Pascolo vagante, la copertina: perchè?

Visto che mi state bersagliando di domande, ma sopratutto per ringraziarvi della grandissima partecipazione on-line (qui sul blog e su facebook) al sondaggio per la copertina, adesso vi dirò quale è stata scelta e perchè. Oggi infatti abbiamo terminato l’impaginazione delle foto e tutto è nelle mani del grafico che farà le opportuna correzioni (ahimè non sono un fotografo professionista e molti scatti sono stati presi con la cana in una mano, l’ombrello o addirittura un agnello nell’altra).

Innanzitutto è stata scartata questa immagine, che non vi avevo proposto sul blog, ma che il grafico mi aveva mandato come quarta eventuale opzione. Troppa neve, il titolo che copre il gregge, il colore e la grafica del titolo… Lasciamo stare!

La percentuale minore di voti l’ha ricevuta la proposta 2 (sarà comunque presente nel libro come immagine). Io l’ho scartata per questi motivi: il gregge si allontana dall’osservatore, è un bellissimo panorama, ma i colori sono troppo tenui e ispira un’idea di tristezza di fondo, quasi che la pastorizia sia un mestiere al tramonto, in via di estinzione.

Lo so che la prima proposta è quella che ha entusiasmato di più il pubblico (su facebook ha ottenuto la stragrande maggioranza dei “mi piace”), condivido alcune vostre idee dal punto di vista di “perfezione” dell’immagine, però alla fine non l’ho scelta. E’ vero che qui c’è il pastore, il gregge non è “tagliato”, solo che molti di voi hanno visto in questo scatto il romanticismo. Il pascolo vagante per me però va oltre, anzi… io ho sempre cercato di essere realista e non romantica. Inoltre, a molti piace vedere gli scatti invernali con la neve, che sono senza dubbio suggestivi, ma per il pastore rappresentano i giorni più difficili, più brutti, ed inoltre sempre più in queste giornate vengono giudicati negativamente dalle persone (ignoranti) che ritengono che gli animali stiano male all’aperto. Scarto quindi questa copertina soprattutto perchè non rappresenta il vero pascolo vagante per i pastori stessi, mentre risponde troppo allo stereotipo romantico di questo mestiere.

Ho quindi scelto la terza copertina, appoggiata soprattutto dagli affezionati lettori di questo blog (ha vinto, anche se di poco, sulla prima nel sondaggio). Mi ritrovo perfettamente nelle parole di alcuni di voi, che conoscono questo mestiere: “Il pascolo vagante scorre sempre, proprio come l’acqua di un fiume” (Gloria). ” La proposta 1 è bella, ma mette tristezza, sai la neve è un problema… invece il pascolo vagante è anche gioia (Francesca)”. “Io sceglierei questa! Il pascolo é a valle e dietro si vedono le montagne! Due realtà che si mettono a confronto! La vita in montagna e quella in pianura! É molto bello il contrasto verde della vegetazione e bianco delle cime! Il gregge che le attraversa e in qualche modo le divide é bellissimo! E il laghetto più in basso é un stupendo!” (Irene). “Questa mi piace, come dice Francesca il pascolo è anche gioia e questa foto mi trasmette questo. Poi c’è tutto, il verde, il piano, la montagna e l’acqua… che è la vita per il gregge, per i pastori che da sempre si spostano costeggiando i fiumi…” (Cristina). Per concludere: “I colori brillanti e il paesaggio più ampio della 3 credo possano attirare l’attenzione anche di un pubblico meno specializzato, ma semplicemente appassionato di montagna e vita all’aria aperta… pur sempre possibili compratori” (Lorena).

Lo so che graficamente non è perfetta (animali tagliati, il gregge che un po’ si confonde con le pietre), non guardate il testo, perchè quello verrà ancora corretto nel contrasto e dimensioni. Però questa immagine è IL PASCOLO VAGANTE: autunno, inizio del nomadismo, in montagna è caduta la prima neve, si scende nella valle, nella pianura, si pascola lungo i fiumi. Insomma, la sintesi del mondo del pastore. Non c’è l’uomo? Meglio… I protagonisti di questo mestiere sono tanti e li ritroverete nelle immagini del libro che saranno moltissime, scattate ovunque io sia stata ed abbia incontrato un pastore, un gregge.

Vi prometto che uscirà prima di Natale e mi sto muovendo per organizzare una “prima presentazione” molto speciale. Cercherò di farlo costare meno possibile considerando i tempi che corrono, ma spero che capirete tutto il lavoro che c’è dietro: il mio (10 anni di vita!) e quello della casa editrice. A presto!

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