Non resta più su nessuno

Aria frizzante, foschia in pianura, ma su per la valle le cose cambiano. E’ autunno, sono quelle giornate in cui in montagna il cielo è limpido, le temperature salgono, i colori si accendono.

Infatti in alto i pascoli sono ormai tinti di marrone, arancione, rosso. Nei boschi di conifere inizia ad entrare il giallo, laddove ci sono larici. A quote inferiori, ecco l’arancio, il rosso dei ciliegi. La strada è sporca, non più tardi del giorno prima sembra esserci stata qualche altra transumanza.

Sento le campane, i muggiti, il richiamo dei margari appena prima della mia destinazione. La transumanza è appena partita. Gli animali camminano ordinati e tranquilli lungo la strada che scende nel bosco. Lassù non resta più nessuno. Dagli altri alpeggi circostanti sono venuti via tutti. Le pecore si sono spostate altrove nella valle.

Questi margari mi avevano appunto vista passare insieme al gregge e mi avevano chiesto se avessi voluto/potuto venire quando portavano giù la mandria. Eccomi così ad inquadrare nello schermo della macchina fotografica non un fiume bianco di pecore, ma una strada invasa da bianchi bovini di razza piemontese.

Come ben sapete, i bovini non sono la mia passione principale, pecore e capre incontrano di più i miei gusti, ma la transumanza è la transumanza, quel brivido te lo fa correre giù per la schiena in ogni caso. Gli animali sono tra i più tranquilli che mi sia mai capitato di incontrare. Niente a che vedere con certe transumanze a passo di corsa, con il pericolo di essere letteralmente caricati, travolti dalle vacche. Qui si scende di buon passo, ma è una camminata dignitosa e ordinata.

In certe transumanze ci sono più persone che bestie… Qui solo quattro componenti della famiglia, nella foto manca chi è in coda a guidare il trattore con il carro su cui sono caricati i vitelli.

Non è una transumanza di rudun, gli animali scendono con al collo solo le normali campane che già avevano al pascolo. Certi aspetti scenografici costano fatica e tempo. L’importante è soprattutto che le bestie siano belle e che tutto vada per il meglio.

Si arriva alla statale, c’è poco traffico a quest’ora, in questa stagione, in un giorno qualsiasi della settimana. E’ comunque necessario appostarsi sotto e sopra l’uscita della strada, visto che una curva toglie visibilità. Gli animali sfilano compatti e poco dopo può riprendere la normale circolazione delle auto.

Si attraversa la borgata prima, poi il ponte, fino a raggiungere dei prati dove la mandria sosterà ancora per qualche giorno. C’è dell’erba che quest’estate non è stata fienata e così saranno le vacche a brucarla, sperando che sia ancora di loro gusto.

Raggiunto il prato, vengono scaricati i vitelli più piccoli, che hanno seguito la transumanza comodamente alloggiati nel carro dietro al trattore. Adesso ritroveranno le loro mamme, succhieranno il latte e si metteranno a dormire nel tepore del sole.

Anche quelli che hanno percorso il tragitto a piedi magari si sono temporaneamente divisi dalle mamme, ma ora, nel pezzo recintato con il filo, poco per volta tutti si ritrovano, mangiano, si tranquillizzano. Ecco una vacca che amorevolmente lecca sul naso il suo vitello.

Per concludere, volevo mostrarvi come a questa transumanza abbiano partecipato anche due cani da guardiania, animali che vi ho sempre solo mostrato insieme alle greggi di pecore. Non avendo esperienza diretta, io ho sempre solo ascoltato voci discordanti, molte delle quali dicevano che non siano animali con l’attitudine a proteggere una mandria. I due cani presenti invece non hanno mai abbandonato le vacche.

Questo in particolare, ha un comportamento davvero perfetto. Dorme in mezzo agli animali, non si distrae un istante, non mi perdeva di vista mentre mi aggiravo a scattar foto (sempre solo in compagnia di uno degli allevatori). Mi hanno raccontato di come non morda le vacche nemmeno quando queste inavvertitamente lo calpestino, non tocchi le placente e non si allontani mai dagli animali. L’altro, allevato nello stesso modo, non presenta tutte le stesse caratteristiche. Ovviamente, l’inserimento è avvenuto quando erano ancora cuccioli.

Foto di gruppo finale. Anche per quest’anno la stagione è conclusa, si tornerà in Val Chisone nel 2015. Grazie per l’accoglienza e buon inverno anche a questi margari.

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