Ancora sui cani da guardiania (riflessioni)

Dopo il post di ieri, un amico mi scrive via facebook inviandomi un’immagine ed alcune riflessioni.

(foto F. Fazion)

Ti mando la foto fatta al Pra del cartello che si trova a Partia d’Amount. Probabilmente lo conosci bene e da l’idea di un ben diverso approccio. Non “attenti al cane” come quello da te pubblicato oggi (3/9/14 ndA), ma bensì “amico escursionista, per preservare etc….” Peccato che sia francese e quindi portato in Italia a dimostrazione della differente sensibilità e del diverso valore dato ai lavoratori della montagna.

A dire il vero non sapevo che, al Prà, vi fosse questo cartello. Quando non vengono divelti ed imbrattati, da noi ci sono appunto i cartelli della Regione Piemonte, quelli che avete appunto visto nel post di ieri, oltre che qua e là sul territorio, dove c’è un gregge. I commenti degli “amanti della montagna” raccolti qua e là su Facebook e da me riportati ieri parlavano anche della Valle Gesso. Il pastore mi diceva per l’appunto che i cartelli che aveva affisso alla partenza del sentiero erano stati danneggiati.

Cani da guardiania, mamma e cucciolo

Continua l’amico Franco: “Al fine di rispettare il lavoro degli allevatori – dice il cartello in francese. Quello in italiano da te inserito nel blog è evidentemente estratto da quello francese infatti cita la “tranquillità del gregge”, ma non fa neppure cenno all’uomo, al pastore, al suo lavoro! Come pretendere rispetto sensibilità ed attenzione se fin dall’inizio si sminuisce in tal modo la figura fondamentale di tutto il sistema?? Non si tratta ovviamente di dimenticanza, ma bensì di chiaramente diversa impostazione culturale, di ribaltata scala dei valori. E allora come pensiamo ad un possibile diverso atteggiamento da parte di chi frequenta la montagna per diletto?? Il burocrate di turno piccolo o grande che sia non vuole guai e quindi anzichè informare e sensibilizzare si limita ad avvisare di un pericolo…

Non posso che condividere il pensiero di Franco. Credo che l’argomento dovrebbe essere seriamente affrontato per esempio da associazioni come il CAI, con articoli informativi, ecc. Se il pastore deve accettare la presenza del lupo, allora tutti i frequentatori della montagna devono conoscere a fondo la questione, compreso il perchè dei cani, delle reti, ecc ecc.

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  1. per l’esattezza nel cartello originale della regione piemonte (non la riprodotta da altri e modificata che c’è nella foto) c’è proprio scritto che in questo alpeggio lavora un pastore e di rispettare il suo lavoro. Poi un po’ vittimismo ci vuole sempre…

  2. Credo sia giusto che in un bel sito come questo si prendano in considerazione certi argomenti,come credo sia giusto e doveroso non essere troppo faziosi nell’ affrontarli.È giusto,il lupo sta creando molti danni,è vero,i turisti non si comportano sempre nella maniera più appropriata..ma è doveroso fare una piccola analisi.Partiamo col presupposto che sono un pastore,per passione,non per esigenza o tradizione.Abito in valsesia ai piedi del monte rosa,ho prestato servizio x una associazione che si occupa della salvaguardia di moltl animali compreso il lupo.Grazie a questa ho avuto la possibilità di fare molta esperienza al fianco di pastori,soprattutto in Abruzzo.Tornato in Piemonte la differenza più grande che ho trovato è la quasi scarsa importanza che si da ai cani da guardiania.Nei miei posti è uno scandalo,ci sono cani di media grandezza x lo più meticci che scapperebbero anche davanti a una volpe!In altre zone ho visto greggi con cani più o meno allo altezza(qualcuno persino col vreccale)ma in linea di massima facendo una veloce media la copertura e la qualità dei cani è veramente scarsa!Non basta prendere un cane(o accettare)di una razza particolare,che si pensa sia adatta per risolvere il problema lupo!Il cane deve essere assolutamente adatto al proprio compito,e quindi selezionato o da Pastori con la P,o da persone che capiscano davvero di cani da guardiani,non smetterò mai di consigliare a tutti i miei conregionali di guardare il sito: canidaguardia.com-ciscal.Penso che una qualsiasi persona in un qualsiasi contesto lavorativo,prima di lamentarsi deve dimostrare con i fatti di aver fatto realmente il possibile per ovviare a un problema,cosa che in questo contesto,nella maggior parte dei casi non è assolutamente stato fatto.

    • proprio in Valsesia parlavo con pastori che mi dicevano: “fin quando il lupo non c’è… il fastidio dei cani me lo evito”. non si è ancora capito che bisogna prevenire. una volta che il lupo si è “insediato” è tardi e non possiamo pensare che una valle, per qualche motivo, non venga colonizzata. se il lupo “arriva” e trova difficoltà nel procurarsi le prede (cioè il gregge è già difeso dai cani), magari andrà oltre.
      resta però la questione della convivenza con i turisti e il numero dei cani da utilizzare. io non ho mai avuto modo di andare in abruzzo e parlare direttamente con i pastori per vedere dal vivo cosa succede, ma ho ricevuto risposte che mi hanno lasciata abbastanza perplessa sull’alimentazione dei suddetti cani.
      visto poi il tono di certe polemiche, se i nostri pastori si dotassero di un cane ogni 100-150 pecore, anche cani perfetti che si limitano ad abbaiare senza abbandonare il gregge, cosa pensi accadrebbe con i turisti??? e in pianura, d’inverno? perchè questi cani, ricordiamolo, devono stare SEMPRE con il gregge.

      • Un pastore che parla di “fastidio”riferendosi ai cani ha già fallito in partenza.Significa che fà questo lavoro con la mente rivolta solo al guadagno,gli danno fastidio i propri cani figurati i lupi!Se un pastore non ha il desiderio e la passione di avere un certo numero e una certa qualità di cani non potrà mai riceverne la vera efficacia da questi,sia contro il lupo(l alimentazione al contrario di quello che si pensa deve essere il meno e il naturale possibile,come fà un cane viziato mangia crocchette competere con un lupo selvatico??)e anche per il discorso turisti(se li si sta dietro ai cani basta un fischio x chiamarli,io non ho mai avuto il minimo problema,e non credo di essere superiore a nessuno nell’ allevare cani,ci vuole solo voglia e dedizione)..quindi cara amica..se manca la vera passione tutti i discorsi cadono,possiamo star qui a parlare due giorni che non si risolve niente!ci sono pastori che dopo un attacco di lupi durato magari due giorni,tra appostamenti inseguimenti e lotte,se li si viene sottratta una pecora nonostante tutto lo considerano una ricompensa al coraggio avuto dal lupo,un naturale epilogo in un naturale contesto naturalistico…ma questa ai giorni nostri è tutta un altra storia…ormai condivisibile da poche persone…purtroppo..

      • no, forse mi sono spiegata male… innanzitutto, anche da parte mia c’era una critica a chi o non vuole prendere i cani, o sceglie cani non adatti. messo in chiaro questo, il “fastidio” era riferito alle problematiche con le persone che frequentano l’alpeggio con i propri cani (nel giorno che sono stata lì, NESSUNO ce l’aveva al guinzaglio, nonostante la presenza di animali al pascolo) o che comunque hanno paura dei cani.
        la passione (se sei un pastore lo sai) è quello che manda avanti chi pratica questa attività. e la passione è per gli animali… se pensi che chi alpeggia in luoghi come le dure montagne della valsesia lo faccia “solo per il guadagno”, c’è un’incomprensione di fondo.
        così come il discorso degli appostamenti e lotte, che a me pare più uno scenario da film che un qualcosa di accettabile nella realtà!
        io non so come allevi tu i cani, ma le crocchette apposite non mi sembrano un alimento da cane viziato! e quindi… allora cosa devono mangiare i cani da guardiania? perchè a me dalle loro terre d’origine mi era stato detto che si nutrivano con placente (ma i pastori sempre meno fanno partorire in montagna, proprio a causa del lupo) e grilli!!!!!!
        ultima cosa. non sono un’esperta di cani, anche se ne ho sempre avuti. tutte le volte che ho avuto modo di vedere dei cani da guardiania all’opera, ho notato come questi siano generalmente “insensibili” ai richiami esterni, a differenza dei cani da lavoro, che invece si fermano a comando. mi è stato spiegato che è nell’indole di queste razze, che comunque devono andare a controllare il pericolo che ritengono minacciare il loro territorio.
        non mi addentro nel discorso del contesto naturale o antropico, perchè ci sarebbe da parlare per ore…

  3. Ma chi ha detto che i pastori devono accettare la presenza del lupo?
    Si potrebbe parlare di convivenza, quando a fronte della presenza di predatori che tentano di uccidere grandi animali uomo compreso, anche l’uomo potesse fare altrettanto e aggredirli all’incontro, il che già sarebbe un pò stupido e masochistico, 
    ma quando addirittura si vieta di ucciderli e potersi difendere è come dire chiaro e tondo che l’uomo è cacciato via ed estromesso dall’ambiente naturale, che è anche il suo vero habitat;
    se si riesce a riconoscere però che i lupi non devono stare in città, allora è li che l’uomo è relegato. In un vero e proprio stato di cattività.
    In modo peggiore a quello che era sempre stato riservato agli animali, che avevano sempre avuto a disposizione riserve naturali, l’uomo in questo caso si autoconfina come in vere e proprie gabbie. Perché completamente scollegato dal suo vero ambiente e vera fonte di vita.
    E’ inutile dire che si risolve tutto dando ai pastori dei cani da difesa, 
    a parte che un loro impiego veramente efficace richiede un forte investimento e dispendio di risorse che sarebbe un’altro corto circuito illogico e masochistico, la questione evidentemente non riguarda solo i pastori, ma tutti gli esseri umani, che come naturali fruitori dell’ecosistema da cui provengono sono nella medesima situazione degli esseri umani pastori in senso stretto, e avrebbero gli stessi problemi circa il mantenimento di una muta di cani mastini che sia in grado di affrontare un orso o un branco di lupi selvaggi, per poter recarsi nel verde. Problemi che di fatto rendono impraticabile la presenza dell’uomo, nelle aree dove si trovino anche lupi, e grandi predatori.
    Perché l’uomo deve accettare di non usufruire più liberamente dei boschi e del suo vero ambiente dalla sua comparsa su questa terra?
    Fare moltiplicare grandi erbivori e prede del lupo per poi farle sbranare da queste belve purtroppo non serve a migliorare la situazione ambientale.
    I fortissimi scompensi ambientali causati dalle innumerevoli sostanze tossiche, chimiche e nucleari immesse nell’atmosfera, nel suolo e nelle acque, e lo sfruttamento selvaggio dei territori, hanno portato ad una situazione di degrado da molti scienziati giudicato irreversibile, per il quale non si è spesa tanta attenzione e parole, né progetti concreti per porvi rimedio.
    Io non credo, se posso esprimere un’ opinione, che saranno le erbe calpestate dai piedi del lupo al suo passaggio o le sue pulci che si porta addosso, come è stato anche suggerito, a migliorare la reale situazione ecologica del pianeta, e nemmeno le nuove figure di poveri corpi orrendamente straziati che oggi incontriamo nelle valli, e a profusione ci vengono somministrate ormai dai giornali, di poveri animali ormai condannati ad una fine spesso lenta e orrenda, a cominciare da quando si vedono inseguiti e circondati dal branco, e capiscono che non ce la faranno, fino a quando moriranno sbranati a morsi.
    Ai quali i cacciatori avrebbero eventualmente riservato una fine migliore, e molto più compassionevole.
    Ci sarebbero tante cose da dire, e tutte ovvie purtroppo. Aggiungo solo una cosa, almeno evitare l’ipocrisia di mettere i bambini su un piedistallo come esseri a cui tutto è dovuto, materialmente, moralmente e spiritualmente, depositari di tutti i diritti immaginabili a partire dall’ipotesi di concepimento, per poi una volta pronti e formati e liberi di muoversi autonomamente  negargli addirittura la possibilità di vita nel verde e l’ambiente naturale.

    • Scusa ermes,ma tu vai contro la logica della natura,adesso siamo arrivati al punto che il lupo deve essere condannato perché caccia in modo incivile e crudele le sue prede??allora uccidiamo tutti i ragni,i serpenti perché le loro vittime muoiono in una terribile agonia!ma questa è la vita..e quante ne combina l uomo?il fatto che i lupi non si possono cacciare è giusto per un semplice motivo,senza paroloni e discorsi filosofici..:se si dà il permesso all’ uomo di uccidere un animale questo lo porta all’ estinzione,come è capitato per migliaia di specie animale,io dico che la storia insegna che in fin del conti hanno più diritto loro a vivere in certi contesti che l uomo,loro uccidono per sopravvivere,l uomo lo fà per puro gusto,come l calciatori,che non credo hanno bisogno di mangiare quello che cacciano,lo fanno per crudeltà egoistica!

      • Dato che questa è la vita e la logica della natura ,anche l’uomo, dalla sua comparsa sul pianeta, per milioni d’anni fino ad oggi, quando si trovava al cospetto di una belva feroce la aggrediva e uccideva esattamente come loro per sopravvivenza, certo non gli passava per la testa, come all’improvviso oggi pare avvenire, che era lui che doveva scomparire dal territorio e andare a chiudersi da qualche parte perché era lui, e i propri animali, che poteva essere aggredito e ucciso ma non doveva difendersi.
        Certo che è solo l’uomo che compie azioni aberranti, e chi davvero ha a cuore gli animali e gli indifesi si occupa appunto delle loro uccisioni per divertimento, come i combattimenti clandestini, e dell’estrema crudeltà egoistica della vivisezione, anziché andare con paroloni a favore della chiusura dell’uomo in riserve per giunta innaturali, invece che gli animali in quelle naturali,
        come si era sempre fatto in passato per la preservazione delle specie, e le risorse per farle funzionare veramente ci sarebbero, come ci sono per la proliferazione e protezione nei contesti umani di lupi e orsi.
        L’egoismo umano  si esprime proprio nel suo preferire dei soldi oggi, qualche agevolazione, qualche parvenza di sicurezza per noi, a scapito della vivibilità futura, e per i nostri figli e discendenti.

  4. Ti assicuro che in Abruzzo,Maremma e Calabria per non parlare della Transilvania le lotte con il lupo non sono scenari televisivi,anzi..la realtà molte volte supera la fantasia cinematografica.In ogni campo lavorativo ci sono persone che usano la passione e altre che preferiscono pensare di più al portafoglio,è nell’ ordine delle cose,altrimenti sarebbe tutto troppo bello,e sappiamo che nel mondo purtroppo non è così.Per quanto riguarda il cibo non mi riferivo alle famose piacente,ma ti assicuro che i cani che mangiano crocchette sono più deboli per una serie infinita di motivi.I veri cani da pastore si trovano addirittura loro qualcosa da mangiare(il più delle volte se lo cacciano)oltre al poco di quello che capita che ricevono dal pastore,ma ormai è un abitudine in uso solo in pochi posti in italia o nazioni dell’ est europa,infatti in transilvania i cani devono obbligatoriamente portare un legno orizzontale che li pende dal collare per far in modo che non possano correre dietro le eventuali prede selvatiche.Quelli sono cani,quasi selvatici,come il loro nemico lupo,e solo quei cani(che sono sempre almeno in dieci per branco)riescono davvero a tener testa al lupo,ma in italia è diverso,ci sono gli animalisti,i turisti che hanno paura o come hai detto bene tu vanno in giro con il cane libero…quello che cerco di dire è che cmq tra mille difficoltà si potrebbe fare molto meglio con i cani da guardiania,soprattutto delle nostre parti,in piemonte..c è ancora la cultura dell aspettarsi sempre qualcosa dallo stato,qualche magia..ma non abbiamo capito che l unica cosa da fare è contare solo su noi stessi,darci consigli tra di noi..parlare diffondere la consapevolezza che un pastore ha bisogno di veri cani,è l investimento più importante da fare per salvare le aziende in alpeggio dove è tornato il lupo,nessuno ci può aiutare,l italia sta andando allo sfascio!!!

  5. Che lo Stato se chiede dei soldi, e comunque chiunque chieda dei soldi, deve dare anche dei servizi si può dire oppure oltre a strapagare possono essere pubblicate solo frasi come sopra “ci aspettiamo sempre qualcosa dallo stato ma non abbiamo capito che dobbiamo contare solo su noi stessi”?
    Con questi atteggiamenti che tutti hanno lo credo che si va allo sfascio.
    Anni fa, a volte mi capitava di sentire dire  – moriranno quelli che hanno fatto la guerra!…-  Intendendo che morti quei vecchi le cose sarebbero andate meglio, 
    invece adesso arrivato il tempo che quei vecchi sono morti davvero, ovunque si vede e si sente dire che le cose vanno allo sfascio, con contorno di atmosfera fatalista e rassegnazione di chi ha abbracciato l’ineluttabile fine del pianeta e dell’uomo.

    • Atmosfera fatalista?tu la chiami così..io lo chiamo REALISMO!punti di vista..sta di fatto che chi vive sperando muore….lo sai come finisce il detto vero??allora credo sia meglio vivere per la realtà che ci circonda,se non ho aiuti(come sta in effetti succedendo con la questione lupo)allora devo prendere contromisure fattibili senza andare nell’ illegalità..non sto di certo a sperare nell’ aiuto di papa francesco,renzi o berlusconi!agisco in modo legale e più utile possibile!tutto qui!

      • Quindi come dici, chiami realismo accettare una situazione “che porta all’ineluttabile fine del pianeta e dell’uomo”. Io trovo che sperare sia adattarsi a vivere in una situazione simile. Cioè credere che una vita che sia vita sia possibile.
        Uno Stato o chiunque raccolga soldi a titolo di amministrazione della comunità e fornitura di servizi comuni non può prendere decisioni e preparare leggi che vanno contro la vita dei cittadini contribuenti o che ledono i diritti umani, se non siamo nel masochismo e nel regno dei talebani.

      • Ma quattro lupi spennacchiati,per giunta reintrodotti(secondo il mio punto di vista)non sono e saranno mai la fine per l uomo!Io dico solo che i VERI cani da guardiania sono un validissimo deterrente per i lupi,molti pastori preferiscono piangere e aspettare chissà quale miracolo(anche se immagino cosa aspettano ma pochi hanno il coraggio di dirlo apertamente)quando invece le istituzioni in Italia sono quelle che sono,quindi…ripeto…agisco come posso senza far niente di illegale,ovvero tengo dei buoni cani e lo consiglio a tutti!io mi intenerisco davanti a una mia pecora con il suo agnello così come a una lupa con i suoi piccoli!Ho visto con i miei occhi predazioni sul bestiame,fà molto male lo sò,ma fà male anche vedere vagare due cuccioli di lupo in cerca della madre xke qualche vigliacco bracconiere l ha uccisa.tutto qui,amo gli animali indistintamente e sono convinto che l uomo abbia sempre rovinato tutto,non le bestie!

        ps: il lupo non serve all’ eco sistema xke cammina nei boschi come hai scritto prima,ma xke è un predatore importante,se non era quasi istinto(a causa dell’ uomo)a quest ora non c erano tutti quei cinghiali che fanno un casino di danni,le volpi che trasmettono malattie su malattie..ecc ecc..ma queste cose non le dice nessuno..eh beh..poi si toccano i cacciatori,non sia mai..quelli portano soldi allo stato…

  6. E io dico, se è possibile dare una voce diversa al coro uguale che sono queste pagine, come del resto anche le altre, che i cani da guardia non risolvono il problema dell’impossibilità di esistenza dell’uomo e dei suoi animali nelle valli e ovunque si trovino grandi predatori quando all’uomo non è data la stessa possibilità di agire e aggredire per la sopravvivenza che è data al lupo. Anzi alle lupe con i cucciolotti e alle orse con i piccoli come ormai vengono chiamati questi animali.
    E’ la prima volta che sento un pastore, quando i lupi sono stati combattuti per tutti i secoli, dire che gli fanno tenerezza i lupetti, che è giusto che gli predino le sue pecore e che hanno più diritto loro a stare nei monti che le persone, come anche ormai a quanto pare si giudica e si condanna in base al semplice sospetto delle intenzioni, proprie fantasie e personali immaginazioni,
    ma a lupe e orse comunque non fanno tenerezza e non importa nulla dei piccoli delle pecore, di altri animali, e dell’uomo, come a quanto pare, e come viene sottolineato, non importa nulla alle istituzioni se preferiscono tutelare i diritti e le libertà delle belve e se deve essere dato per scontato che da queste non ci si deve aspettare nulla.
    Se un centro amministrativo non è tale perché non svolge la sua funzione, allora il principio “contare solo su sé stessi” vale anche per lui, e non deve piangere continuamente mancanza di soldi e chiedere continuamente soldi su soldi e prelievi su prelievi agli altri, cioé alle persone.
    Si è visto scritto che il lupo sarebbe stato necessario all’ecosistema persino per le erbe che calpesta passando e per le pulci che si porta addosso, poi che si estingue se non viene a sbranarci i nostri animali e a minacciarci sotto casa o nella persona, se pure noi passiamo nelle campagne, e anche che è indispensabile per il contenimento di cinghiali, solo che nei decenni che non c’era non c’erano nemmeno tutti questi cinghiali, né tutti questi grandi erbivori, cervi e camosci ecc.,
    e nessuno ha mai sentito la mancanza del lupo,
    Poi si può sempre negare l’evidenza e ciò che è da sempre risaputo per esperienza di vita vissuta.

    • Io non ho assolutamente detto che mi fà piacere se un lupo mi uccide una capra,non sono un sadomaso!Io non riesco semplicemente a concepire come faccia una persona che vive a stretto contatto con la natura,dilettandosi nell amore che prova verso i suoi animali,possa essere così incattivito contro un essere vivente.I pastori anno risarcimenti dallo stato per le predazioni,ed esistono validi deterrenti come reti e VERI cani da guardiania!Prima dici che è giusto pretendere dallo stato e poi ci punti il dito dicendo che prendiamo chissà quanti soldi dallo stato!Ma poi vorrei capire una semplice cosa,rimando nella conversazione civile:quale sarebbe la soluzione al “problema”lupo?Perché il punto è questo..io passo per un auto lesionista solo perché dico che non è giusto uccidere i lupi e che molti pastori prima di parlare dovrebbero avere almeno la coscienza apposto di aver preso le giuste precauzioni…non faccio orecchie da mercante sui consigli solo perché voglio una soluzione più rapida e comoda..forse e meno male c è qualcuno che lo ha fatto,dovrei essere visto bene proprio perché sono uno dei pochi “civili”che cerca di andare in contro alla natura,non solo alle tasche proprie!

      • Complimenti rudy, finalmente è un piacere conoscere una persona civile e responsabile. finalmente una persona capace di analizzare un problema e cercare di trovare soluzioni che non siano quelle, tanto in voga in questo paese <>. Il diritto personale ad una certa cosa, deve andare d’accordo con il diritto degli altri. e il perdere animali per attacchi di un lupo, crea lo stesso svantaggio economico di chi deve spendere denaro per recarsi al lavoro, di chi subisce furti in negozio, di chi non viene pagato a lavoro ultimato. rientrano nelle perdite dell’attività o del proprio lavoro. quindi i pastori, come tutti i lavoratori, debbono adottare accorgimenti per limitare le perdite. non credo che per salvaguardare l’attività pastorizia o le gitarelle dei turisti domenicali che vorrebbero passeggiare in un idilliaco asettico luogo dove tutti i rischi e tutti i pericoli debbano essere eliminati, si debba eliminare tutto quanto da fastidio (a chi poi da fastidio)?. Ben venga quindi la natura selvaggia, i lupi, gli orsi, le zone dove il cellulare non prende la linea, ben venga l’attività pastorizia, con i loro cani a difesa del gregge, la bèrgna, i formaggi fatti a mano, che cambiano il sapore durante la stagione a seconda dell’altitudine dove pascolano gli animali. ci sono luoghi difficili e luoghi semplici, uno sceglie quali frequentare, senza imporre la propria volontà a gli altri. il lupo alla fine, per quanti danni potrà causare, non sarà la causa della fine della pastorizia, anzi, “sfruttato a dovere” potrebbe incentivare il turismo in quelle zone dove è presente. il pericolo sono gli allevamenti intensivi, che producono (oltre alle sofferenze agli animali), carne di scarso valore alimentare, piene di antibiotici e prodotti chimici, caseifici enormi che producono formaggi insulsi in enormi quantità, la cultura del cibo a poco prezzo, togliendo spazio a chi punta sulla qualità e la bontà dei propri prodotti, i contributi europei che vanno soltanto ai soliti “amici” e non a chi li merita, la cementificazione selvaggia che toglie spazio all’agricoltura, la mancanza di conoscenza del valore della tradizione contadina e pastorale, la fine dell’utilizzo della lana di pecora, il disinteresse da parte degli enti preposti alla valorizzazione dei prodotti locali. invece di prendersela con i lupi, i pastori, dovrebbero unirsi, per far conoscere il loro lavoro, la qualità dei loro prodotti, ottenere dalle amministrazioni il riconoscimento della loro attività. solo così è possibile salvare una attività altrimenti destinata ad essere risucchiata nelle spire delle multinazionali dell’alimentazione.

  7. Grazie Luciano per i complimenti,fanno sempre molto piacere,soprattutto quando sono fatti da persone molto istruite ed intelligenti come te!Io scrivo piuttosto mala,sbaglio i verbi le a senta la h ecc..a volte non riesco a spiegare neanche un concetto..và beh,a ognuno il sto 🙂 Meno male che ci sono persone come te che sento vicine al mio modo di pensare e che riescono a farsi capire…e bene anche!Hai toccato i punti chiave,i problemi nella pastorizia sono ben altri che i soli lupi!certo anche loro possono essere un piccolo problema,ma sicuramente più sopportabile rispetto alla brutta piega che sta prendendo l alimentazione con la grande distribuzione,faremo la fine degli inglesi o degli americani,che conoscono quattro gusti nel cibo..saranno ricchi sotto altri aspetti,ma sul cibo noi italiani dobbiamo tenere duro perché è forse la cosa più importante che abbiamo e che il mondo ci invidia e…compra..quindi w ogni consiglio e idea da parte di tutti su come affrontare un problema,non solo piangerci sopra!

  8. Ci si può anche fare i complimenti da soli o dare degli intelligenti a chi scrive le stesse cose che diciamo noi e che a noi possono far comodo o sembrare far comodo, comunità e persone civili non cercano di demolire nella persona e nell’immagine chi porta un ragionamento diverso dal proprio, ma cercano di rispondere con coerenza e logica, se veramente vogliono individuare la soluzione migliore, ma è proprio quando la logica porta a considerazione diverse dalle proprie ed evidentemente le si vogliono imporre ugualmente che si parla e si scrive come in queste pagine, il punto è che io ho preso in considerazione ed argomentato ogni punto presentato nei post comprese le soluzioni e la via migliore per tutti, non solo per le belve, di affrontare il problema, un problema che tra l’altro è stato creato, solo che semplicemente nei prossimi interventi ci si è comportati come se nulla di nuovo e di diverso fosse stato detto e semplicemente si sono ripetuti e si continuano a ripetere gli stessi mantra. C’è una tecnica, mi sembra in ambito militare, simile a questo comportamento quando semplicemente si vuole sconfiggere il nemico prigioniero: la ripetizione continua, qualunque cosa l’altro dica, fino allo sfinimento, fino a quando l’altro deve tacere perché si rende conto che è inutile tentare il dialogo, ma di violenza si tratta.
    Quando ho detto per esempio ‘chi raccoglie più della metà delle entrate a titolo di amministrazione e fornitura di servizi qualche servizio positivo lo deve pur dare, ed è evidente che i contribuenti se le aspettino, non stanno piangendo,
    e che pure le decisioni che questo centro amministrativo prende non devono essere di contro “zappe sui piedi”  degli amministrati’  ho detto qualcosa di chiaro, la replica a questo è stata invece questa frase: “Prima dici che è giusto pretendere dallo stato e poi ci punti il dito dicendo che prendiamo chissà quanti soldi dallo stato!” ovvero una frase illogica, e impertinente rispetto alle parole e significato che avevo espresso.
    Poi appunto si può dire il contrario, ma è chiaro che il vero ragionamento e dialogo è impossibile e non c’è nemmeno rispetto.
    Le altre considerazioni nelle risposte sono solo un abbinamento di fatti e situazioni positive a decisioni e fatti che in realtà portano all’opposto.
    Compreso l’impoverimento dell’alimentazione che è una delle conseguenze dell’appropriaione del lupo delle aree verdi a scapito della presenza umana mentre si continua a dire che il lupo deve avere la precedenza.
    Questa cosiddetta accettazione civile e responsabile con geniale analisi che individua la soluzione nell’adozione di cani da guardia per i pastori e reti elettrificate, ripeto, sta portando di fatto alla chiusura delle attività pastorizie e di montagna in genere, e all’espulsione dell’uomo dai boschi ed aree verdi, perchè è evidente che io individuo se so che in una zona vaga un branco di lupi libero, che ha diritto di aggredire me ma non io lui, in quella zona non ci  vado, al di là di tutte le prese in giro che ci possiamo dire e fare, ed è sottolineato dai nuovi concetti che ci pervengono oggi di mancanza di diritto e spregio sul fatto stesso che l’uomo possa volere recarsi in montagna. In realtà il suo vero habitat naturale.
    Chi ha un pò di intelligenza, guardi non alle buone intenzioni espresse, ma ai risultati dei fatti e alle loro catene di conseguenze.
    Certo io non posso farci nulla, se non esprimere un’opinione, se l’uomo è cieco e autolesionista, e invece di guardare alla realtà pare ragionare secondo le immagini finte di brillanti video e televisioni.

    • Francamente, Ermes con tutto il rispetto possibile, faccio un pò fatica a comprendere il tuo ragionamento.
      * Parli di belve, ma cosa intendi per belve?
      * “certo non gli passava per la testa, (a chi? all’essere umano?) come all’improvviso oggi pare avvenire, che era lui che doveva scomparire dal territorio e andare a chiudersi da qualche parte perché era lui, e i propri animali, che poteva essere aggredito e ucciso ma non doveva difendersi.”. Cioè stai affermando che i lupi mettono a rischio l’esistenza degli esseri umani? O che gli esseri umani sono rinchiusi in un piccolo spazio, mentre, la fuori, il mondo è sotto controllo di branchi di lupi feroci, il cui unico scopo è quello di uccidere gli uomini?
      * Il lupo “si estingue se non viene a sbranarci i nostri animali e a minacciarci sotto casa o nella persona, se pure noi passiamo nelle campagne, e anche che è indispensabile per il contenimento di cinghiali, solo che nei decenni che non c’era non c’erano nemmeno tutti questi cinghiali, né tutti questi grandi erbivori, cervi e camosci ecc., e nessuno ha mai sentito la mancanza del lupo” Quanti lupo hanno sbranato persone in questo paese da quando (e anche prima) ha fatto la sua ricomparsa nel nord italia (che in abruzzo c’è sempre stato.
      * ” l’impoverimento dell’alimentazione che è una delle conseguenze dell’appropriaione del lupo delle aree verdi a scapito della presenza umana mentre si continua a dire che il lupo deve avere la precedenza.” ????? Il lupo si è appropriato delle eree verdi e così le multinazionali sono costrette a rifornirsi dagli allevamenti intensivi e dalle monoculture ogm?
      Allora a questo punto ti esprimo il mio punto di vista, che credo sia condiviso anche da molte altre persone.
      1) gli animali selvatici, sono, ad oggi, proprietà demaniale dello Stato, quindi di tutti i cittadini: di conseguenza il fatto che uno li vuole o non li vuole rimane un problema personale, ci sono, sono protetti, e devono essere protetti e rispettati da tutti. se a me non sta bene la centrale a carbone sotto casa, che uccide più persone dei lupi, purtroppo non la posso far saltare, o cambio casa o rischio la mia salute.
      2) siccome ci sono anche persone che apprezzano i lupi e gli altri animali selvatici e vorrebbe poterli incontrare o almeno sapere che dove uno vive o ci passa questi animali esistono e sono coscienti del rischio di farsi sbranare da questi, anche queste persone a mio parere hanno il diritto di pretendere che i lupi e gli orsi esistano. per questo sono contrario alla caccia. perchè al di la del giudizio morale di ognuno, un cacciatore non dovrebbe avere il diritto di eliminare animali che io come cittadino di questo paese dovrei avere il diritto di osservare liberi in natura. se uno vuole cacciare, dovrebbe poterlo fare cone in GB, in apposite riservedi propietà e gestite da privati, dove, sul loro territorio immettono e cacciano animali da essi acquistati e amministrati.
      3) come uno va a lavorare con il rischio di essere investito da un’auto o dall’autobus o di morire in mille modi possibili, non vedo perchè tutto questo lo si accetta e invece il lupo, che ad oggi non ha ucciso nessun essere umano non debba esistere. se uno ha paura di essere investito da un’auto, sta a casa sua o dove non ci sono le auto, se uno ha paura dei lupi, stia a casa sua o dove i lupi non ci sono.
      4) Ma quanti sono i capi ovini e bovini uccisi effettivamente dai lupi? e quanti gli animali uccisi dalle infezioni o dalle malattie o che finiscono nelle scarpate perchè spaventate dai mezzi che scorazzano per le valli alpine? e quanti costratti a spostarsi in territori ormai troppo cementificati, dove non si trova più spazio per la transumanza.
      5) se si ritornasse a valorizzare la produzione per esempio ridando un valore alla lana, che da guadagno per i pastori che la vendevano è ora diventata un costo, visto che nessuno più la utilizza e viene smaltita come rifiuto speciale, forse il guadagno per chi svolge questa attività permetterebbe una maggiore certezza economica, permettendo una migliore gestione del patrimonio ovino.
      6) se chi vive in città non volesse portare la città anche al di fuori di essa, un luogo privo di pericoli dove potre fare quello che si vuole, se si ritornasse a considerare l’ambiente naturale un luogo dove ritrovare un senso naturale della vita, se i pastori non vedessero la valle soltanto come un luogo di lavoro, se tutti ritornassero a considerare la vita in maniera anche un poco più a misura di ambiente, non un’esistenza asettica, scandita da traffico e dagli smartphone, forse ci sarebbe più comprensione per tutti, anche per i selvatici e per chi i selvatici li rispetta.

  9. Le mie frasi riportate sono state estrapolate da un periodo più ampio che le chiariva, e da sole non possono essere correttamente interpretate.
    L’atteggiamento usato è sempre lo stesso;  a ciò che è stato scritto ho già risposto nei post precedenti, e per rispondere ancora a queste dovrei dire le stesse cose, che quindi non sono state tenute in considerazione, non mi  stupisco quindi che “non si abbia capito ciò che ho detto”. Pur dilungandosi nelle risposte.
    Ripeto ancora, più precisamente, che nessuno può imporre a una persona di non circolare nelle vie, che siano cittadine o di campagna, o impedire a questi quando aggredito di non difendersi. Tanto più da chi chiede dei soldi a titolo di tutela degli interessi degli associati contribuenti. Quando  c’è un accordo, un patto, un contratto, con cui si stabilisce che a fronte del versamento di una prestazione, in questo caso denaro da una parte, l’altra parte deve fornire una controprestazione o servizio, questa parte non può arrecare un danno, limitare invece una libertà, sopprimere un diritto, stendere tale operazione per iscritto chiamarla legge e imporla d’autorità. Questa è una violenza, un’ingiustizia, mancanza di rispetto dei patti originari, e non è legittimo in senso stretto ciò che non risponde a criteri di giustizia, o lede i diritti umani, e non può essere accettata. Se non ci si trova appunto unicamente nella violenza, che appunto non ha diritto di essere accettata per definizione.
    Altre cose che sono state dette sono negazioni dell’evidenza.
    Posso ancora osservare che un sito di pastori come questo esprime veramente un bell’appoggio ai lupi e altre belve feroci,
    e che oltre ad esser stato scritto che sono necessari per l’ambiente, che si estinguono se non circolano loro liberi per tutte le aree boschive, valli e zone verdi, che servirebbero da contenimento per cinghiali ed altri grandi erbivori, adesso si apprende che ci sarebbe una grande quantità di persone che vorrebbe, e vede addirittura come diritto, andare nei luoghi dove si trovano i lupi, poterli vedere anche rischiando di essere sbranati, e vederli loro liberi di circolare, e tutto questo non in aree delimitate di ambiente naturale come riserve, ma vicino alle loro dimore e in zone che erano sempre state da loro frequentate, bé, non ho nemmeno voglia di commentarlo.

    • Non credo caro ermes che tu non abbia voglia di commentarlo, credo che non ci siano argomentazioni che possano dare seguito ad una controrisposta che possa ampliare il dibattito in corso.
      infatti non hai risposto a nessuna delle mie argomentazioni.
      prima però mettiamoci daccordo sulle definizioni;
      cita il dizionario della lingua italiana: (http://www.wordreference.com/definizione/belva):
      belva ‹bél·va› s.f. pl: belve, “Bestia feroce fig. Uomo di crudeltà e ferocia inaudite.”
      quindi in italiano si definiscono belve non i lupi, ma “le bestie e gli uomini e quindi quando si usano certi termini occorrerebbe prima saperne il significato e il riferimento.

      proseguendo, basterebbe che, con i dati in tuo possesso, portassi a conoscenza dell’intera platea qui presente quanti attacchi ad esseri umani sono stati compiuti dai lupi in questo paese negli ultini 25 anni, così come ci documentassi sull’incidenza dei decessi per attacchi da lupi sui greggi ovini e bovini, rispetto a tutte le altre cause di morte. non basta gridare al pericolo, tutto è pericolo, anche le punture di api, che causano più morti che quelle da lupo, anche gli spari dei cacciatori uccidono più persone dei lupi, anche lo sci alpino, l’arrampicata, l’escursionismo, anche gli incidenti domestici.
      per finire, definitivamente, spero, vorrei far capire questo concetto.
      gli animali selvatici, così come i luoghi in cui vivono, sono proprietà demaniale dello stato, quindi proprietà dello stato e come (la proprietà dello stato), dovrebbe essere rispettata, accettandone leggi e regolamenti.
      lo so che per un italiano è molto difficile concepire e comprendere questo concetto, abituati come siamo ad intendere lo stato come un nemico, ad anteporre il proprio interesse personale a quello della comunità in cui ognuno di noi accetta di vivere.
      purtroppo è così che in un paese culturalmente sviluppato occorrerebbe comportarsi, rispettando le regole.
      ricordo infine a tutti quanti ritengano di sentirsi in pericolo dalla presenza dei lupi, (citando però dati e fonti e non paventanto fobie personali), e a coloro che vogliano imporre la propria volontà persole, che le montagne non sono proprietà privata. ognuno in casa sua, se vuole, impone se stesso agli altri, ognuno, nelle proprietà dello stato accetta quanto lo stato impone.
      e se lo stato impone i lupi, si accettano i lupi, non li si avvelenano, non gli si spara, non li si demonizza con argomentazioni infondate, li si rispetta, li si lascia stare, anche se non si condivide la loro presenza.
      ripeto, per chiudere, anche se parrà assurdo a chi non sa vedere oltre alla propria opinione. ci sono, in questo paese, persone a cui frequentare luoghi abitati da lupi, orsi ed altri animali selvatici fa piacere e voglia continuare ad avere a disposizione un ambiente dove questi animali sono presenti. credo che anche queste persone, come i lupi abbiano qualche diritto.
      Grazie a tutti.

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