Fa notizia solo perchè è successo a Sestriere?

Ormai certe cose “non fanno più notizia”. Però ogni tanto se ne parla lo stesso… La scorsa settimana un caso di gregge attaccato dai lupi è finito sui giornali, ma non è stato (e ahimè non sarà) l’unico di tutta l’estate. Le prime predazioni si sono avute quando gli animali sono saliti in alpe e le ultime avverranno fino al momento della discesa. Non è una novità. Ma questa volta il tutto è successo a Sestriere, nel mese di agosto, quando su non ci sono solo pastori, margari e abitanti della montagna, ma ci sono i turisti!

Anche senza fare il pastore, anche da normale turista, può succedere di trovarsi davanti ad una scena simile. In questo caso io camminavo lungo una strada sterrata, il gregge aveva cambiato vallata qualche giorno prima e il pastore sapeva che gli mancavano degli animali. Non so dire come e perchè questa pecora fosse morta, ma sicuramente qualcuno l’ha mangiata lasciando la pelle, la lana e qualche osso spezzato. Altre volte si trova una gamba di capriolo, qualche osso con brandelli di carne attaccata. E’ la natura, certo. Ma quando il gregge è in una località rinomata come Sestriere, allora l’attacco “fa notizia”. Bisognerebbe però ricordarsi del problema tutto l’anno, perchè il turista in montagna non ha niente da temere, se c’è il lupo. Non più di quanto debba temere il cinghiale, il cervo o la volpe. Per chi invece in montagna abita e lavora, il discorso è diverso.

Quante  volte, su queste pagine, abbiamo già trattato l’argomento? Innumerevoli… E parlar di lupo, ahimè, vuol sempre dire far polemiche. Perchè questo argomento, per i simbolismi che al lupo sono stati attribuiti nel corso di secoli e millenni, deve sempre prevedere uno schieramento netto da difendere ad oltranza. Quando si parla di lupo, con certa gente non si riesce a ragionare, meno che mai in un’epoca in cui, sempre di più, si è perso il legame con il mondo reale che ci circonda. La montagna, la natura da vivere è diversa da quella che si vede in TV o anche solo da quella che scorre dietro i finestrini di un’auto. Come si può pretendere di sapere cos’è giusto e cosa sbagliato, senza conoscere la realtà? Come soprattutto si può giudicare, senza avere la minima idea di cosa significhi, per un allevatore, trovare un suo animale sbranato?

(Foto F.Barreri)

Nel mese di luglio, aveva fatto scalpore la pubblicazione di queste immagini di un giovane margaro di Oncino (CN). Avendo trovato un vitello ucciso e parzialmente consumato, aveva scattato numerose foto della vacca che girava intorno al suo piccolo.

(Foto F.Barreri)

Particolarmente straziante questa, in cui la madre chiama disperata. Sembra quasi una richiesta di aiuto. Se l’animale è impotente, si sente ancora più impotente l’uomo, abbandonato a se stesso lassù in montagna, alla mercè delle parole che altri pronunciano in sedi lontane, tra cemento e asfalto. Fabio è giovane e si è lasciato andare ad uno sfogo, pubblicando queste immagini in un gruppo facebook, accompagnate dalle sue riflessioni. Il fatto è stato ripreso dai giornali locali e da vari siti, i commenti si sono sprecati ed alla fine è stato certificato che l’attacco non era da attribuire al lupo. Come si può infatti vedere, l’animale è consumato nel posteriore, mentre la classica predazione da lupo prevede il consumo a partire dalla pancia: vengono tirati fuori i visceri e poi l’animale inizia a mangiare la carcassa.

Le polemiche si sono sprecate, come al solito, ed il fatto che fossero stati cani e non lupi è servito per l’ennesima volta a chi continua a sostenere che la gran parte degli attacchi non sia da attribuire ai selvatici (nonostante ogni predazione venga certificata e, molte volte, è l’allevatore stesso a vedere il lupo in azione, come nel caso di Sestriere). Bisogna ripetere ancora una volta che i pastori hanno due tipi di cani? Evidentemente sì, visto che molti non l’hanno ancora capito. Ci sono i cani da guardiania, bianchi, grossi, confusi tra le pecore, con il solo compito di proteggere il gregge dagli intrusi, soprattutto se predatori, ed i cani “toccatori”, i cani da lavoro. E i cani randagi, a cui tanti vorrebbero attribuire le predazioni in alpe? Io, in 37 anni di vita, innumerevoli gite in montagna, stagioni passate in alpeggio, solo una volta ho visto due cani vagare in alta quota senza padrone. In un’altra occasione ho trovato un cane da caccia sperso, che ci ha seguito in fondovalle. Secondo me gli attacchi da cane, per lo meno da queste parti, sono da attribuire ad animali che un padrone ce l’hanno, ma è il cancello di casa a non essere sempre ben chiuso! Animali che “vanno a farsi un giro” e ritornano magari con la pancia piena.

Tornando al lupo, quest’anno le condizioni meteo sono a lui favorevoli. Ormai la gran parte dei pastori ha i cani da guardiania, pratica il pascolo guidato (cioè il pastore sta con gli animali tutto il giorno) ed impiega i recinti di notte. Questi sono gli unici tre “strumenti” attualmente utilizzabili per cercare di difendere il gregge, utili, ma non sufficienti a scongiurare al 100% gli attacchi. Attualmente nessun detrattore efficace è consentito dalla legge. Però ci si ostina a non capire che non si vogliono sterminare i lupi. Certo, nell’impeto del momento, più di uno afferma che vorrebbe ucciderli tutti, ma razionalmente poi la gran parte delle persone, allevatori compresi, afferma di non avercela con il lupo, animale selvatico che non ha nessuna colpa, se non quella di volersi cibare. La rabbia maggiore è rivolta verso chi li difende senza voler ascoltare le ragioni di chi si trova, per diversi mesi all’anno, a “combattere” quotidianamente con il timore di veder uccisi i propri animali.

Non mi stancherò mai di ripetere le stesse cose: i capi uccisi spesso sono il minore dei problemi. Il disagio lo patisce in ugual modo chi subisce predazioni e chi invece non perde nemmeno un animale in tutta la stagione. C’è comunque sempre l’ansia, il timore, le spese, la fatica per cercare di proteggere il tuo gregge. Prendiamo una pecora che si rompe una gamba: in passato si ingessava l’arto e si lasciava tranquillo l’animale dove si trovava: questo brucava, poco per volta si rimetteva in forma. Adesso invece bisogna per forza farlo scendere alla baita, magari chiuderlo in una stalla, perchè altrimenti è una vittima quasi certa. Riuscite ad immaginare cosa voglia dire far scendere lungo una traccia di sentiero sassoso un animale pesante con una gamba rotta? Molte volte ciò compromette ancora di più la frattura. Questo non è che un esempio per cercare di spiegare le tante sfaccettature del “problema lupo”.

Il lupo deve tornare ad avere paura dell’uomo, altrimenti non cambierà nulla. Bisognerebbe smetterla con le parole e le polemiche, che tanto ci piacciono, in Italia, e passare finalmente ai fatti. Smetterla con il “tanto ci sono i rimborsi”, “sono i pastori che non sanno fare il loro lavoro”, “è l’uomo che ha invaso territori non suoi”, ecc ecc ecc, classici commenti che si leggono e ascoltano ogni volta che si tira in ballo l’argomento. Il numero di lupi è in crescita, il territorio piemontese è ormai interamente colonizzato, in tutte le valli ci sono stati attacchi e avvistamenti, un lupo è stato investito in pianura, ad una ventina di chilometri da Torino. Si parla ormai anche di ibridi tra cani e lupi. Purtroppo l’attacco a Sestriere sarà solo una delle tante notizie estive per fare un po’ di clamore, poi arriverà l’autunno (stagione in cui si concentra solitamente il picco delle predazioni) e nessuno parlerà del problema. I pastori si sentiranno sempre più soli, saranno sempre più esasperati e delusi, ma nessuno prenderà mai la responsabilità di una decisione in grado di scatenare le proteste degli ambientalisti. Conta di più l’opinione di chi teorizza una wilderness inesistente rispetto a chi invece lavora e mantiene viva la montagna, la biodiversità, i prodotti caseari e non solo…

      • Comunque sia, ibrido o no, sta di fatto che la già difficile pastorizia, “subisce” il totale disinteresse delle istituzione. Politicamente è più redditizio asservirsi alle “orde” che sbarcano sulle nostre coste!! Sono tante migliaia di voti, rispetto a quei pochi (eventuali) che potrebbero esprimere coloro che indossano pantaloni e gilet di velluto…….. Che schifo!

  1. Il lupo e la predazione del lupo. non sarà la presenza del lupo o di qualsiasi altro predatore, nè i danni da questi arrecati alle mandrie che decreteranno, a breve, la fine della pastorizia in questo paese. la difficoltà fisica e burocratica della gestione di una impresa legata alla pastoria, leggi e disposizioni inutili e essurde, nessuna scuola che insegni il mestiere, lo scarso valore economico dato a queste produzioni, il disinteresse delle istituzioni, sono questi i fattori che faranno sparire l’attività. nessuno vuole più fare questa fatica, anche perchè tutele e valorizzazioni non ce ne sono. gli animali transumanti, che vivono e si nutrono in maniera naturale, hanno lo stesso valore commerciale se non inferiore di quelli tenuti in stalla, alimentati ad antibiotici ed ormoni, spostarsi con le greggi quando raggiungi le zone abitate e cementificate diventa una lotta continua tra divieti, sanzioni, lamentele e fastidi. Un tempo la lana costituiva una buona parte del reddito del pastore, oggi è solo un costo per chi deve tosare gli animali e tonnellate di lana vengono smaltite come rifiuto speciale. i fondi comunitari vanno alle stalle, non ai transumanti. questo distrugge la pastorizia non il lupo.

    • come ho detto tante volte, secondo me il lupo è un simbolo… pastori già esasperati da tutto quello che giustamente scrivi tu, si attaccano all’unico nemico (atavico) contro cui sentono di poter fare qualcosa in prima persona…

      • allora questo paese, questa classe politica, questi cittadini, tutti insieme devono decidere cosa si vuole fare di questo paese. o si gestisce il territorio e il lavoro che il territorio può dare in modo da creare lavoro, salvaguardare le produzioni agricole e pastorali, incentivare un turismo cultirale e di riscoperta, a misura di uomo e di ambiente, oppure lasciarsi andare all’individualismo e alla cultura del tutto subito e senza fatica. ognuno va dove vuole e prende quello che vuole, ci si affida ad un sistema corrotto e che crea ulteriore corruzione, dove soltanto gli amici degli amici possono accedere a fondi e contributi istituzionali, si utilizza il territorio a proprio uso e consumo e allora chi vuole va a piedi e chi vuole va in fuoristrada o in moto, chi vuole raccoglie fiori e funghi senza alcun controllo, spara dove e quando vuole, dove si cementifica nei parchi protetti anche senza necessità, si costruiscono impianti di risalita, si incentivano quindi tutte quelle attività non coerenti con il territorio montano, tutto è bello quello che non costa fatica, quello che crea lentezza. poi, al minimo imprevisto il piagnisteo, il lamentarsi, è colpa del tempo, delle leggi, del lupo, dell’orso, sempre e comunque mai colpa nostra,non importa se negli altri paesi il lupo e l’orso aiutano ad aumentare il turismo, ogni pretesto è buono per incentivare la caccia, perchè le lobbies dei cacciatori premono e non importa se l’italia da sola non rispetta le leggi europee più di tutti gli altri paesi UE messi insieme. decidiamo come vogliamo il nostro futuro di paese, ma poi non lamentiamoci delle nostre scelte. non lamentiamoci se le vacche nutrite ad ormoni costano come quelle vaganti, non lamentiamoci se nessuno insegna e soprattutto se a nessuno interessa la qualità della propria alimentazione, dell’ambiente in cui vive, della propria esistenza.

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