Quando il territorio vuole le pecore

Mentre ero nel Nord Est ho fatto visita anche ad un amico “pastore per hobby”. Ci conosciamo da molti anni, i primi contatti sono iniziati via internet, poi ci sono stati vari incontri anche qui in Piemonte. Adesso questo amico affianca, alla passione per le pecore, quella per la tosatura. Ma quest’anno c’è stata anche un’altra novità.

In passato c’erano stati dei momenti in cui aveva addirittura temuto di dover dar via le pecore, visto che i suoi pascoli venivano “soffocati” dall’espansione dei vigneti. Quest’anno invece si trova addirittura a pensare all’esigenza di avere più pecore visto che le sue non sono sufficienti a brucare tutta l’erba che avrebbe a disposizione. In primavera infatti per la prima volta ha portato in “alpeggio” il suo gregge. Non un alpeggio come lo intendiamo qui, ma comunque pascoli a mezza quota, pascoli abbandonati, dove i proprietari hanno piacere che gli animali bruchino e facciano pulizia. Sono appezzamenti particolari tra i boschi, pascoli circondati da muretti, ma soprattutto reti fisse.

Loris così non ha avuto che da portare lì il suo gregge (non è lontano da casa sua) e spostarlo via via di pezzo in pezzo, ripascolando anche più volte gli stessi appezzamenti grazie al clima piovoso di quest’estate. Forse con una stagione “normale” la siccità si sarebbe fatta sentire, visto anche il terreno calcareo, lo strato non così profondo di terra sopra al suolo di sassi bianchi e grigi che emergono qua e là. Tutte le mattine si recava dal gregge prima di andare al lavoro, per controllare che fosse tutto a posto. “Erba ne avrei ancora, ma quando cambiano l’ora devo portarle via, perchè altrimenti è troppo buio, la mattina. Altrimenti qui starebbero ancora bene…

Soprattutto ci sarebbero numerosi vicini, confinanti, proprietari di appezzamenti più a valle che vorrebbero che nelle prossime settimane e poi anche la prossima primavera/estate, il gregge “ripulisse” i loro terreni. Ma le pecore sono poche, per Loris questa è una passione/hobby. “Tenerne di più, ma poi? Non ho posto sufficiente per l’inverno… e poi ho un lavoro che non posso lasciare. Con 50-60 pecore non ci vivo!“. E’ bello vedere come qui il territorio veda con gratitudine e gioia le pecore mentre, pochi chilometri più a valle, nella pianura, ci siano numerosi comuni letteralmente tappezzati dai cartelli di divieto di pascolo. “Per colpa di qualcuno ci rimettono tutti, perchè da queste parti c’erano pastori che passavano anche un mese o più in quei comuni, con il permesso dei proprietari e senza fare danni.

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  1. Sono sempre valide le massime delle nonne ” chi ha i denti non ha il pane e viceversa”. Anche a me succede la stessa cosa; tutte le volte che esco con le mie poche pecore immancabilmente arriva qualcuno a dirmi di portare le pecore in qualche sua proprietà mentre per i pastori professionisti si stanno addirittura prendendo accordi a livello intercomunale per vietarne l’accesso. A me è venuto addirittura il sindaco a dirmi di andare a pascolare in alcuni posti dove lo sfalcio avviene di rado. Tutto questo perchè noi hobbisti facciamo sorridere le persone e non ne suscitiamo l’invidia. Sanno benissimo che possiamo tenere le pecore anche senza la loro erba. Nel momento in cui aumenti il numero cominciano a dire: “facile così, non gli costa niente mantenerle” e già non vengono più a offrirti di pascolare i loro pezzi. Anche la gestione di pochi capi è altra cosa rispetto a grossi numeri. Questa primavera è venuta a trovarmi una pastora che, con il compagno, conduce 800 animali e mi dice: ma guarda come sono brave queste pecore, ti seguono come un cagnoilino, le mie a quest’ora sarebbero già a 2 km. Pascolando 800 animali in due persone penso proprio che sia impossibile non fare danni. Per contro non puoi permetterti di avere il personale necessario e quindi navighi a vista. Qualche anno addietro molti si sono fatti prendere dall’euforia di prendersi un asinello tosaerba da mettere in giardino, salvo poi scoprire che l’animale produceva deiezioni maleodoranti ed attirava le mosche. Al pari molti vorrebbero vedere tutto pulito e non pagare le eco-conseguenze della pulizia.
    Buon pascolo a tutti, ciao, Bruno

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