Paesaggio e non solo in Svizzera

Devo ancora raccontarvi alcune cose della mia breve vacanza in Svizzera, aspetti che riguardano gli argomenti di questo blog. Per esempio, parliamo ancora di paesaggio!

A volte il paesaggio non è poi così speciale, ma… Cos’è che fa la differenza? In una giornata dal meteo sicuramente non eccezionale, va anche bene camminare lungo questo percorso (segnalato con frecce ad ogni bivio) dove sicuramente non vi sono paesaggi alpini mozzafiato o attrazioni turistiche particolari. Fa la differenza quel bordo strada curato, senza un’erbaccia. Fa la differenza lo steccato, che sicuramente ha solo una valenza paesaggistica e nient’altro, perchè ai fini pratici, se bisogna contenere degli animali, si preferisce il filo ed i picchetti mobili.

Nel paesaggio non stonano nemmeno troppo le rotoballe fasciate, in attesa di essere condotte al riparo in cascina. Buona parte dei prati sfalciati erano punteggiati da questi fagotti bianchi, mentre altrove si attendeva un po’ di sole per andare avanti con il taglio del fieno.

Lungo queste passeggiate per stradine secondarie asfaltate o sterrate, oltre alle panchine per il riposo di chi le percorre, ci sono queste che… non sono buche per le lettere! Qualcuno, commentando il precedente post sulla Svizzera, parlava di civiltà. E questo è un simbolo di civiltà. Perchè da noi gli escrementi dei cani non vengono raccolti dai loro padroni nemmeno quando imbrattano i marciapiedi dove gli esseri umani preferirebbero non trovarli. Ma qui li devi raccogliere anche in aperta campagna. E nessuno si sogna di mandare il proprio cane a correre in un prato o in un pascolo, sapendo che quell’erba verrà brucata o trasformata in fieno. Se non cambia la testa delle persone e non si inizia ad avere rispetto di tutto, sarebbe inutile posizionare in Italia queste cassettine. Ben pochi le userebbero, qualcuno si prenderebbe i sacchetti e… chi passerebbe a svuotarle e rifornire di sacchetti nuovi?

Ebbene sì, anche questa è Svizzera! Potete tirare un sospiro di sollievo, anche lì si usano le vasche da bagno come abbeveratoi per gli animali. Le ho viste in più posti, ma in generale più in fondovalle che nei valloni d’alpeggio, dove l’abbondanza di corsi d’acqua non rendeva necessario creare abbeveratoi. Comunque, parlo sempre solo di una zona abbastanza limitata, quindi non posso generalizzare.

Qui siamo in Alta Engadina, un territorio dove, a pochi chilometri di distanza, convivono una realtà rurale di alta montagna come questa (siamo ad oltre 1700 metri di quota, una vallata abitata tutto l’anno) ed il turismo più che esclusivo della rinomatissima St. Moritz.

Dov’è troppo ripido per sfalciare, c’erano recinzioni fisse ad accogliere questo gregge di pecore. Non si tratta di un vero alpeggio, credo che gli alpeggi propriamente detti fossero a quote maggiori nei valloni laterali. Qui sono terreni sui 1800-1900 metri a monte dei paesi che, per essere puliti, vengono fatti pascolare. Gli appezzamenti più a valle erano già stati brucati, restavano altri pezzi qua e là dove spostare il gregge a mano a mano che l’erba fosse finita.

Il gregge era, come la maggior parte di quelli che ho visto durante il mio soggiorno, composto da animali di razze differenti e proprietari diversi. Credo proprio che, da queste parti, siano in molti ad avere qualche pecora in stalla. Non grandissimi numeri, anche poche unità, per tener pulito il territorio. Mi era stato spiegato che il contributo lo riceve il proprietario degli animali per il semplice fatto di possederli, non chi li porta in montagna.

Più avanti nella valle, risalendo un versante per raggiungere uno dei passi che permettono agli automobilisti di uscire/entrare dall’Engadina, ecco altre reti tirate e piccole greggi, alternate a fili e mandrie. Insomma, non un lembo di territorio abbandonato, non curato.

Che dire del passo… L’Albulapass è forse il meno frequentato, con la strada più stretta, dei colli che uniscono l’Engadina al resto della Svizzera. Dal punto di vista dei pascoli è un sogno. Versanti che declinano dolcemente, pascoli che risalgono verso il cielo. Di animali ce n’erano tanti, ma l’estensione del territorio era così vasta da far sì che quasi scomparissero.

In certi tratti non c’erano nemmeno i fili a delimitare il pascolo, così vacche e manze transitavano anche sulla sede stradale. Nessuno si indignava. I rari automobilisti le scansavano per sorpassarle, allo stesso modo in cui superavano i ragazzi che si allenavano con lo skiroll.

In un ameno paesino incontrato scendendo dal passo, tra decorazioni e vasi di fiori, ecco un’azienda agricola. Quello che volevo segnalarvi, è l’aspetto forse meno evidente. Accanto ai cartelli che annunciano la vendita di formaggio di capra d’alpeggio, a sinistra della panchina c’è una cassetta con coperchio, dove la gente è invitata a lasciare il pane (vecchio) per gli animali. Non vi sembra una bellissima cosa?

Per finire, dal banco frigo di un supermercato, ecco un pezzo di formaggio. Cosa c’è di particolare? L’etichetta, che porta il logo “pro montagna” e che ritroviamo su salumi, yoghurt e su altri prodotti. Certo, sarà anche una “trovata pubblicitaria” della coop svizzera, ma io vi invito a leggere sul sito la filosofia di questo progetto. Un messaggio chiaro, efficace che, penso non solo a me, faccia spendere volentieri quei centesimi in più (e sull’etichetta è indicato esattamente quanti). “Pro Montagna è sinonimo di prodotti di qualità selezionati dalle regioni di montagna svizzere. I prodotti di montagna Pro Montagna offrono un valore aggiunto in termini di sapore e autenticità. Una parte del prezzo pagato dal cliente per acquisarli è devoluto al Padrinato Coop per le regioni di montagna. Comprando un prodotto Pro Montagna potrai sostenere le popolazioni di montagna svizzere. Con Pro Montagna puoi essere certo di aver acquistato un vero prodotto di montagna. Che rimarrà tale anche domani.Qui potete leggere cos’è il Padrinato coop e quali sono i progetti sostenuti.

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