesso di spezie (soprattutto pepe). Altrimenti nella scheda di gradimento, che tutti abbiamo compilato, i miei giudizi sono stati in gran parte molto positivi. Speriamo che, alla fase iniziale del progetto, si possa dare un seguito a questi prodotti. Come? Saranno le aziende agricole con punto vendita (come l’Az. Agr. Menzio, che ha partecipato al progetto) o con agriturismo a poterlo fare. Oppure le macellerie ed eventualmente le gastronomie. Dovrebbero cercare questi prodotti anche i ristoranti. Passo dopo passo, si potrebbe portare la carne ovicaprina locale ad un pubblico sempre più ampio.

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