Tra le tante fiere, quella di Sampeyre

In questi fine settimana non c’è di che annoiarsi. Per gli allevatori, ci sono le transumanze vere e proprie, lo spostamento di greggi e mandrie di proprietà. Ma poi ci sono mostre, fiere, rassegne zootecniche. Sempre più gli animali vengono fatti sfilare (mi hanno detto che c’era anche un piccolo gregge alla Duja d’or ad Asti a metà settembre), riscuotendo un gran successo. Oggi c’è La Transumanza a Pont Canavese, anche i prossimi fine settimana sono ricchissimi di appuntamenti. La sottoscritta va un po’ qua ed un po’ là, vagante come sempre, come può, quando può.

Domenica scorsa ero a Sampeyre. Al mattino, mentre risalivo per andare a fare una camminata, ho già incontrato animali che scendevano. Molto probabilmente erano per l’appunto diretti alla fiera che si teneva nel capoluogo. Il suono dei rudun risuonava nella valle. Giù in paese, anche se era abbastanza presto, c’era già movimento.

Terminata la mia gita, sono ridiscesa velocemente per andare alla fiera, ma qualche nastro colorato e soprattutto le buse fresche lungo la strada mi hanno fatto venire dei dubbi… Per fortuna c’è poi stato modo di imboccare un’altra strada e precedere la mandria diretta a Sampeyre per sfilare nel centro. Un rapidissimo giro alla fiera, dove vacche, capre, pecore, asini e cavalli fin dal mattino sono state sistemate qua e là lungo la strada che porta alla piazza. Poi vado incontro alla mandria.

Incontro anche un simpatico “conducente di asino“, che aspetta come me gli animali per unirsi alla sfilata. Il passaggio nel paese è previsto per le ore 15:00. C’è un pallido solo autunnale, poco traffico, ma sicuramente arriverà molta gente nel pomeriggio per il clou della manifestazione.

Le vacche sono state fatte fermare in uno spiazzo, dove possono anche pascolare un po’. Quando è ora, ci si mette in cammino, ci va circa una mezz’ora a raggiungere Sampeyre, anche se gli animali avanzano di buon passo. In tanti partecipano a questa “transumanza” insieme ai margari, anche per riuscire a garantire lo scorrimento del traffico.

Per la strada, ecco le locandine di un appuntamento che seguirà tra non molto. La Fiero dei Des (Fiera del 10) è una scadenza a cui non mancare, da queste parti. A Bellino, il 10 ottobre, tra bancarelle e animali locali in mostra, ci si incontra prima di scendere definitivamente in pianura, prima di rientrare nelle stalle.

Si passa Calchesio, poi prosegue la discesa, incrociando auto e moto, riuscendo a far avanzare anche chi si è trovato dietro in coda. C’è sempre qualche piccolo attimo di nervosismo, perchè gli automobilisti non sanno come comportarsi quando vedono gli animali sulla strada. C’è chi si blocca in centro, chi avanza anche quando dall’altra parte le auto stanno sorpassando la mandria, nonostante segnali, inviti e grida delle persone che cercano sia di badare alle vacche, sia di dirigere il traffico.

Molta gente già aspetta all’imbocco del paese, c’è chi si affaccia dai balconi, chi sta sulla porta di casa. Non so se questa sia la prima volta in cui gli animali vengono fatti sfilare nel centro, ma sicuramente è uno spettacolo che offre qualcosa in più rispetto ad una semplice fiera con gli animali in mostra.

Un tempo non era uno spettacolo inconsueto vedere degli animali, vacche, capre o pecore che fossero, transitare per le strade. Oggi la gente si assiepa in piazza a guardare con entusiasmo una mandria, così come aspetterebbe gli atleti di una gara o una sfilata di carri allegorici. Un qualcosa di bello da vedere, allietato dal suono dei campanacci.

La mandria attraversa tutto il centro tra due ali di folla, gente e bancarelle, poi viene condotta in un prato dove sono già stati tirati i fili per contenerla nelle ore successive. Conclusa la sfilata, la fiera può continuare. Ci sono i “soliti banchi” da mercato, abbigliamento, oggetti vari, poi l’artigianato e i prodotti tipici.

Da segnalare un produttore artigianale di campane che ancora non mi era mai capitato di incontrare, ma che sicuramente dev’essere noto agli appassionati “del settore”. Chi fosse interessato a contattarlo, può lasciare un commento ed io provvederò a farvi sapere i suoi recapiti.

Ai giardinetti… ecco pecore e capre! Con le transenne sono stati creati dei box per contenerle ed ogni allevatore ha il suo spazio. Biellesi, incroci, Suffolk, Romanov, tutte provenienti da allevatori locali. E così, per quel giorno, l’erba dei giardini pubblici è stata tagliata gratuitamente…

Moltissimo pubblico anche ad assistere al triathlon del boscaiolo. Taglialegna professionisti si cimentavano in diverse prove di abilità e precisione: intaglio con la motosega, prove di velocità nella sramatura, capacità di far cadere il tronco in un punto esatto. Tutto questo vi fa capire come i mestieri della montagna possano anche essere “divertenti da vedere”. L’importante è capire che è un lavoro, quindi va apprezzato nei momenti di festa e rispettato in tutti gli altri giorni dell’anno.

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