Finalmente anche questa transumanza

Ho un dispiacere. Quello di non essere mai venuta prima a questa transumanza, così nel mio libro che sta per uscire, quello con le foto di 10 anni di pastorizia, mancherà questo gregge e questi pastori. E’ che da casa mia al luogo di partenza di questa transumanza ci sono giusti giusti 250 km! Poi le transumanze avvengono sempre nello stesso periodo e il caso ha voluto che mai fossi “libera” nel giorno in cui il gregge partiva.

Questa volta però arrivo al mattino “presto”, prima ancora del sole. Speravo di vedere il gregge ancora a Riale, invece stava appena arrivando poco sotto, nel pianoro sovrastante la cascata. Mancavano diversi lavori da terminare prima della partenza, ma le pecore potevano allargarsi a pascolare nei prati. Non c’era tantissimo, dopo la fienagione, ma lo spazio era ampio e qua e là avrebbero ancora potuto brucare.

Il gregge si sparpaglia, ci sono pecore ovunque nella piana. E’ una bellissima giornata autunnale. All’aria fredda del mattino si sostituisce un tiepido sole, qualche nuvoletta che si dissolve, mostrando la montagna nei suoi colori autunnali più belli.

Alcune capre si battono, i becchi invece continuano ad inseguire quelle in calore. Questi due esemplari sono davvero molto grossi, ma non sono gli unici maschi, nel gregge. Qui è difficile contare gli animali: sia di pecore, sia di capre, ce n’è davvero un gran numero. Il pastore in seguito già mi confermerà quello che già sapevo, cioè che un tempo erano di più, ma ne ha poi vendute parecchie tutte insieme.

Le pecore pascolano tranquille, intanto “si fa un po’ di ordine” all’accampamento. Si parte, non si tornerà più indietro fino al prossimo anno. Gregge vagante e pastori vaganti, qui la casa sono una roulotte e un fuoristrada, un trailer per trasportare gli agnelli, dietro al quale trovano posto anche le gabbiette per le galline.

Ecco i pastori, Renza ed Ernestino, una foto insieme con i cappelli di feltro che ha regalato loro un amico. La loro storia è diventata nota a molti grazie a questo video, un filmato realizzato per la televisione svizzera, uno dei migliori lavori riguardanti la pastorizia che mi sia mai capitato di vedere. Quasi un’ora per raccontare davvero la vita del pastore, senza eccedere in poesia, romanticismo, ma mostrando quella che è la realtà.

Anche se ci sono numerosi asini e cavalli, nel XXI secolo i mezzi di trasporto sono ormai altri, così le pecore continuano a pascolare mentre si inizia a portare a valle almeno una roulotte. Il sole continua a splendere. Più indietro sono rimaste le pecore con gli agnelli più piccoli, che il pastore porterà a valle in un secondo momento, per non essere troppo rallentato ed impacciato nella lunga transumanza.

Finalmente si parte. C’è anche il tempo per un saluto speciale, quello di Renza ad una delle sue caprette preferite. Mi racconta la storia di questo animale, che lei stessa ha salvato quando era appena nata ed ha rischiato di affogare in una pozza lì vicino.

La transumanza ha inizio. Questo gregge sale e scende completamente a piedi, senza utilizzare camion, poi proseguirà il cammino con il pascolo vagante in tutto il resto dell’anno. La differenza tra chi si sposta quotidianamente anche con molti animali e chi invece normalmente non percorre grandi distanze è evidente in giornate come questa. Il pastore non ha “aiutanti speciali”, al massimo un paio di amici per spostare i mezzi, ma per il resto ci si arrangia da soli, come d’altra parte si farà nei mesi a venire.

Dalla Cascata del Toce si scende lungo l’unica strada esistente. Il traffico non è molto, in quel pomeriggio di un venerdì di inizio ottobre. Anche viaggiando in verso opposto a quello del gregge, c’è da aspettare qualche minuto prima che questo sia transitato tutto.

E’ sicuramente uno spettacolo da non perdere. L’indomani lo spettacolo sarà pubblico, dato che per il decimo anno consecutivo il passaggio del gregge a Premia sarà occasione per festeggiare con la manifestazione “Tempo di Migrar”. Se per la gente è un giorno di festa, per i pastori è una lunghissima giornata di lavoro.

Lungo la via si fanno solo delle brevissime tappe, soprattutto per far defluire il traffico, oltre che per pascolare velocemente qualche prato che è stato concesso al pastore. Mi raccontano che un tempo la transumanza avveniva in modo quasi continuativo, dal punto dove siamo partiti fin quasi a Domodossola: “La gente non voleva vedere i pastori, diceva che l’erba serviva ancora per le vacche, anche in quell’anno che siamo partiti che c’erano 30 cm di neve!! Adesso va meglio. Fanno la festa. E’ ancora lunga, ma almeno ogni tanto ci fermiamo.

L’indomani però ci sarà da camminare per chilometri e chilometri. L’apertura della galleria ha fatto sì che almeno il tratto più ripido della discesa possa avvenire senza incrociare auto. Gli stretti tornanti saranno invasi solo dalle pecore. Poi si proseguirà verso il cuore della festa.

Si attraversano le frazioni, la gente saluta, ma tante donne corrono a cercare di salvare gli ultimi fiori nelle aiuole. Chi con una scopa, chi a mani nude, cercano di ripararsi dall’assalto degli animali. La maggior parte cammina seguendo la testa del gregge, ma sui fianchi ce n’è sempre qualcuna che allunga una bocca famelica verso una foglia, un fiore.

Lungo la via si incontrano anche altri utilizzatori dei pascoli, che guardano con curiosità il passaggio della transumanza. Il  gregge se ne va, loro resteranno a finire l’erba, prima che inizi il lungo inverno nella valle.

Poi si arriva a Formazza. Quel giorno c’è anche il raduno degli alpini, così una piccola folla saluta il passaggio della transumanza. Gli animali sfilano tra le case walser, nell’aria già fresca del tardo pomeriggio. Ancora un tratto di strada e poi per quel giorno il cammino sarà terminato.

Sono in tanti a far foto al gregge, anche tra la gente del posto. La discesa delle pecore dalla montagna lascia dietro di sè un alone di malinconia, la tristezza agrodolce della stagione che finisce, delle giornate che si accorciano, del freddo che incombe. Tutti salutano il pastore, molti guardano sorridendo lo spettacolo del gregge, ma non invidiano la vita che lo aspetta nei prossimi mesi.

Le montagne restano laggiù sullo sfondo. Fortunatamente questa prima giornata di transumanza è stata aiutata dal sole, ma le previsioni per i giorni successivi non sono buone. Il giorno dopo si ripartirà, si attraverserà il paese di Premia, si farà una tappa, poi il gregge camminerà per tutta la notte, fino ad uscire dalla parte più stretta della valle, arrivando nei pressi di Domodossola.

Per quella giornata però ci si può fermare, mentre viene sera. Per il gregge c’è un altro pezzo da pascolare, i pastori invece dovranno andare a recuperare il resto dei mezzi, preparare il recinto, terminare tutti i lavori quotidiani. In alpeggio non ci si riposa sicuramente, ma le vere fatiche dei pastori iniziano adesso, con la stagione del pascolo vagante.

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  1. Bellissimo articolo,mi ha toccato molto la foto in cui si vedono le montagne sullo sfondo in lontananza,con le pecore in primo piano,davvero suggestiva e significativa.

  2. Bellissima, come tutte le altre tue note, notizie e foto….Mi viene male al cuore a leggere le cose che pubblichi e vedere quelle bellissime foto! Io mi ritrovo senza lavoro, senza casa!!! Tra qualche giorno sarò di nuovo per strada, con il mio zaino in spalla e il mio fedele cane, ma senza la mia compagna, perché non voglio mettere in pericolo la sua salute, stare fuori per strada con il freddo è dura molto dura, non tutti sopravvivono.
    Sono demoralizzato, perché io e la mia compagna ci amiamo, amiamo il lavoro di pastori, perché ci premetterebbe di stare a contatto con la natura, con capre e pecore, con il ns/ cane e dover separarci perché al momento non c’è nessuna possibilità di lavorare e avere un buco di casa, mi fa sentire affranto e impotente!!! Lei starà di nuovo ospite a casa di amici, ma per quanto? Io sarò per strada a cercare lavoro, se Dio mi assiste, finalmente anche con un’abitazione, anche modesta, purché possa lavorare e guadagnare e far venire a stare con me la mia compagna, che a solo pensarci, già mi manca!

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