La Fira ‘d la Calà

Si sale e si scende dagli alpeggi. A Bobbio Pellice fanno festa sia prima della monticazione, sia dopo la transumanza autunnale. C’è la fiera e, da qualche anno, c’è la sfilata delle bestie. Non più in ordine sparso, ma tutti insieme, uno dopo l’altro. In primavera sono meno numerosi gli allevatori e le bestie che transitano nel centro, perchè non tutti gli animali sono ancora fuori al pascolo, ma in autunno è un vero spettacolo.

Quest’anno il tempo ha accompagnato. L’aria era fresca, ma il cielo abbastanza pulito, verso l’alta valle. Era il giorno del cambio dell’ora, così inizialmente non c’era ancora molto movimento a Bobbio. La sfilata era prevista per le 10:00, ma questo gregge già molto prima arrivava da vie traverse e andava a pascolare nel pezzo assegnatogli.

Dalle varie cascine o dai pascoli invece le mandrie e le greggi invece partivano più tardi. Si iniziava a sentire rumore di campanacci… Ed ecco le bestie che si avviano. Bisogna portarsi sotto al paese, in modo da sfilare poi nella via principale davanti al pubblico.

Dalla strada nell’inverso, sull’altra riva del Pellice, si scende giù fino al ponte. C’è già aria di festa, tutto il paese è coinvolto, qui gli allevatori sono davvero numerosi, poi accorrono amici, parenti, “colleghi” dai comuni vicini.

Dopo il ponte, si rientra sulla strada principale. Sta iniziando ad aumentare il traffico, la fiera richiama molta gente, ma il cammino degli animali avviene senza problemi e senza particolare agitazione da parte di nessuno. C’è anche chi sta salendo in alta valle e si trova coinvolto senza nemmeno capir bene di che si tratta, a giudicare dalle occhiate perplesse lanciate a uomini ed animali.

Una volta raggiunto il posto dove far tappa con gli animali, è ora di “colazione”. C’è chi apparecchia sul cofano dell’auto, classico tavolo da transumanza! Una fetta di pane e salame, un po’ di formaggio, un bicchiere. Poi poco per volta, secondo l’ordine prestabilito, ci si incammina verso il centro del paese.

Qualcuno è decisamente organizzato con una vera e propria tavolata, degna di certe trasmissioni televisive. Mi vedono passare e mi fermano, mettendosi tutti in posa per la foto. Eccoli accontentati, a simboleggiare questo giorno di vera festa per chi pratica questo mestiere.

Confidando sulla non puntualità, mi aggiro a fotografare le varie mandrie con uno sfondo tipicamente autunnale. E’ già passato qualche mese da quando salivo su per quei versanti che ormai sono uno sfondo tra i colori gialli e rossi delle chiome degli alberi. Un’altra stagione è finita. Chissà quando arriverà la prima neve in quota? Per lo meno non è arrivata qui per questa giornata, a differenza di qualche anno fa.

Sento i campanacci e mi “perdo” la prima mandria. Poi mi accodo a chi deve passare per secondo e mi appresto a godermi tutto lo spettacolo. Daniela e Franco con le loro Grige, vacche piemontesi, incroci, Barà, capre e pecore. Per più di mezz’ora, a breve distanza gli uni dagli altri, gli allevatori attraverseranno Bobbio Pellice con i loro animali.

Una piacevole ed utile novità sono i cartelli con cui sfila ciascuno, che permettono di identificare il padrone degli animali. Come già vi ho fatto notare tante volte, qui in Val Pellice sono numerosi i giovani che hanno scelto di portare avanti questo mestiere. Molti di loro, pure se giovanissimi, hanno già anche famiglia.

Parlando di giovanissimi e di futuro, credo che questa sia un’immagine emblematica. Gli animali di Luca e Wanda sono preceduti da un gruppetto di bambine e bambini. Tutti con la loro tuta (il toni), tutti con la cana. Tutti seri e ben consci del loro ruolo, pur nella gioia e nel divertimento della giornata. Vorrei che i politici, quando firmano certe leggi, quando decidono certi stanziamenti di fondi, avessero di fronte immagini come queste. Chissà se potrebbero essere d’aiuto nell’evitare l’ennesima assurdità, l’ennesimo vincolo che contribuisce ad affossare l’allevamento, l’agricoltura tradizionale, la montagna.


Per aiutarvi ad immaginare meglio quello che si vedeva a Bobbio, ecco anche un video con tanto di rudunà.

A concludere la sfilata, un gregge di pecore. Dopo il fragore dei campanacci, i belati ed il suono della campane al collo degli ovini sono tutt’altra cosa.

La piazza è davvero gremita. Il gregge compatto invade la strada e sfila tra l’entusiasmo generale. Poi il pubblico si disperderà. Chi tornerà a far compere tra le bancarelle, chi rientrerà a casa per il pranzo in famiglia, chi invece andrà a chiacchierare con gli allevatori. Io invece cambierò vallata, ma ve lo racconto domani…

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