Pecore del Nord-Est

Prima di parlarvi della Pecora Brogna, comunico agli amici del Nord Est che da giovedì sarò in Friuli, fino a domenica. Il 21 settembre presenterò “Lungo il Sentiero” nell’ambito di Pordenonelegge, ore 10:00 in Piazza della Motta. Venerdì però sarò a Tolmezzo e sabato a Pordenone, ma gli impegni riguardano i miei accompagnatori, pertanto… se qualche amico del blog volesse portarmi per greggi o malghe, contattatemi!

Adesso però torniamo in Veneto. Anche in questo caso, dopo aver saputo che andavo ad Erbezzo per presentare il mio romanzo, un amico mi ha invitata a vedere il suo gregge. Si tratta di un giovanissimo pastore che già ci aveva raccontato la sua storia. Così ci incontriamo in piazza e poi risaliamo le colline fino al prato dove le pecore stanno pascolando, chiuse in un ampio recinto.

(foto E.Pollo)

Mirko ha chiesto un permesso dal lavoro per incontrarmi e mostrarmi il suo gregge. Lavora presso un’azienda viti-vinicola della zona, ma è chiaro che la sua grande passione siano le pecore. Cova anche il sogno di diventare pastore full-time, anche se sicuramente non è una scelta facile.

Il suo piccolo gregge è composto da animali di razza Brogna (quasi in purezza) razza locale a rischio di estinzione che attualmente è in fase di recupero. Le pecore sono belle e ben tenute, l’erba non manca e… mentre siamo lì, un contadino viene ad offrirgli pascoli appena oltre la strada che risale tra le colline. “Vado dalle pecore tutte le mattine prima di andare a lavorare. Controllo che tutto sia a posto, che nessun animale sia rimasto impigliato nelle reti o abbia rovinato il recinto. Passano lepri, caprioli… Metto 4-5 reti che abbiano da mangiare per qualche giorno, poi le sposto.

La passione di Mirko è davvero grande. Gli animali alzano la testa tutti insieme appena lui li chiama, ma il più domestico in assoluto è il montone, che richiede le nostre attenzioni per tutto il tempo che rimaniamo lì a chiacchierare. Mirko mi fa mille domande, chiede consigli. E’ in contatto con i pastori della zona, qui ci sono piccoli allevatori, oppure passano i grossi greggi in discesa, che poi si spostano verso la pianura. Ma è zona di vigneti, quindi per i transumanti c’è poco spazio.

La pecora Brogna sarà poi tra i protagonisti della Fiera di Erbezzo il giorno successivo. L’Associazione per la tutela di questa razza, nell’ambito della 107° fiera del bestiame in questo comune della Lessinia, per la prima volta ha organizzato una rassegna dedicata alla pecora. Per essere il primo anno, c’è già un buon numero di appassionati partecipanti.

Io dovrò ripartire prima della premiazione e prima di vedere/assaggiare la “porchetta di pecora”. Come mi dicevano gli amici di Erbezzo, uno dei loro slogan è “mangiarla per salvarla”. Oltre al recupero della razza, è necessario anche favorire il consumo di carne ovina, poco conosciuta anche da queste parti. Si sta però investendo sulla valorizzazione tramite anche la trasformazione in salumi, ma anche sulla lana, particolarmente pregiata.

La fiera richiama molto pubblico, ci sono le “normali” bancarelle tipo mercato, ma poi accanto agli animali troviamo i banchi delle sellerie, con tutte le attrezzature specifiche per l’allevamento e la caseificazione.

Cambiamo un po’ genere di campanacci e collari, rispetto a quello che siamo abituati a vedere in Piemonte. Un giro rapido per la fiera, tra macchinari e bancarelle varie, ancora un saluto agli amici incontrati il giorno precedente.

Arriva anche qualche bovino, ma non sono più i grandi numeri della fiera di Erbezzo di un tempo. Gli organizzatori sperano di riportarla agli antichi fasti, quando lo spazio della fiera era per metà occupato dagli animali ed i commercianti venivano a vendere e comprare.

Ci sono anche produttori di formaggio, come questo giovane allevatore di capre e pecore. Mi racconta il ritrovamento di un suo agnello mangiato dal lupo… Il tema scottante continua ad aleggiare su tutta la fiera. Per me però è davvero ora di rientrare in Piemonte, agli altri impegni che mi aspettano, così saluto e riparto. L’impegno è di tornare il prossimo anno, magari trovando ancora più allevatori che parteciperanno con i loro animali.

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